Contratto a chiamata come funziona. Leggi e regole attuali

Cosa prevede il contratto a chiamata, regole e quando non si può usare: tutto quello che c’è da sapere e chiarimenti

Contratto a chiamata come funziona. Leggi e regole attuali

Cos’è il contratto a chiamata?

Il lavoro a chiamata, noto anche come contratto intermittente, è una tipologia di contratto di lavoro subordinato che può essere stipulato solo a lavoratori che abbia meno di 24 anni o più di 55 anni d’età e per cui sono previste ferie e permessi in base alle giornate di lavoro effettivamente stipulate.

 

Lavorare con tutele e garanzie e con la tranquillità di una stabilità finanziaria è quello a cui tutti aspirano e l'unico sistema in grado di assicurare questa tranquillità è il contratto a tempo indeterminato che oggi sembra essere diventato una vera e propria chimera per moltissimi. Spesso, infatti, quando ci si presenta ad un colloqui di lavoro si ricevono offerte come stage, apprendistati, lavori con contratti a tempo determinato di sei mesi o contratti a chiamata.

Quali sono regole e leggi vigenti in riferimento al contratto a chiamata?

Cosa contiene il contratto a chiamata

Il contratto a chiamata, o di lavoro intermittente, valido per chi ha meno di 24 anni o più di 55 anni d’età deve essere stipulato in forma scritta, come previsto dalla legge, è un tipo di contratto subordinato e può essere a tempo determinato, quando il contratto ha una precisa scadenza, o a tempo indeterminato, quando non ha scadenza, ma la durata non può essere superiore alle 400 giornate nell’arco di tre anni solari, e per essere valido deve riportare:

  1. durata della prestazione lavorativa;
  2. luogo della prestazione;
  3. trattamento economico e normativo per le prestazioni che il lavoratore esegue;
  4. indennità di disponibilità;
  5.  modalità della disponibilità e relativo preavviso di chiamata;
  6. modalità con le quali il datore di lavoro può richiedere la prestazione
  7. lavorativa;
  8. rilevazione delle presenze;
  9. misure di sicurezza adottate a lavoro;
  10. modalità e tempi di pagamento dello stipendio.

Stipendio e contributi per contratto a chiamata

Un lavoratore che stipula un contratto a chiamata ha diritto a percepire la stessa retribuzione che spetta al lavoratore assunto con altra forma di contratto in riferimento al relativo Ccnl di riferimento. Stesso discorso vale per il versamento dei contributi previdenziali che devono essere calcolati e versati in misura proporzionale alle effettive ore di lavoro.

Malattia e ferie nel contratto a chiamata

I lavoratori con contratti a chiamata hanno diritto a malattia, a condizione di informare subito il datore di lavoro, ferie e permessi, sempre proporzionati in questo caso alle effettive giornate di lavoro svolte.

Quando non si può usare il contratto a chiamata

Stando a quanto previsto dalla normativa, non si può stipulare un contratto di lavoro a chiamata per:

  1. sostituire lavoratori in sciopero;
  2. aziende dove siano stati effettuati licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti;
  3. imprese e aziende che non hanno valutato eventuali rischi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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