Conviene lavorare 1-2 giorni alla settimana se si è in pensione e con quale contratto nel 2022

Quando, quanto e con quali contratti conviene lavorare una volta che si è già in pensione: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti

Conviene lavorare 1-2 giorni alla settim

Conviene lavorare 1-2 giorni alla settimana se si è in pensione?

Lavorare dopo la pensione deve essere conveniente da un punto di vista economico e ai fini contributivi e lavorare 1-2 giorni alla settimana potrebbe non esserlo. Lavorando, infatti, 2 giorni al massimo alla settimana significa lavorare sei giorni al mese, il che vuol dire pagare tasse e versare contributi relativi che non concorrono granchè all’aumento del trattamento finale né incrementano chissà quanto le entrate del pensionato lavoratore
 

Conviene lavorare 1-2 giorni alla settimana se si è in pensione? Le leggi in vigore permettono di riprendere a lavorare dopo aver maturato il diritto alla pensione. E’, infatti, caduto il divieto di cumulo tra redditi da pensione e redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo, per cui i pensionati che hanno intenzione di continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto la pensione possono farlo se conviene per aumentare i contributi per il trattamento finale. Ma vediamo di seguito quando e quanto conviene lavorare dopo la pensione.

  • Lavorare se si è in pensione conviene per 1-2 giorni alla settimana o no
  • Con quale contratto di può lavorare qualche giorno alla settimana se si è in pensione?

Lavorare se si è in pensione conviene per 1-2 giorni alla settimana o no

Secondo le leggi in vigore, in generale, conviene continuare a lavorare se si è già in pensione e soprattutto se si percepisce un assegno relativamente basso, per cui lo stipendio del nuovo lavoro permette sia di arrotondare la disponibilità economia mensile sia la possibilità di versare ulteriori contributi per incrementare l’importo del trattamento finale complessivo.

E’ permesso il lavoro dopo la pensione e non prevede alcuna penalizzazione sull’assegno percepito, a prescindere dal contratto di lavoro, per cui si può lavorare senza alcun limite di reddito.

Chiaramente, lavorare dopo la pensione deve essere conveniente da un punto di vista economico e ai fini contributivi e lavorare 1-2 giorni alla settimana potrebbe non esserlo. Lavorando, infatti, 2 giorni al massimo alla settimana significa lavorare sei giorni al mese, il che vuol dire pagare tasse e versare contributi relativi che non concorrono granchè all’aumento del trattamento finale né incrementano chissà quanto le entrate del pensionato lavoratore.

Per aumentare le entrate mensili in maniera da ottenere effettivamente un incremento consistente delle entrate rispetto alla sola pensione, bisognerebbe lavorare almeno 4 giorni a settimana e in maniera continuativa, in modo da guadagnare di più e poter versare anche maggiori contributi validi ai fini del calcolo dell’ulteriori trattamento da percepire. 

Con quale contratto di può lavorare qualche giorno alla settimana se si è in pensione?

Assodata la possibilità, senza alcun limite, di lavorare dopo la pensione, è bene sapere che si può lavorare con ogni tipologia di contratto. E’, infatti, per legge indifferente il contratto di lavoro da scegliere per continuare a lavorare se si è in pensione.

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, si può essere assunti sia con contratto di lavoro subordinato, sia con contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato, si con contratti di lavoro a tempo pieno o part time, o semplicemente con contratti di collaborazione o a progetto.

In ogni caso, anche se si è già in pensione, lavorando anche solo per uno, due giorni alla settimana, il versamento dei contributi resta obbligatorio con qualsiasi forma di contratto di lavoro, e gli ulteriori contributi versati potranno comunque essere utilizzati per richiedere un supplemento di pensione per i nuovi contributi versati dopo il pensionamento. 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il