Contratto agricolo a chiamata 2020. Come funziona, diritti e doveri lavoratore

Come funziona il contratto agricolo a chiamata 2020 e quali sono norme e regole stabilite per i dipendenti: tutto quello che c’è da sapere e chiarimenti

Contratto agricolo a chiamata 2020. Come

Quali sono limiti di durata ed età previsti dal contratto agricolo a chiamata 2020?

Il contratto agricolo a chiamata può avere durata non superiore alle 400 giornate in tre anni, anche in tal caso può essere fatto solo a persone che abbiano meno di 24 anni e fino al compimento del 25esimo ao di età p che abbiano più di 55 anni.

Il contratto a chiamata è una tipologia di contratto che generalmente viene stipulata per lavoratori di età inferiore ai 24 anni o con più di 55 anni d’età, può essere a tempo determinato, prevedendo una precisa scadenza, o a tempo indeterminato, ma in ogni caso la sua durata non può essere superiore alle 400 giornate nell’arco di tre anni solari. Vediamo come funziona il contratto agricolo a chiamata 2020.

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Contratto agricolo a chiamata 2020 come funziona

Il Contratto agricolo a chiamata 2020 per essere valido deve innanzitutto essere stipulato in forma scritta riportando, come generalmente previsto per il contratto a chiamata, dati e informazioni specifiche che sono:

  • luogo e durata della prestazione lavorativa;
  • stipendio fissato per le prestazioni che il lavoratore esegue;
  • indennità di disponibilità;
  • modalità della disponibilità e relativo preavviso di chiamata;
  • modalità con le quali il datore di lavoro può richiedere la prestazione lavorativa;
  • rilevazione delle presenze;
  • misure di sicurezza adottate a lavoro;
  • modalità e tempi di pagamento dello stipendio.

Il contratto agricolo a chiamata, stando a quanto previsto dalle regole in vigore, viene stipulato soprattutto per l’impiego di determinate figure che sono:

  • personale addetto alla custodia di animali usati per prodotti medicinali o per esperienze scientifiche nelle aziende o istituti che fabbricano sieri;
  • personale per sorveglianza degli impianti frigoriferi;
  • personale addetto alla sorveglianza degli essiccatoi;
  • personale addetto alla sorveglianza e all’esercizio degli apparecchi di filtrazione e di distillazione;
  • personale addetto a cura e addestramento dei cavalli nelle aziende di allevamento e di allenamento dei cavalli da corsa.

Il contratto agricolo a chiamata può avere durata massima non superiore alle 400 giornate in tre anni, anche in tal caso può essere fatto solo a persone che abbiano meno di 24 anni e fino al compimento del 25esimo ao di età p che abbiano più di 55 anni e non può essere stipulato per:

  • aziende che hanno effettuato licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti;
  • sostituzione di lavoratori in sciopero;
  • imprese e aziende che non hanno valutato eventuali rischi.

Contratto agricolo a chiamata 2020 diritti e doveri lavoratore

Come per ogni altra forma di lavoro, anche il contratto agricolo a chiamata 2020 prevede diritti e doveri per il lavoratore. Rientrano tra i diritti dei lavoratori assunti con contratto agricolo a chiamata 2020 quello di percepire lo stesso stipendio che percepiscono i lavoratori agricoli o secondo quanto previsto dal Ccnl agricolo o secondo quanto previsto dal contratto cooperative e consorzi agricoli. Lo stesso discorso vale per calcolo e versamento dei contributi previdenziali.

Ma sia per stipendio e sia per contributi, quelli spettanti ai lavoratori con contratto agricolo a chiamata vengono calcolati in misura proporzionale alle effettive ore di lavoro prestate. I lavoratori con contratto agricolo a chiamata hanno, inoltre, diritto alla malattia, a condizione di informare subito il datore di lavoro,  a maturare e usufruire di ferie e permessi, anch’essi proporzionati in base alle effettive giornate di lavoro prestate.

Per il contratto agricolo a chiamata, dunque, non sono previsti giorni di ferie e permessi prestabiliti ma dipendono dal tempo di lavoro svolto, per cui sono molto variabili.

Tato quanto al lavoratore con contratto agricolo a chiamata sono riconosciuti una serie di doveri, tanto sono previsti obblighi da rispettare, a partire dall’orario di lavoro fissato e che deve essere prestato senza rifiuti, per arrivare all’obbligo di rispondere alla chiamata da parte del datore di lavoro e per la disponibilità del lavoratore a rispondere alla chiamata è prevista una indennità di disponibilità, cifra erogata regolarmente al lavoratore nei periodi di non chiamata, che non matura nel caso di contratto di lavoro intermittente senza obbligo di rispondere alla chiamata perché, appunto, in tal caso il lavoratore è libero o meno di rispondere alla chiamata da parte del datore di lavoro.

L’importo dell’indennità di disponibilità non può essere inferiore al 20% della retribuzione minima fissata dal contratto di riferimento. L’obbligo di rispondere alla chiamata implica anche obblighi di comunicazione nel caso in cui non si possa rispondere alla chiamata.

E’, innanzitutto, obbligatorio per legge comunicare tempestivamente l’impossibilità di rispondere alla chiamata nei casi, per esempio, di malattia, indicando anche la durata della impossibilità di rispondere alle chiamate, perché in tali casi non matura il diritto all’indennità di disponibilità. Se il lavoratore non rispetta l’obbligo di comunicazione dell’impedimento perde completamente il diritto all’indennità di disponibilità per ì quindici giorni.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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