Come tutelare il patrimonio e i beni di famiglia da Agenzia Entrate 2021? Tutte le soluzioni

Sono numerosi gli strumenti per la tutela del patrimonio e dei beni di famiglia dalle pretese dell'Agenzia delle entrate. Ma vanno sempre gestiti con cautela.

Come tutelare il patrimonio e i beni di

Beni di famiglia, come tutelarli da Agenzia delle entrate?

Una primissima soluzione per la tutela di beni e patrimonio di famiglia nel caso di pretese dell'Agenzia delle entrate è la costituzione di un fondo patrimoniale. Anzi, è proprio questa una delle strade più battute.

I contenziosi tra Agenzia delle entrate e contribuenti possono essere lunghi e dispendiosi e il timore è sempre lo stesso: la paura di perdere progressivamente il patrimonio e i beni di famiglia. Succede proprio perché tra controlli e accertamenti, ricorsi e dibattimenti, prove e controprove, l'iter può essere lungo e solo alla fine di lungo percorso il contribuente riesce eventualmente fare valere le proprie ragioni.

Dinanzi alla cartelle esattoriali non pagate, i beni, mobili e immobili che fanno parte del patrimonio e ei beni di famiglia, rischiano di essere aggrediti con facilità e rapidità da parte del fisco che avanza pretese nei confronti del contribuente. Cerchiamo allora di capire come sia più opportuno agire ovvero:

  • Beni di famiglia, come tutelarli da Agenzia delle entrate
  • Le soluzioni per la tutela del patrimonio di famiglia

Beni di famiglia, come tutelarli da Agenzia delle entrate

Normativa alla mano, una primissima soluzione per la tutela di beni e patrimonio di famiglia nel caso di pretese dell'Agenzia delle entrate è la costituzione di un fondo patrimoniale. Anzi, è proprio questa una delle strade più battute. A tal proposito, le disposizioni in vigore prevedono che se i coniugi non hanno figli, è previsto il consenso di entrambi per alienare un bene presente all'interno del fondo patrimoniale.

C'è poi un altro aspetto da considerare ovvero che in presenza di figli minorenni, sono necessari l'autorizzazione di un giudice tutelare e il consenso dei coniugi per alienare un bene inserito nel fondo patrimoniale.

Secondo una importante sentenza della Commissione tributaria, nel caso di imposte non pagate, il debito fiscale ha una inerenza diretta e immediata coi bisogni della famiglia limitatamente alle imposte relative ai redditi prodotti dalle attività conferite al fondo e pertanto solo per queste imposte, qualora le stesse non fossero pagate, l’agente della riscossione può agire esecutivamente sui beni conferiti nel fondo patrimoniale

Le soluzioni per la tutela del patrimonio di famiglia

Da uno strumento all'altro per la tutela del patrimonio di famiglia c'è la polizza vita. Punto di forza è la sua impignorabilità ovvero non può essere sequestrata. Prevede il diritto per l'assicurato di beneficiare di un capitale o di una rendita se il contraente sia ancora in vita alla scadenza del contratto sottoscritto.

Accanto a questa soluzione c'è l'assicurazione per la morte se il contratto prevede il diritto al pagamento di un capitale o di una rendita ai beneficiari in caso di decesso dell'assicurato. Ma attenzione, affinché possano garantire le caratteristiche di protezione per cui sono proposte, le polizze vita devono essere piani di accumulo non a titolo speculativo e sottoscritti in bonis ovvero non per aggirare le richieste dell'Agenzia delle entrate.

Lo strumento del trust permette di assicurare la continuità post mortem dell'impresa quando il titolare si trova in una situazione familiare particolare, come la presenza di figli minori e inadatti alla gestione dell'impresa o più matrimoni.

Allo stesso tempo, permette di costituire un patrimonio di scopo ovvero fondi destinati al raggiungimento di obiettivi specifici. Caratteristica di fondo di questo strumento è la creazione di un patrimonio separato rispetto agli altri beni del disponente, del trustee e dei beneficiari. Proprio per via della sua complessità, necessita di un'attenta gestione. Il trust può infatti essere revocato senza un motivo valido per la sua istituzione e quando il disponente è la stessa persona di beneficiario se non il trustee.

Per quanto riguarda il vincolo di destinazione, vale certamente la pena ricordare ricordare la normativa vigente secondo cui gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche, possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il vincolo di destinazione.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il