Contratto part time 24 ore a settimana stipendio, permessi, malattia, disoccupazione

Le regole di lavoro per chi ha un contratto part time di 24 ore a settimana: stipendio percepito e come calcolare ferie e malattia

Contratto part time 24 ore a settimana stipendio, permessi, malattia, disoccupazione

Quali sono le regole di un contratto di lavoro part time 24 ore a settimana?

Le regole di un contratto part time di 24 ore prevedono calcoli di stipendio, permessi, ferie e indennità di malattia in base alle ore di lavoro prestate e dipendenti dalla tipologia di contratto part time applicato, se cioè se orizzontale o verticale.

 

Il contratto part time è un contratto di lavoro subordinato il cui orario non è quello solitamente previsto delle 40 ore settimanali ma è un orario ridotto che può essere di 30 o 24 ore o anche 16 ore settimanale. In base alla modalità di definizione dell’orario di lavoro, il parti time può essere orizzontale, verticale e misto.

Il contratto part time, come tutte le altre tipologie di contratti, deve indicare le ore di lavoro in maniera precisa e puntuale, con riferimento al giorno, alla settimana, al mese o all’anno e il datore di lavoro non può in alcun modo modificare arbitrariamente la collocazione temporale della prestazione lavorativa. Vediamo quali sono le regole di un contratto di lavoro part time 24 ore.

  • Stipendi e contributi per lavoro part time 24 ore
  • Ferie e permessi per lavoro part time 24 ore
  • Malattia per lavoro part time 24 ore
  • Disoccupazione per lavoro part time 24 ore


Contratto part time 24 ore a settimana: stipendio e contributi

Lo stipendio di chi lavora con contratto part time da 24 ore a settimana è chiaramente inferiore a quello dei lavoratori a tempo pieno impiegati per 40 ore settimanali pur essendo assunti con la stessa tipologia di contratto. Le ore di lavoro in meno portano, infatti, ad un calcolo di uno stipendio inferiore.

In ogni caso, lo stipendio lordo minimo previsto per chi è assunto con contratto part time è quello del CCNL di riferimento e non può essere inferiore a quello stabilito nei minimi tabellari del relativo contratto collettivo nazionale.

Per esempio, se un lavoratore full time con contratto di lavoro di 40 ore settimanali percepisce uno stipendio minimo di 1.300 euro lorde mensili, nel part time da 24 ore lo stipendio minimo è di poco più di 650 euro mensili, per cui la retribuzione oraria minima è la stessa prevista per un lavoratore full time da moltiplicare per le ore lavorative previste dal CCNL di riferimento.

Per quanto riguarda la voce contributi previdenziali, chi lavora con contratto part time di 24 ore, avendo una retribuzione inferiore a quella dei dipendenti a tempo pieno, ha diritto ad un minore accredito di contributi previdenziali, il che significa prevedere anche un importo più basso per la pensione finale.

Per il versamento dei contributi per lavoratori con contratto part time di 24 ore si considera come minimale settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi per i lavoratori dipendenti il limite minimo di stipendio da considerare per l’accredito dei contributi, cioè lo stipendio minimo su cui calcolare i contributi applicando la relativa aliquota prevista.

Contratto part time 24 ore a settimana: ferie e permessi

Per chi ha un contratto di lavoro part time di 24 ore a settimana, come per tutti i part time, ferie e permessi vengono calcolati in misura proporzionata alle ore di lavoro svolte. In particolare, le ferie per i lavoratori con contratto part time di 24 ore orizzontale maturano esattamente come quelle dei lavoratori a tempo pieno e, quindi, ogni mese si matura un rateo pari a 2,167 giornate sia per i lavoratori full time sia per i lavoratori con part time ma in quest’ultimo caso ad ogni giornata di ferie corrisponde un minor numero di ore.

Diverso, invece, il discorso per le maturazione delle ferie di chi ha un contratto di lavoro part time di 24 ore verticale. In questo caso, infatti, i giorni di ferie sono proporzionati all’attività lavorativa effettivamente svolta. E’ bene precisare che se un lavoratore con contratto di lavoro part time 24 ore a settimana si ammala durante il periodo di ferie, esse vengono sospese.

Stesso discorso vale per il calcolo dei permessi che si maturano in base alle ore lavorative effettivamente prestate a settimana. Nel caso di chi lavora con part time per 24 ore a settimana, le ore di permessi

Contratto part time 24 ore a settimana: malattia

Le regole per la malattia di chi ha un contratto part time di 24 ore a settimana sono differenti in base alla tipologia del contratto part time, se orizzontale o verticale. In particolare, per lavoratori con contratto part time orizzontale, cioè che lavorano tutti i giorni lavorativi ma per un numero di ore inferiore rispetto a quelle ordinarie, valgono le modalità di calcolo dell’indennità di malattia impiegate per tutti gli altri dipendenti e ma in ogni caso il trattamento economico risulta chiaramente più basso rispetto a quello spettante a lavoratori full time

Per lavoratori con contratto part time verticale o misto, che non lavorano tutti i giorni lavorativi, ma solo alcuni giorni alla settimana, o settimane, il calcolo dell’indennità di malattia, come chiarito dallo stesso Inps, si calcola sulla retribuzione dovuta nei 12 mesi precedenti la malattia.

Contratto part time 24 ore a settimana: disoccupazione

Anche chi lavora con contratto part time di 24 ore a settimana ha diritto all’indennità di disoccupazione, Naspi a condizione di soddisfare i requisiti richiesti che sono:

  • perdita involontaria del lavoro;
  • ver maturato almeno tredici settimane di contributi Inps nei quattro anni precedenti;
  • aver lavorato almeno 30 giorni effettivi nell’ultimo anno.

Se la domanda di Naspi viene accettata, l’indennità viene pagata ogni mese per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contributi Inps versati negli ultimi quattro anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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