Conviene ancora partita iva forfettaria dopo modifiche e nuove leggi 2022? I pro e contro

In seguito alle modifiche apportate, tra la cui fatturazione elettronica, ma non solo, è ancora una soluzione conveniente quella delle partite Iva forfettarie? Ecco cosa c'è da valutare.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Conviene ancora partita iva forfettaria

Partita Iva forfettaria, conviene ancora il regime agevolato?

Sì, conviene ancora il regime agevolato delle partite Iva forfettario in quanto le modifiche introdotte lo rendono comunque più vantaggioso - a patto di accettare i limiti - rispetto alla partite Iva ordinarie.

Il regime forfettario continua a essere al centro dell'attenzione in seguito alle modifiche recentemente introdotte. Se c'è un aspetto che non è cambiato è quello delle soglie di reddito in quanto il limite dei 65.000 euro continua a rimanere una certezza. Le novità vanno piuttosto ricercate altrove ovvero nella fatturazione elettronica che diventa obbligatoria sono per una parte dei contribuenti. E nella espulsione non più automatica nel caso di sforamento della soglia di reddito annuale.

Non ci resta allora che vedere meglio quali sono i cambiamenti introdotti, ma con un obiettivo ben preciso: capire quali sono i pro e i contro della partita Iva forfettaria ovvero se in seguito ai cambiamenti introdotti è ancora conveniente scegliere questa opzione. Esaminiamo quindi:

Partita Iva forfettaria, conviene ancora il regime agevolato o no

Cosa c'è da sapere sulla partita Iva forfettaria 2022

Partita Iva forfettaria, conviene ancora il regime agevolato o no

La principale novità sulla partita Iva forfettaria 2022 riguarda la fatturazione elettronica perché incide in maniera diretta anche sui costi da sostenere. Sulla base delle modifiche approvate e già ufficiale, le partite Iva che fatturano meno di 25.000 euro all'anno non subiscono alcun cambiamento rispetto alla situazione attuale.

Di conseguenza non si sposta l'ago della bilancia della convenienza. Diverso è il discorso nel caso di fatturazione tra i 25.000 e i 65.000 euro in quanto lavoratori autonomi e professionisti con regime agevolato devono necessariamente ricorrere alla fatturazione elettronica. In questo caso vanno in contro a una serie di costi maggiori che comunque non sono di certo paragonabili a quelli sostenuti dalle partite Iva ordinarie, i cui 4 scaglioni di redditi sono:

  • per i contribuenti con reddito annuo fino a 15.000 euro, l'aliquota Irpef è pari al 23%

  • per i contribuenti con reddito annuo tra 15.001 e 28.000 euro, l'aliquota Irpef è pari al 25%

  • per i contribuenti con reddito annuo tra 28.001 e 50.000 euro, l'aliquota Irpef è pari al 35%

  • per i contribuenti con reddito annuo oltre 50.000 euro, l'aliquota Irpef è pari al 43%

Non solo, ma chi sfora il tetto dei 65.000 euro non è prevista l'immediata espulsione dall'anno successivo. Previsto infatti uno scivolo di due anni senza cambiare tassazione, per poi entrare in regime fiscale ordinario.

Cosa c'è da sapere sulla partita Iva forfettaria 2022

A proposito di limiti, il regime forfettario 2022 delle partite Iva è precluso a coloro che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati maggiori di 30.000 euro. Dopodiché non bisogna aver pagato o sostenuto spese per una cifra maggiore di 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori.

La base imponibile per calcolare le imposte che si applicano nel regime forfettario delle partita Iva dipende dal fatturato ovvero dai ricavi e dai compensi complessivi incassati nei 12 mesi da gennaio a dicembre. Sul fatturato si applica un coefficiente di redditività differente in base al tipo di attività svolta che è a sua volta legato al Codice Ateco.

Dal punto di vista pratico, con l'applicazione del coefficiente al fatturato si ottiene il reddito su cui conteggiare le tasse da pagare. Una volta calcolato il reddito occorre applicare l'aliquota prevista per il regime forfettario. L'aliquota è fissa e forfettaria ed è pari al 15%. Tuttavia i lavoratori che scelgono questo regime devono tenere conto anche di altre spese ovvero i contributi previdenziali, che possono essere relativi a una cassa dedicata nel caso di professionisti o più genericamente alla gestione separata dell'Inps. Dal punto di vista amministrativo, tutti loro sono obbligati a emettere lo scontrino elettronico mentre è facoltativa la fatturazione elettronica.