Come tutelare un figlio disabile quando si muore secondo leggi 2022 in vigore

Il pensiero della morte di uno o di entrambi i genitori è fonte di angoscia per i figli disabili e per i genitori stessi. Cosa fare per assicurare protezione e tutela.

Come tutelare un figlio disabile quando

Tutelare un figlio disabile quando si muore, cosa fare?

Per tutelare un figlio disabile quando si muore è possibile stipulare polizze di assicurazione, trust, vincoli di destinazione e contratti di affidamento fiduciario, attraverso regimi fiscali agevolati.

Per le persone con disabilità le incertezze non sono legate sono alle difficoltà del presente, rispetto a cui le leggi 2022 in vigore cercano di porre un argine. Ma anche in ottica futura in quanto il pensiero della morte di uno o di entrambi in genitori è fonte di angoscia.

Lo è sia per il soggetto colpito da handicap e sia per i genitori stessi e la loro legittima esigenze di trovare il modo per tutelare i figli dopo la loro dipartita. Ci domandiamo allora quali sono le strade percorribili ovvero gli strumenti che le disposizioni legislative in vigore mettono a disposizione. La materia è costantemente oggetto di aggiornamenti anche andare incontro ai cambiamenti e alle esigenze differenti nel tempo. Approfondiamo quindi:

  • Tutelare un figlio disabile quando si muore, cosa fare

  • La questione dei beni lasciati ai figli dopo la morte dei genitori

Tutelare un figlio disabile quando si muore, cosa fare

Punto di riferimento per la tutela di un figlio disabile dopo la morte è la legge 112 del 2016 che disciplina l'assistenza in favore dei soggetti affetti da grave disabilità privi di sostegno familiare. Il campo di applicazione è molto ampio in quanto non considera solo la morte dei genitori, ma anche l'esistenza di condizioni di salute tali da non poter fornire ai figli un adeguato sostegno.

Ecco dunque che per tutelare un figlio disabile quando si muore è possibile stipulare polizze di assicurazione, trust, vincoli di destinazione e contratti di affidamento fiduciario, attraverso regimi fiscali agevolati. In particolare, il limite di detrazione dall'imposta Irpef innalzato da 530 a 750 euro per le polizze assicurative che hanno per oggetto il rischio di morte, se destinate alla tutela delle persone con disabilità grave.

Non solo, ma la stessa legge ha previsto la creazione di un fondo per l'assistenza e il sostegno alle persone disabili prive del supporto familiare. Per il patrimonio che i genitori decidono di lasciare in eredità per la cura dei loro figli, affidandolo ai parenti o a enti e onlus, le normative in vigore prevedono anche agevolazioni e sgravi fiscali.

La questione dei beni lasciati ai figli dopo la morte dei genitori

Un altro tema scottante è quello dei beni lasciati ai figli dopo la morte dei genitori. Se c'è un coniuge e non ci sono figli, la quota riservata dalla legge ai legittimari è di metà dell'eredità più il diritto di abitazione sulla casa coniugale. Se oltre al coniuge c'è un figlio unico, anche se i genitori del defunto sono ancora in vita, al coniuge va un terzo dell'eredità più il diritto di abitazione sulla casa; al figlio unico va un terzo dell'eredità.

Se oltre al coniuge ci sono 2 o più figli, anche se i genitori del defunto sono ancora in vita, al coniuge va un quarto dell'eredità più il diritto di abitazione sulla casa e la metà dell'eredità va diviso tra i figli in parti uguali. Se, oltre al coniuge, c'è uno o entrambi i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti ma mancano i figli, al coniuge va la metà dell'eredità più il diritto di abitazione sulla casa; ai genitori o altri ascendenti va un quarto dell'eredità.

Se manca il coniuge e c'è un solo figlio unico, anche se vivono i genitori del defunto, al figlio unico va la metà dell'eredità. Se ci sono 2 o più figli, anche se vivono ancora i genitori del defunto, ai figli vanno i due terzi dell'eredità divisi per parti uguali. Se ci sono solo i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti, del defunto, ma non ci sono figli, ai genitori o altri ascendenti va un terzo dell'eredità. Se non ci sono né figli, né genitori o altri ascendenti, si può liberamente disporre dell'intera eredità.

Secondo le disposizioni vigenti, le esenzioni e le agevolazioni sono ammesse se sussistono altre condizioni in contemporanea. In particolare, l'istituzione del trust ovvero il contratto di affidamento fiduciario che disciplina i fondi speciali ovvero la costituzione del vincolo di destinazione siano fatti per atto pubblico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il