Conviene aspettativa non retribuita o no? I pro e i contro in base ai singoli casi nel 2021

L'aspettativa non retribuita è ammessa anche nel caso di svolgimento di cariche pubbliche. Pure i dirigenti sindacali a livello provinciale e nazionale ne hanno diritto.

Conviene aspettativa non retribuita o no

Quando conviene l'aspettativa non retribuita?

Il riscatto dell'aspettativa non retribuita è oneroso. L'ammontare cresce con l'aumento dei periodi da riscattare. Considerando la normativa in vigore in materia di trattamento pensionistico, è il personale dipendente che trova maggiore convenienza nell'aspettativa non retribuita.

Non va mai perso di vista il principio di fondo che regola l'aspettativa non retribuita e di cui occorre tenere conto nel valutare vantaggi e svantaggi di questo istituto. Il dipendente chiede e ottiene la sospensione dal lavoro sulla base delle motivazioni ammesse dalla normativa vigente. Tuttavia rinuncia alla retribuzione per l'intero periodo della retribuzione pur conservando il posto.

Altro punto importante da considerare è la durata del periodo di assenza che varia sulla base di quanto previsto dal proprio Contratto collettivo nazionale di lavoro, oltre che naturalmente nelle norme generali. Ci sono differenti aspetti da approfondire in quanto la rinuncia allo stipendio è comunque un passo importante per ogni lavoratore. Vediamo quindi:

  • Quando conviene l'aspettativa non retribuita

  • Quando è ammessa l'aspettativa non retribuita

Quando conviene l'aspettativa non retribuita

Ci sono sempre ragioni personali alla base della richiesta dell'aspettativa non retribuita. Alcune volte non se può fare di meno, ad esempio nel caso di assistenza di un parente, mentre altre è per vere e proprie scelte di vita. Ecco dunque che la convenienza di aderire o meno a questo strumento e il peso da assegnare a vantaggi e svantaggi vanno sempre ricondotti a valutazioni personali. Tuttavia alcune considerazioni sono sempre valide.

Il riscatto dell'aspettativa non retribuita è oneroso. L'ammontare cresce con l'aumento dei periodi da riscattare. Considerando la normativa in vigore in materia di trattamento pensionistico, è il personale dipendente che trova maggiore convenienza nell'aspettativa non retribuita. Lo può utilizzare per conseguire il requisito contributivo di 18 anni. Questa opzione consente di determinare la misura della pensione secondo il sistema di calcolo retributivo.

Negli altri casi è invece utile valutare la convenienza del riscatto in relazione alla maturazione dei requisiti contributivi minimi richiesti dalla normativa per accedere al trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità. Non dimentichiamo quindi che per tutto il periodo dell'aspettativa non retribuita, il lavoratore non matura il Tfr.

Quando è ammessa l'aspettativa non retribuita

L'aspettativa non retribuita è ammessa nel caso di svolgimento di cariche pubbliche. Più esattamente, il via libera è per gli eletti che sono

  • membri del Parlamento europeo

  • membri del Parlamento italiano

  • membri dei Consigli regionali

  • sindaci di Comuni

  • presidenti di Province

  • presidenti di Consigli comunali e provinciali

  • presidenti di Consigli circoscrizionali nelle città con più di 500.000 abitanti

  • presidenti delle Comunità montane e delle Unioni di comuni

  • membri delle Giunte comunali e provinciali

  • Consiglieri comunali, provinciali, di Comunità montane e Unioni di comuni

Non solo, ma anche i dirigenti sindacali a livello provinciale e nazionale hanno diritto alla aspettativa con conservazione del posto senza retribuzione per l'intera durata del mandato. Ma solo se impiegati nel settore privato in quanto nel comparto pubblico l'aspettativa sindacale è retribuita. L'aspettativa non retribuita è riconosciuta pure per ragioni legate alla formazione.

Condizione fondamentale per avanzare la richiesta è aver maturato almeno 5 anni di anzianità. Dopodiché i casi ammessi sono quelli relativi al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, diploma universitario o laurea e attività formative non finanziate dal datore di lavoro. La durata massima dell'aspettativa non retribuita è in questo caso di 11 mesi. Tra i motivi più noti per richiedere l'aspettativa non retribuita ci sono i gravi motivi familiari.

La durata è fino a 2 anni, da utilizzare sia in forma continuativa e sia distribuita nel tempo. L'aspetto fondamentale è dunque la motivazione in quando riguarda un disagio personale oppure la cura e l'assistenza dei parenti e affini entro il terzo grado.

In questa categoria rientrano il coniuge, i figli anche adottivi, i genitori, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle. La normativa vigente riconosce l'aspettativa non retribuita pure per cure termali, tossicodipendenza, motivi personali, ricongiungimento con il coniuge all'estero, formazione e volontariato.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il