Conviene anticipare la pensione ai dipendenti all'azienda? I pro e contro con le leggi 2021

Quali sono pro e contro dell’anticipo di pensione ai dipendenti per l’azienda: leggi in vigore, cosa prevedono, convenienza e chiarimenti

Conviene anticipare la pensione ai dipen

Conviene anticipare la pensione ai dipendenti all’azienda?

Anticipare la pensione ai dipendenti con le leggi 2021 e i diversi sistemi in vigore può non essere sempre conveniente perché in ogni caso sono previsti pro e contro. E’ vero, infatti, che i sistemi disponibili, come isopensione e contratto di espansione, permettono ai dipendenti di anticipare l’uscita e alle aziende di puntare al ricambio generazionale con una eventuale maggiore spinta a produttività e competitività, ma è anche vero che in entrambe i casi sono previsti costi, a volte anche elevati, per le aziende che, seppur sostenute, devono comunque provvedere a pagamenti degli importi mensili previsti per il lavoratore, versamento dei contributi previdenziali, nonché, nel caso di contratto di espansione, della tredicesima mensilità.
 

I dipendenti di azienda possono anticipare la pensione grazie a diversi sistemi in vigore che permettono loro di andare in pensione prima rispetto ai normali requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia, vale a dire 67 anni di età e 20 anni di contributi. Ma conviene anticipare la pensione ai dipendenti all'azienda?

  • Come possono anticipare la pensione i dipendenti di azienda
  • Pro e contro anticipo pensione ai dipendenti di azienda

Come possono anticipare la pensione i dipendenti di azienda

I principali sistemi che permettono ai dipendenti di azienda di anticipare la pensione con le leggi 2021 sono Isopensione e contratto di espansione. L’isopensione permette ai dipendenti di aziende che abbiano più di 15 impiegati di andare in pensione fino a 7 anni prima grazie ad un accordo che la stessa azienda, che decide di anticipare la pensione al lavoratore, raggiunge con le organizzazioni sindacali più rappresentative. 

Una volta raggiunto l'accordo sindacale, il datore deve presentarlo all'Inps che, a sua volta, si occupa di verificare i requisiti richiesti e, se soddisfatti, provvede al pagamento dell'assegno di isopensione tramite la disponibilità di denaro data dall’azienda e fino a quando il lavoratore non raggiunge i requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia.

Potremmo, dunque, dire che l’isopensione rappresenta per i dipendenti di aziende uno scivolo di accompagnamento alla pensione finale pagato dall’azienda che, insieme al dovuto versamento dell’isopensione, si occupa anche del versamento dei contributi previdenziali fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o anticipata (con 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne a prescindere dal requisito anagrafico).

Altro sistema che permette ai dipendenti di azienda di andare in pensione prima è il contratto di espansione, incentivo all’uscita anticipata cui si può ricorrere solo in presenza delle seguenti condizioni: 

  • al lavoratore interessato devono mancare al massimo 5 anni per la maturazione dei normali requisiti pensionistici, cioè 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi;
  • il lavoratore deve aver maturato il requisito contributivo richiesto per andare in pensione;
  • l’azienda deve predisporre un nuovo piano di assunzioni a tempo indeterminato;
  • l’azienda deve definire eventuale piani di riduzione di orario di lavoro fino al 30% per sostenere nuove assunzioni.

I dipendenti che anticipano la pensione con il contratto di espansione percepiscono dall’azienda una indennità pari al trattamento pensionistico lordo maturato al momento della cessazione del rapporto lavorativo e resta l’obbligo sempre per l’azienda di versare i contributi previdenziali utili ai fini di maturazione e calcolo della pensione finale fino al raggiungimento dei normali requisiti richiesti per andare in pensione.

Precisiamo che le aziende possono anticipare la pensione di propri dipendenti con il contratto di espansione solo se hanno almeno 500 dipendenti e in alcuni casi anche ‘solo’ 250 dipendenti e anche in questo caso è necessario un accordo sul piano di riorganizzazione aziendale tra sindacati e Ministero del Lavoro.

Pro e contro anticipo pensione ai dipendenti di azienda

Isopensione e contratto di espansione rappresentano certamente soluzioni ottimali per permettere ai dipendenti, soprattutto più in avanti con l’età, di collocarsi a riposo ma rappresentano anche costi per le aziende. Partendo, infatti, dall’isopensione, è vero che consente di anticipare la pensione di ben 7 anni al dipendente e che rappresenta per l’azienda un buon meccanismo di ricambio generazionale a lavoro, che si tradurrebbe in una eventuale maggiore spinta a produttività e competitività, ma è anche vero che per l’azienda significa costi.

L’isopensione significa per le aziende pagamento al lavoratore di un assegno pari al trattamento pensionistico fino al raggiungimento effettivo dei requisiti normali per la pensione, pagamento dei contributi previdenziali figurativi per gli anni mancanti al raggiungimento della pensione, pagamento della tredicesima.

I costi per le aziende per la pensione anticipata dei dipendenti con Isopensione rappresentano certamente un ‘contro’ per l’impiego di questo sistema, anche se per i lavoratori è conveniente perché comunque percepiscono:

  • assegno pari al trattamento pensionistico fino al raggiungimento dei normali requisiti per la pensione;
  • riconoscimento dei contributi previdenziali;
  • tredicesima.

Di contro, però, anche per i lavoratori l’isopensione presenta dei contro come: rinuncia alla perequazione automatica;
rinuncia ai trattamenti per il nucleo familiare;
applicazione dell’Irpef sull’importo calcolato. 

Dunque, per riassumere, l’isopensione risulta poco conveniente per le aziende e con pro e contro per lavoratori, da valutare poi caso per caso in maniera più approfondita.

Passando al contratto di espansione, le aziende possono ricorrere ad appositi fondi per lo scivolo pensionistico ma devono produrre apposita fideiussione bancaria per assicurare l’erogazione dell’indennità di accompagnamento alla pensione e il versamento al lavoratore dei contributi all’Inps.

Dal canto loro, i lavoratori, percepiscono dall'azienda un trattamento economico commisurato all’assegno pensionistico previsto e per 13 mensilità ma, rappresentando un incentivo all'esodo, è soggetto a tassazione ordinaria, per cui è poco vantaggioso per i lavoratori. 

Anche in questo caso è bene, dunque, valutare la convenienza del ricorso al contratto di espansione per anticipare la pensione di dipendenti di aziende, valutazioni da fare sia caso per caso e sia da parte dell’azienda che da parte del lavoratore. 
 
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il