Conviene di più la donazione o successione a figli, parenti e amici? I pro e contro nel 2022

Donazione o successione di un bene da scegliere in base a diversi casi e patrimoni da cedere: cosa prevedono leggi in vigore e cosa conviene di più

Conviene di più la donazione o successio

Conviene di più la donazione o successione a figli, parenti e amici?

Scegliere una donazione, di soldi ì, case o altri immobili, piuttosto che aspettare la successione per trasferire un bene a figli, o altri parenti, o amici, può essere conveniente in alcuni casi ma meno conveniente in altri ai fini della sua validità per sempre. Conviene, dunque, valutare pro e contro di una donazione o di una successione i base ai diversi casi e dell’eventuale bene o patrimonio da cedere. 
 

Conviene di più la donazione o successione a figli, parenti e amici? Quando si decide di dare soldi o trasferire una proprietà a figli, parenti e amici, si può optare per una donazione, che è un atto che permette ad un soggetto, il donatore, di rinunciare ad un bene e cederlo arricchendo il patrimonio di una terza persona, donatario, che può essere un figlio, un parente o un amico.

La successione è, invece, l'atto giuridico con cui attraverso ci gli eredi entrano in possesso del patrimonio di una persona scomparsa e che scatta e vale solo nel momento in cui una persona muore e il trasferimento dell’eredità per successione, sia a figli che a parenti e amici, non può avvenire quando la persona è ancora in vita. Vediamo allora quali sono pro e contro nel 2022 di donazione o successione a figli, parenti e amici. 

  • Donazione o successione a figli, amici o parenti?
  • Imposte per donazione e successione quale conviene


Donazione o successione a figli, amici o parenti?

Decidere di trasferire un proprio bene a figli, parenti o amici tramite donazione o successione implica in ogni caso pro e contro. Se, infatti, la donazione conviene perché anticipa una eredità, per cui chi ha necessità o voglia di avere un bene, da soldi ad una casa per esempio, in tempi brevi senza aspettare la morte del proprietario, può riceverlo subito con la donazione, mentre con la successione dovrebbe aspettare la scomparsa del genitore o altro parente, o amico.

Dunque, la donazione rispetto alla successione conviene perché prevede la cessione di soldi o di altro bene immobile subito senza aspettare la scomparsa della persona. Tuttavia, la stessa donazione che viene liberamente e spontaneamente decisa da chi la effettua, può essere impugnata alla morte del soggetto donante. 

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore, infatti, gli eredi del donante che possono impugnare la donazione dopo la sua morte se la stessa lede i diritti degli altri eredi.

E ciò significa che se con la donazione si può correre il rischio di perdere il bene ricevuto, con la successione ciò non può mai avvenire, perché la successione di una eredità viene divisa tra tutti gli eredi che ne hanno diritto secondo regole specifiche previste dalla legge contro cui non ci si può opporre. Tutto, però, dipende dai diversi casi: se i rapporti con figli amici o parenti sono tra tuti buoni e non si corre alcun rischio di impugnazione della donazione, conviene allora rispetto alla successione ma è sempre bene sapere che la donazione non può essere contestata prima del decesso del donante, ma solo quando chi ha effettuato la donazione muore ed entro 10 anni.

Altro motivo per cui una donazione può convenire rispetto alla successione sono i costi notarli. Quando, infatti, si fa una donazione non è sempre obbligatorio rivolgersi ad un notaio. La donazione con atto pubblico dal notaio è obbligatorio quando la donazione riguarda una casa o altro immobile, o una somma di denaro elevato, o di una società, o di una azienda, mentre per donazioni a figli, parenti o amici di soldi considerata di ‘modico valore’ non serve alcun atto notarile né altro documento pubblico. 

Ci sono poi i tempi: da questo punto di vista, se si ha piena convinzione di voler fare una donazione, per esempio una casa al proprio figlio, meglio scegliere la donazione subito piuttosto che aspettare la successione, in primo luogo per evitare di attendere la morte prima di dare la casa al figlio e in secondo luogo perché i tempi di una successione di eredità sono decisamente più lunghi di quelli per una donazione. La differenza può essere anche di qualche mese. 

Imposte da pagare per donazione e successione quale conviene

Per quanto riguarda le imposte di donazione o successione, non c’è alcuna differenza tra l’una e l’altra. La differenza di costi la fa solo l’eventuale costo notarile, se è necessario o meno stipulare un atto pubblico da un notaio.

Per le imposte dovute, infatti, per fare una donazione o una successione sono le stesse, che deveìono essere pagate dal beneficiario della donazione o successione e non da chi la effettua. L’aliquota di pagamento prevista è la stessa sia per successione che per donazione ed è in particolare del:

  • 4% del valore del bene donato su una franchigia fino a un milione di euro per i figli;
  • 4% per donazioni a coniuge e altri parenti in linea retta, come genitori e, in generale, ascendenti e discendenti;
  • 6% del valore del bene donato con una franchigia di 100mila euro per fratelli e sorelle senza franchigia per altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado, l’imposta sulla donazione.

Per persone portatrici di handicap la franchigia sale e 1.500.000 euro.

Se, inoltre, la donazione o successione riguarda beni immobili bisogna versare anche l’imposta ipotecaria del 2% del valore dell’immobile e l’imposta catastale dell’1% del valore dell’immobile, mentre se la donazione o successione riguarda un bene immobile che può usufruire dei benefici prima casa, imposte ipotecaria e catastale sono fisse di importo di 200 euro ciascuna.


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il