Contratto a chiamata ed etÓ minima e massima. Regole, requisiti, limiti e deroghe

Quali sono limiti e requisiti di etÓ per stipulare un contratto di lavoro a chiamata: regole previste e possibili eccezioni

Contratto a chiamata ed etÓ minima e mas

Quali sono i limiti di etÓ stabiliti per il contratto a chiamata?

Il contratto a chiamata può essere stipulato solo a condizione di soddisfare determinati requisiti in termini di età e vale, in particolare, per coloro che hanno compiuto un’età massima di 55 anni, anche se pensionati e coloro che hanno un’età minima entro i 24 anni.

Il contratto di lavoro a chiamata, conosciuto anche come contratto intermittente, è una forma contrattuale di lavoro subordinato che permette ad un lavoratore di mettersi a disposizione di un datore di lavoro che può utilizzarne la prestazione lavorativa in maniera discontinua, appunto a chiamata, ogni qualvolta ne abbia bisogno.

Non tutti, però, possono essere assunti con contratto a chiamata, in quanto si tratta di una tipologia di contratto che può essere stipulato solo a determinati lavoratori che soddisfino determinati requisiti in termini di età prevedendo regole e limiti anche per quanto riguarda durata e non solo. Vediamo quali sono le regole relative all’età per il contratto a chiamata.

  • Contratto a chiamata ed età minima e massima requisiti
  • Contratto a chiamata ed età minima e massima limiti e deroghe

Contratto a chiamata ed età minima e massima requisiti

Il contratto di lavoro a chiamata non può essere stipulato da tutti ma sono previsti specifici requisiti da rispettare in termini di età. Il contratto a chiamata vale, infatti, solo per:

  • coloro che abbiano un’età minima inferiore ai 24 anni e in tal caso l’ultima prestazione lavorativa con contratto di lavoro a chiamata si può effettuare entro il compimento del 25esimo anno di età;
  • coloro che hanno compiuto un’età massima 55 anni, anche se pensionati.

Contratto a chiamata ed età minima e massima limiti e deroghe

La Corte Europea di Giustizia, in seguito ad un ricorso ricevuto, ha stabilito che la normativa italiana che permette di assumere con contratto di lavoro intermittente i giovani under 24 con termine dello svolgimento dell’attività entro il 25esimo anno di età è conforme al diritto comunitario e non discriminatoria.

Il grande limite del contratto a chiamata è, dunque, che tale forma di contratto può essere utilizzata solo se sussistono determinati requisiti anagrafici. Se, però, il lavoratore non rientra nelle fasce di età riportate, il contratto di lavoro a chiamata può essere comunque stipulato se il suo uso è individuato dai contratti collettivi, nazionali, locali o aziendali o nel caso di oggettiva necessità di stipula di tale forma di contratto per determinate figure professionali (che sono individuate dalla legge).

I limiti legati all’età per stipulare sono strettamente legati ai limiti relativi alla durata di un contratto a chiamata che, come stabilito per legge, può essere stipulato per ogni lavoratore con lo stesso datore di lavoro per un tempo massimo di 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di 3 anni solari e ciò significa che per stipulare un cotratto a chiamata ad un soggetto che rientri nei limiti di età sopra riportati bisogna ache calcolare la durata della evetuale prestazione per evitare di andare oltre il compimento del 25esimo anno di età.

Diverso è il discorso per i settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, per cui valgono deroghe precise. In tali casi, infatti, se il contratto a chiamata dura di più si trasforma automaticamente in un contratto a tempo indeterminato full time.

Il contratto a chiamata nei pubblici esercizi e nel settore turismo prevede, infatti, differenze  rispetto a quanto previsto per altri lavoratori chiamati a lavorare con contratto intermittente, e cadono in tal caso alcuni limiti fissati.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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