Contributivi figurativi valgono per Pensione Opzione Donna 2020-2021. Calcolo ed esempi

Quando e come i contributi figurativi valgono ai fini del calcolo della pensione con opzione donna: cosa c’è da sapere e chiarimenti

Contributivi figurativi valgono per Pens

I Contributivi figurativi valgono per la Pensione con Opzione Donna 2020-2021?

I contributi figurativi sono esclusi dal calcolo della pensione con opzione donna ai fini del raggiungimento del requisito contributivo minimo dei 35 anni per i periodi di malattia o disoccupazione, ma sono considerati ai fini del calcolo dell’importo di pensione finale.
 

Le donne lavoratrici sia dipendenti (pubbliche e private) e sia autonome possono andare in pensione 2020-2021, rispettivamente, a 58 anni e 59 anni di età a condizione di maturare 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020 e, una volta maturati i requisiti per andare in pensione con opzione donna, il diritto per la pensione con opzione donna si può esercitare in qualsiasi momento anche successivo alla stessa maturazione dei requisiti, quindi anche a distanza di mesi.

La pensione con opzione donna 2020-2021 si matura definitivamente una volta trascorse le cosiddette finestre mobili che sono due in questo caso, una di 12 mesi da calcolare per e lavoratrici dipendenti e una di 18 mesi da calcolare per le lavoratrici autonome, e per il calcolo della pensione finale con opzione donna avviene solo ed esclusivamente con sistema contributivo. Vediamo se i contributi figurativi valgono ai fini del calcolo pensionistico con opzione donna 2020-2021

  • Contributi figurativi valgono o no per calcolo pensione opzione donna 2020-2021
  • Calcolo esempi contributi figurativi pensione opzione donna 2020-2021


Contributi figurativi valgono o no per calcolo pensione opzione donna 2020-2021

I contributi figurativi valgono ai fini del calcolo della pensione con opzione donna 2020-2021 ad esclusione di quelli accreditati per malattia e disoccupazione indennizzata ma solo per il raggiungimento dei requisiti di opzione donna. 

Dunque, i contributi figurativi sono esclusi dal calcolo della pensione con opzione donna ai fini del raggiungimento del requisito contributivo minimo dei 35 anni per i periodi di malattia o disoccupazione, ma sono considerati ai fini del calcolo dell’importo di pensione finale.

Come precisato dall’Inps, ai fini del raggiungimento del requisito contributivo dei 35 anni per la pensione con opzione donna, si considerano i contributi a qualsiasi titolo effettivamente versati o accreditati in favore dell’assicurata.

Gli altri contributi che vengono considerati per il calcolo della pensione con opzione donna 2020-2021 sono: 

  • i contributi obbligatori; 
  • i contributi volontari;
  • i contributi da riscatto;
  • i contributi da ricongiunzione.

Precisiamo, infine, che per raggiungimento e calcolo della pensione finale con opzione donna non vale il cumulo dei contributi versati presso diverse gestioni previdenziali nel corso della propria vita lavorativa.

Calcolo esempi contributi figurativi pensione opzione donna 2020-2021

Le donne, lavoratrici dipendenti o autonome, che decidono di andare in pensione con opzione donna 2020-2021 è bene che valutino la loro situazione singola prima di tirare un sollievo per poter anticipare il momento dell’uscita a nemmeno 60 anni rispetto ai 67 anni di età richiesti per andare in pensione di vecchiaia.

Il problema della pensione con opzione donna 2020-2021 è che bisogna obbligatoriamente accettare il calcolo della pensione finale esclusivamente sistema contributivo, considerando cioè solo i contributi versati dopo il 31 dicembre 1995.

Questo sistema per molte lavoratrici potrebbe significare una netta riduzione dell’assegno finale. Si parla, stando alle simulazioni, di tagli anche fino al 25% rispetto all’importo di pensione che si percepirebbe con sistema di calcolo retributivo o misto. 

Considerando che per la pensione con opzione donna 2020-2021 non vengono presi in considerazione i contributi figurativi per i periodi di maternità, disoccupazione, malattia, ecc, per il raggiungimento del requisito dei 35 anni dell’opzione donna, prendendo per esempio il caso di una lavoratrice che nel corso della vita professionale si è assentata dal lavoro per 20 settimane a causa di malattia e 100 settimane per dedicarsi alla cura dei figli minori, per la pensione con opzione donna, l’Inps non considera le 120 settimane complessive coperte da contribuzione figurativa ai fini del raggiungimento del requisito necessario per andare in pensione con opzione donna ma questi stessi vengono comunque calcolati ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico. 

Dunque, ai fini del raggiungimento del requisito dei 35 anni per la pensione con opzione donna i contributi figurativi, intesi come tutti riferiti a periodi individuati dalla legge durante i quali, nonostante una eventuale interruzione o una riduzione dell'attività lavorativa, viene comunque assicurato versamento dei contributi, non vengono considerati per malattia e disoccupazione, ma valgono ai fini del calcolo dell'importo di pensione finale.  
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Ultime Notizie