Confronto tasse 2021 tra dipendenti e liberi professionisti con partita iva ordinaria e forfettaria

Punto in comune tra dipendenti e liberi professionisti con partita Iva ordinaria sono gli scaglioni di reddito.

Confronto tasse 2021 tra dipendenti e li

Dipendenti e liberi professionisti con partita Iva ordinaria, chi paga più tasse?

Punto in comune tra tra dipendenti e liberi professionisti con partita Iva ordinaria sono gli scaglioni di reddito applicati che sono gli stessi. L'accesso al regime forfettario delle partite Iva comporta una serie di sconti fiscali per i lavoratori autonomi.

Se c'è una costante per tutti i lavoratori, sia nel caso i cui svolgano la propria attività da liberi professionisti con partita Iva e sia da dipendenti, sono le tasse da pagare. Sebbene il principio di fondo che le regola è comune ovvero quello della progressività e dunque dell'importo legato a ricavi, guadagni e stipendio, le differenze tra la varie posizioni lavorative sono evidenti e numerose.

Non solo, ma anche all'interno della categoria dei lavoratori autonomi con partita Iva è indispensabile precisare l'esistenza di un doppio regime tra ordinario e forfettario. Vediamo quindi cosa cambia e cosa emerge dal confronto fiscale tra queste differenti posizioni. Esaminiamo con maggiore precisione alcuni aspetti:

  • Dipendenti e liberi professionisti con partita Iva ordinaria: confronto tasse 2021
  • Il caso particolare delle tasse per le partite Iva forfettarie

Dipendenti e liberi professionisti con partita Iva ordinaria: confronto tasse 2021

Punto in comune tra dipendenti e liberi professionisti con partita Iva ordinaria sono proprio gli scaglioni di reddito applicati che sono gli stessi.

Come vedremo, ben diversa è la situazione nel caso della partita Iva con regime forfettario. Il quadro degli scaglioni è il seguente:

  • scaglione di reddito fino a 15.000 euro: 23% (aliquota), 23% sul reddito (imposta dovuta)
  • scaglione di reddito oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro: 27% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro e 27% sulla parte superiore a 15.000 euro (imposta dovuta)
  • scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro: 38% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro, 27% sulla parte superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro e 38% sulla parte superiore a 28.000 euro (imposta dovuta)
  • scaglione di reddito oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro: 41% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro, 27% sulla parte superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 38% sulla parte superiore a 28.000 euro e fino a 55.000 euro e 41% sulla parte superiore a 55.000 euro (imposta dovuta)
  • scaglione di reddito oltre 75.000 euro: 43% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro, 27% sulla parte superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 38% sulla parte superiore a 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 41% sulla parte superiore a 55.000 euro e fino a 75.000 euro e 43% sulla parte superiore a € 75.000 euro (imposta dovuta)

Tuttavia i liberi professionisti con partita Iva ordinaria devono aggiungere altre voci come l'Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), i contributi previdenziali, l'iscrizione alla Camera di commercio, l'Inail e le addizionali regionali e comunali.

In tale ambito, le detrazioni sono composte prevalentemente per redditi da lavoro dipendente e pensione, da carichi di famiglia, oneri detraibili al 19%, spese per recupero edilizio e spese per il risparmio energetico.

I dipendenti non devono effettuare alcun versamento di imposte in quanto il prelievo avviene direttamente alla fonte da parte del sostituto d'imposta. Diverso è il caso dei lavoratori autonomi che devono invece effettuare i calcoli e procedere successivamente con il pagamento delle tasse con il modello F24 e nelle scadenze previste.

Il caso particolare delle tasse per le partite Iva forfettarie

L'accesso al regime forfettario delle partite Iva comporta una serie di sconti fiscali per i liberi professionisti. Innanzitutto la determinazione agevolata del reddito imponibile mediante l'applicazione, ai ricavi conseguiti o compensi percepiti, di un coefficiente di redditività stabilito ex lege, con deduzione dei contributi previdenziali obbligatori, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico.

Quindi l'applicazione al reddito imponibile di un'unica imposta, nella misura del 15%, sostitutiva di quelle ordinariamente previste ovvero le imposte sui redditi, addizionali regionale e comunale e l'Irap. Senza dimenticare che è comunque in vigore l'imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di attività in presenza dei requisiti di legge. Condizione fondamentale per aderire al regime agevolato delle partite Iva è il mancato superamento del tetto di ricavi o compensi di 65.000 euro nell'anno di imposta.

La condizione di favore viene bilanciata anche da altre limitazioni, come l'impossibilità di detrarre le spese per l'esercizio della propria attività, a differenza di quanto accade con le partite Iva con regime ordinario.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il