Concorrenza sleale per sviamento clientela: cos'è?

Cosa si intende per concorrenza sleale per sviamento clientela, come funziona e chi solitamente la mette in atto: cosa sapere

Concorrenza sleale per sviamento clientela: cos'è?

Cos’è la concorrenza sleale per sviamento clientela?

Si parla di concorrenza sleale per sviamento clientela quando si fa riferimento a quella data procedura di dirottamente di clienti di una data azienda verso altre realtà alternative e concorrenziali, spesso portata avanti da dipendenti e manager delle stesse aziende da cui sviare i clienti.

 

La concorrenza sleale per sviamento clientela non rappresenta certo la procedura ideale all’interno di una realtà aziendale considerando che prevede una sorta di dirottamento dei clienti della stessa azienda verso altre realtà concorrenti e si tratta di una procedura ‘sleale’ che sfrutta informazioni riservate di cui si è a conoscenza grazie a un rapporto di lavoro ancora in corso o da poco interrotto con l’azienda stessa e spesso attuata, per esempio, da manager infedeli che, sfruttando le proprie conoscenze maturate sul campo, i rapporti instaurati nel tempo della propria occupazione, prezzi e informazioni sui prodotti nonché condizioni praticate a ciascun cliente, avendo rapporti direttamente con i clienti, pratica condizioni migliori per altri soggetti aziendali.

Concorrenza sleale per sviamento clientela: chi vi ricorre

Definire con esattezza chi ricorre alla concorrenza sleale per sviamento clientela non è semplice considerando che si tratta di una pratica che può essere attuata da:

  1. un imprenditore nei confronti di un altro;
  2. un dipendente contro l’azienda per cui lavora;
  3. un ex dipendente a danno dell’ex datore di lavoro.

I comportamenti di ‘dirottamento’ della clientela verso altre realtà aziendali alternative a quella per cui si lavora o si è lavorato non sempre sono classificabili come atti di concorrenza sleale e non sempre sono punibili.

Concorrenza sleale per sviamento clientela e risarcimenti

Se dipendente di un’azienda o un ex dipendente che abbia firmato un patto di non concorrenza compia atti di concorrenza sleale, il datore di lavoro può agire per ottenere il risarcimento del danno ma decidendo di agire contro il dipendente o ex dipendente traditore deve fornire prove concrete adeguate sulla concorrenza sleale effettivamente posta in essere dallo stesso dipendente. Spesso per riuscire ad ottenere tali prove si ricorre ad agenzie investigative specializzate in investigazioni aziendali per poter raccogliere tutte le prove importanti necessarie per poter procedere legalmente.



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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