Come viene calcolato il guadagno in nero dall'Agenzia Entrate per decidere sanzioni nel 2021

Attenzione perché tutte le volte che emergono guadagni in nero, frutto evidentemente di impiego irregolare, il lavoratore può fare causa all'azienda in sede di tribunale civile.

Come viene calcolato il guadagno in nero

Guadagni in nero, come viene calcolato dall'Agenzia delle entrate?

Se c'è di mezzo la vendita di un prodotto, l'Agenzia delle entrate va a caccia del ricarico applicato dal commerciante per scovare "presenze di nero". Per farlo utilizza i metodi della media semplice e della media ponderata. Spetta poi al contribuente stesso dimostrare con prove alla mano la bontà fiscale del proprio operato.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Si tratta di un principio che anche l'Agenzia delle entrate ha fatto proprio. In pratica nella fase di determinazione di redditi e ricavi dei contribuenti non si limita ad accogliere le dichiarazioni ricevute. Va infatti anche oltre fino all'individuazione di eventuali operazioni imponibili nascoste alla tassazione.

Si tratta del cosiddetto guadagno in nero. Alcune volte può essere piuttosto semplice riuscire a individuarle.

Pensiamo ad esempio al caso di un lavoratore che percepisce l'assegno di disoccupazione, ma il conto in banca continua a essere alimentato. In questo caso non è affatto difficile riuscire a risalire all'irregolarità ovvero al datore di lavora che paga in nero il dipendente. Approfondiamo meglio la questione:

  • Guadagno in nero, come viene calcolato dall'Agenzia delle entrate
  • Attenzione alle sanzioni per chi offre guadagni in nero

Guadagno in nero, come viene calcolato dall'Agenzia delle entrate

Per verificare e calcolare guadagni in nero, l'Agenzia delle entrate osserva innanzitutto i movimenti bancari avvenuti sul conto corrente del contribuente. In tutti i casi spetta proprio al controllato dimostrare la correttezza del proprio operato ovvero che redditi e ricavi siano regolari e dunque tassati secondo la normativa in vigore.

Dal punto di vista strettamente operativo, nel caso dei professionisti, versamenti e bonifici sul conto sono considerati redditi imponibili; nel caso degli imprenditori, ogni importo versato o prelevato dal conto corrente è considerato una operazione imponibile.

Se c'è di mezzo la vendita, l'Agenzia delle entrate va a caccia del ricarico applicato dal commerciante per scovare "presenze di nero". Per farlo utilizza i metodi della media semplice e della media ponderata.

Spetta poi al contribuente stesso dimostrare con prove alla mano la bontà fiscale del proprio operato. In questo ambito può partecipare da osservatore alle operazioni di rilevazione delle merci e di calcolo della percentuale di ricarico da parte degli uomini del fisco della Guardia di finanza ed eventualmente avanzare tutte le dichiarazioni che ritiene necessarie.

Attenzione alle sanzioni per chi offre guadagni in nero

Attenzione perché tutte le volte che emergono guadagni in nero, frutto evidentemente di impiego irregolare, il lavoratore può fare causa all'azienda in sede di tribunale civile e ottenere il versamento dei contributi relativi al periodo durante il quale si è svolto il rapporto di lavoro, gli straordinari non pagati, il pagamento degli stipendi non versati.

Ma anche il versamento delle differenze retributive, le indennità non pagate, il pagamento del Tfr e l'eventuale risarcimento per il licenziamento illegittimo. In ogni caso, il datore va incontro a una sanzione da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore interessato per via della mancata comunicazione di assunzione ai Servizi per l'impiego nei casi in cui non è applicabile la cosiddetta maxi sanzione per lavoro sommerso.

In questo caso scatta infatti la sanzione amministrativa variabile a seconda della durata dell'impiego. Se è fino a 30 giorni, la multa si aggira da 1.500 a 9.000 euro per ciascun lavoratore irregolare. Per l'impiego del lavoratore da 31 e fino a 60 giorni, la sanzione si aggira da 3.000 a 18.000 euro per ogni lavoratore irregolare.

Per l'impiego effettivo del lavoratore oltre 60 giorni, multa da 6.000 a 36.000 euro per ogni lavoratore irregolare. In caso di impiego di lavoratori stranieri o di minori in età non lavorativa, le sanzioni sono infine aumentate del 20%. Per il lavoratore è importante annotare le ore di lavoro, straordinari compresi, così come le somme ricevute come compensi.

Nel caso di lavoro in nero è sicuramente utile prendere i contatti dei colleghi così da poterli rintracciare in caso di necessità, ma allo stesso tempo è bene sapere che fare la causa insieme ad altri colleghi permette di avere un peso maggiore rispetto a una denuncia individuale. Ricordiamo infine che per legge è un diritto ricevere una copia del contratto nel momento in cui si viene assunti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il