Confronto e differenze tra diritti sul lavoro dipendenti e professionisti con partita iva nel 2021

Nel caso del lavoratore dipendente si applicano i minimi salariali orari di settore. Al contrario il lavoro a partita Iva è remunerato sulla base di un libero contratto.

Confronto e differenze tra diritti sul l

Diritti dipendenti e professionisti con partita Iva, quali differenze?

Solo il lavoratore dipendente ha diritto ad accedere a migliori strumenti di sostegno al reddito, all'applicazione della disciplina sul licenziamento illegittimo, ai minimi retributivi, alla tredicesima mensilità, ai permessi, alle ferie e al Tfr.

Si tratta della principale differenza nel mondo del lavoro. Da una parte ci sono i dipendenti ovvero coloro che hanno un rapporto di tipo subordinato con il datore. A loro volta si distinguono due categorie, i lavori dipendenti nel settore privato e quelli nel settore pubblico.

Dall'altra ci sono i professionisti con partita Iva ovvero i lavoratori autonomi, la cui relazione con il committente è libera ovvero è legata all'accorso sulla prestazione da eseguire e al corrispettivo pattuito. Inevitabile che allora che dinanzi a due modi così differenti di impostare il rapporto di lavoro, i diritti che la legislazione garantisce a queste due categorie siano profondamente diverse. Facciamo un confronto sulla base della normativa in vigore ovvero:

  • Diritti dipendenti e professionisti con partita Iva, quali differenze
  • Lavoro dipendenti e professionisti con partita Iva e sovrapposizione

Diritti dipendenti e professionisti con partita Iva, quali differenze

Dal confronto fra i diritti sul lavoro tra i dipendenti e i professionisti con partita Iva nel 2021 emergono numerose ed evidenti differenze. Solo il primo ha diritto ad accedere a migliori strumenti di sostegno al reddito, all'applicazione della disciplina sul licenziamento illegittimo, ai minimi retributivi, alla tredicesima (ed eventualmente la quattordicesima) mensilità, ai permessi, alle ferie e al Tfr. Allo stesso tempo il dipendente viene pagato al di là del risultato raggiunto.

Nel caso del lavoratore dipendente si applicano i minimi salariali orari di settore. Al contrario il lavoro a partita Iva è remunerato sulla base di un contratto stipulato tra le parti. Se poi è maggiore o minore rispetto a quanto previsto nel lavoro dipendente occorre verificare caso per caso. Gli squilibri, nell'uno e nell'altro senso possono essere molto accentuati. Un'altra differenza tra diritti va ricercata nel trattamento riservato nel caso di interruzione del rapporto di lavoro. La legge tutela infatti il lavoratore dipendente in caso di licenziamento illegittimo.

Nel caso dei professionisti con partita Iva, alle prese con una differente tassazione tra forfettari e ordinari, il rapporto di esaurisce con il contratto. Non ci sono obblighi ulteriori tra il committente e il lavoratore. C'è poi un altro aspetto di fondamentale importanza di cui tenere contro. Il lavoratore dipendente, sia esso di una piccola o di una grande aziende, non corre alcun rischio imprenditoriale. Il professionista con partita Iva è di fatto un lavoratore autonomo che dipende dalla sua capacità di generare reddito offrendo le proprie competenze ai committenti che hanno bisogno della sua prestazione.

In tema di relazioni nel contesto del lavoro, il dipendente conserva l'obbligo di giustificare le assenze e richiedere le ferie. Ben diverso è il caso del libero professionista poiché ha solo l'obbligo di portare a compimento la prestazione ovvero del risultato nei confronti del committente. Per il resto può operare svincolato da orari e luogo di lavoro, rispetto a cui mantiene la piena autonomia.

Lavoro dipendenti e professionisti con partita Iva e sovrapposizione

Non dimentichiamo poi che il lavoratore con reddito da dipendente che mette in piedi un'attività da libero professionista dovrà iscriversi alla gestione separata Inps e versare i relativi contributi proporzionali.

Allo stesso tempo il lavoratore con un contratto a tempo determinato deve verificare se l'attività da dipendente è prevalente rispetto a quella d'impresa. Se è tale e decide di aprire un'attività commerciale non deve iscriversi alla gestione commercianti dell'Inps se dimostra che il lavoro da dipendente è prevalente, sia in termini di stipendio che di tempo. Se dovesse ricevere la comunicazione che lo invita all'iscrizione, deve documentare all'Inps il motivo dell'esonero inviando l'ultima busta paga ricevuta.

Da parte loro, i dipendenti pubblici possono svolgere un altro lavoro solo nel rispetto di alcune condizioni, sicuramente più restrittive. L'incarico deve essere provvisorio e occasionale, non deve contrastare con gli interessi dell'amministrazione e deve essere compatibile con l'attività principale in termini di tempo e svolgimento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il