Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione. Quanto si deve pagare all'anno

Come e quando pagare i contributi per la pensione 2020 se titolari di Partita Iva ordinaria: chiarimenti e calcoli per versamenti

Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione. Quanto si deve pagare all'anno

Come pagano i contributi per la pensione i titolari di partita iva ordinaria 2020?

I contributi per la pensione 2020 da parte dei titolari di Partita Iva 2020 vengono pagati in importi, aliquote e tempi differenti a seconda della tipologia di attività che si svolge e dell’ente previdenziale cui versare i contributi. I lavoratori autonomi con partita Iva versano infatti i contributi all’Inps se artigiani e commercianti e liberi professionisti senza cassa e alle proprie casse previdenziali private nel caso di iscritti a Ordini o Albi professionali.

 

I titolari di Partita Iva ordinaria, contrariamente ai lavoratori dipendenti cui vengono sottratte imposte e contributi in busta paga, sono tenuti al pagamento delle tasse e dei contributi per la pensione sia se iscritti alla Gestione Separata Inps sia se iscritti a Casse private previdenziali e sono tenuti anche al versamento del contributo soggettivo previsto. Vediamo come e quanto si paga di contributi per la pensione per titolari di partita iva ordinaria 2020.

  • Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione Inps
  • Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione Casse previdenziali professionali
  • Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione quanto si deve pagare all'anno

Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione Inps

I contributi per la pensione devono essere obbligatoriamente versati da tutti i lavoratori autonomi con partita Iva esattamente come da tutti i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici. In particolare, chi apre una partita Iva ordinaria 2020, e a seconda della tipologia di attività che deve svolgere, è tenuto al versamento dei contributi per la pensione:

  • all’Inps, nel caso di artigiani, commercianti o professionisti senza cassa di previdenza, cui bisogna pagare contributi fissi e contributi a percentuale;    
  • alla Cassa professionale di appartenenza, nel caso di professionisti iscritti ad un albo o ad un ordine professionale.

Anche l’importo dei contributi per la pensione da versare dipende dal tipo di attività che si svolge.

Partendo da artigiani e commercianti, per la parte dei contributi fissi, devono pagarli indipendentemente dal reddito percepito annualmente e anche se non si percepiscono redditi nell’arco dell’anno, che sono stabiliti ogni anno dall’Inps (per esempio gli artigiani devono versare obbligatoriamente circa 3.800 euro di contributi e i commercianti 3.850 euro, per cui se un artigiano guadagna mille euro in anno deve comunque pagare 3.800 euro di contributi previdenziali fissi Inps).

Artigiani e commercianti devono pagare i contributi fissi in 4 rate che sono:

  • 16 maggio;
  • 20 agosto;
  • 16 novembre;
  • 16 febbraio (dell’anno successivo).

Se il reddito supera una certa soglia, in tal caso 15.548 euro, insieme ai contributi fissi bisogna versare anche i contributi a percentuale per la pensione. Per il versamento dei contributi a percentuale, bisogna effettuare il calcolo dell’importo da versare in base a reddito percepito e relative aliquote che sono:

  • del 23,10% per artigiani e del 23,19% per commercianti per redditi tra 15.549 e 46.123 euro;
  • del 24,10% per artigiani e del 24,19% per commercianti per redditi oltre i 46.123 euro.

I contributi a percentuale Inps per artigiani e commercianti si pagano in due rate che sono 30 giugno e 30 novembre.

Passando alla categoria dei lavoratori autonomi con partita Iva 2020 che pagano i contributi alla Gestione Separata Inps perché senza cassa previdenziale, devono versare contributi per la pensione applicando un’aliquota del 25,72% al reddito lordo risultante dalla dichiarazione dei redditi. Per questa categoria di lavoratori non esistono i contributi fissi ma solo quelli in percentuale.

Se, però, i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata Inps non raggiungono il reddito di 15.548 euro, non si vedono accreditare un anno di contributi per la pensione dall’Inps.

Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione Casse previdenziali professionali

I lavoratori autonomi con partita Iva ordinaria 2020 che versano i contributi alle proprie Casse previdenziali professionali pagano i contributi per la pensione in base alle disposizioni, regole, aliquote e termini di pagamento stabiliti da ogni cassa e in questo caso non è dovuto alcun versamento contributivo all’Inps.

Contributi partita iva ordinaria 2020 per la pensione quanto si deve pagare all'anno

I contributi per la pensione 2020 rappresentano una parte consistente delle uscite finanziarie da programmare quando si avvia una nuova attività.

Per capire quanto si paga all’anno di contributi per la pensione per un artigiano che ha la partita Iva ordinaria 2020, facendo riferimento alle norme sopra riportate, prendendo il caso di un artigiano che ha un reddito alla fine dell’anno di 12mila euro, essendo inferiore ai 15.548 euro deve versare solo le 4 rate dei contributi fissi dovuti.

Nel caso, invece, di un artigiano con reddito annuo di 27mila euro, superando la soglia dei 15.548 euro, deve versare non contributi fissi, ma anche i contributi a percentuale sulla parte di reddito che supera i 15.548 euro, cioè su 11.452 euro, con la percentuale del 23,10%, per un importo di 2.645 euro, per un totale di contributi per la pensione annui di 6.244 euro.

Prendendo, invece, il caso di un lavoratore autonomo senza cassa iscritto alla Gestione Separata Inps che alla fine dell’anno ha un reddito di 10mila euro, paga 2.572 di contributi previdenziali per effetto dell’applicazione dell’aliquota del 25,72% sul reddito lordo percepito.
 
I lavoratori liberi professionisti titolari di Partita Iva che pagano i contributi alle singole Casse previdenziali di categoria possono dedurre le somme versate dalle tasse e sottrarli dal proprio reddito imponibile, cioè quello soggetto al pagamento di tasse, recuperando così parte delle imposte da versare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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