Conviene lavorare di più o di meno prima della pensione? I pro e i contro nel 2022

Lavorare di più o di meno prima della pensione conviene in base ai singoli casi e al sistema di calcolo della pensione finale: cosa prevedono leggi in vigore nel 2022

Conviene lavorare di più o di meno prima

Conviene lavorare di più o di meno prima della pensione?

La convenienza di lavorare di più o di meno prima della pensione dipende dai singoli casi dei lavoratori: per qualcuno potrebbe essere, infatti, scontato dover lavorare di più in modo da avere più contributi e quindi un importo di pensione maggiore. Per altri, invece, proprio perché ormai vicini alla pensione, si potrebbe lavorare di meno. Secondo quanto previsto, infatti, dalle leggi attualmente in vigore, a seconda del sistema di calcolo della pensione finale per i singoli soggetti può convenire lavorare di più prima della pensione o meno. 
 

Conviene lavorare di più o di meno prima della pensione? A qualche anno prima della pensione, c’è chi tira un sospiro di sollievo perché manca poco finalmente alla possibilità di collocarsi a riposo e c’è chi, invece, si sente troppo stanco per finire gli ultimi anni di lavoro.

In effetti esistono diverse possibilità che permettono per chi è quasi alle soglie della pensione di lavorare meno, magari con il passaggio da impiego a tempo pieno a part time, o prendendosi periodi di aspettativa a lavoro, ma la domanda che ci si pone è se sia effettivamente conveniente, o meno, lavorare di più o di meno prima della pensione. Vediamo allora pro e contro del lavorare di più o di meno della pensione.

  • Quanto conviene lavorare di più prima della pensione
  • Lavorare meno prima della pensione a chi conviene


Quanto conviene lavorare di più prima della pensione

Se dovessimo pensare alla convenienza di lavorare di più prima della pensione, i pensieri sarebbero contrastanti: per qualcuno potrebbe essere, infatti, scontato dover lavorare di più in modo da avere più contributi e quindi un importo di pensione maggiore. Per altri, invece, proprio perché ormai vicini alla pensione, si potrebbe lavorare di meno.

Come si suol dire, la verità sta nel mezzo. Secondo quanto previsto, infatti, dalle leggi attualmente in vigore, a seconda del sistema di calcolo della pensione finale per i singoli soggetti può convenire lavorare di più prima della pensione o meno

Il calcolo della pensione finale nel nostro Paese avviene, infatti, secondo diversi sistemi che sono: retributivo, che si basa sulla media delle ultime retribuzioni percepite ma valido solo per chi ha maturato almeno 18 anni di anzianità entro il 31 dicembre 1995; sistema contributivo, basato esclusivamente sui contributi effettivamente versati dal lavoratore nel corso della sua vita lavorativa e valido per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dal primo gennaio 1996; e sistema misto, che è una combinazione dei precedenti.

Ora, lavorare di più prima della pensione, restando in un regime di lavoro full time, con ore di straordinario, magari con due lavori regolarmente svolti che permettono di versare un maggior numero di contributi utili ai fini del calcolo della pensione finale conviene certamente a tutti coloro che devono calcolare la pensione finale solo con sistema contributivo, perché più alto è il numero di contributi versati, più alto sarà l’importo del trattamento pensionistico finale

Non conviene, dunque, lavorare meno a chi deve calcolare la propria pensione solo considerando gli effettivi contributivi versati, per esempio non conviene il passaggio a lavoro part time perché inciderebbe in maniera negativa sulla misura della pensione visto che la retribuzione percepita lavorando part time sarebbe inferiore e quella percepite per impiego a tempo pieno, determinando un impatto negativo sull’importo della pensione.

Diminuendo, infatti, la retribuzione annua, diminuiscono i contributi versati, calcolati in base alla retribuzione percepita e, di conseguenza, diminuisce anche il valore dell’assegno.

Quindi, maggiore è il periodo di part time prima della pensione e maggiore risulterà la riduzione dell’importo della pensione finale. Per evitare ciò accada, è bene che il lavoratore che deve calcolare la propria pensione con sistema contributivo continui a lavorare a tempo pieno fino alla maturazione dei normali requisiti richiesti per andare in pensione, cercando, al contrario, soluzione per aumentare i contributi da versare fino alla pensione.

Lavorare meno prima della pensione a chi conviene

Diversa è, invece, la situazione di chi calcola la pensione con sistema retributivo, o anche misto. Considerando, infatti, che l’importo del trattamento finale dipende soprattutto dagli ultimi stipendi percepiti che, generalmente, a fine carriera sono i più alti, chi calcola la propria pensione con metodo retributivo può anche lavorare di meno prima della pensione, può scegliere il part time a lavoro, può mettersi in aspettativa, periodo per cui vengono comunque riconosciuti contributi figurativi per la pensione, ecc. 

Per questi soggetti, infatti, un passaggio, per esempio, da impiegato a tempo pieno a lavoro part time poco prima della pensione non inciderebbe più di tanto sul calcolo dell’importo finale di pensione. In questo caso, infatti, al lavoratore viene comunque riconosciuta una base pensionabile, la quota A, basata sugli ultimi 5 anni di retribuzioni e per la quota B si considerano gli ultimi 10 anni per anzianità maturata dal 1993 al 1995 o fino al 2011, a seconda dei casi, per un periodo di tempo pari esattamente al numero di settimane mancanti all’anno pieno. 

Seguendo tale sistema, gli ultimi anni di lavoro svolto part time non penalizzano le quote retributive della pensione, per cui in questo caso chi è vicino alla pensione può anche lavorare di meno e iniziare a godersi pian piano il meritato riposo dopo una vita di lavoro, impegno e sacrifici. 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il