Conviene malattia o infortunio per stare a casa dal lavoro? I pro e contro per leggi 2022

Spesso si parla se è meglio stare a casa per infortunio o malattia per una serie di benefici diversi che si possono ottenere, ma le leggi sono chiare.

Conviene malattia o infortunio per stare

Infortunio o malattia per non andare a lavorare: cosa cambia?

Se nel caso dell'infortunio sul lavoro basta un rapporto di occasionalità con la prestazione lavorativa, nella malattia professionale è sufficiente il nesso causale con la prestazione e l'ambiente di lavoro.

Se ci sono due circostanze che costringono il lavoratore a stare a casa ovvero ad assentarsi dal posto di lavoro sono la malattia e l'infortunio. Ma chiariamoci sin da subito: non sono strumenti alternativi. In prima battuta sono delle circostanze che il lavoratore non deve inseguire ma che piuttosto può subire nel corso dell'attività quotidiana.

Dopodiché se la malattia professionale è il morbo che colpisce il lavoratore per via della prolungata esposizione a un fattore di rischio presente nell'ambiente di lavoro, l'infortunio sul lavoro un evento traumatico per via di una causa violenta in occasione di lavoro che determina l'impossibilità temporanea ma assoluta alla prestazione di lavoro. Approfondiamo allora tali aspetti e dunque:

  • Infortunio o malattia per non andare a lavorare: cosa cambia

  • Come comportarsi in caso di infortunio o malattia sul lavoro

Infortunio o malattia per non andare a lavorare: cosa conviene

Come abbiamo anticipato, infortunio e malattia non sono tra di loro alternativi. Tuttavia per il lavoratore le conseguenze sono molto differenti. Affinché si parli di infortunio è indispensabile la coincidenza di alcune situazioni ovvero il trauma subito deve costringere il lavoratore a casa per più di tre giorni e l'evento traumatico deve essere il frutto di un fattore che agisce con violenza e repentinità.

Allo stesso tempo si deve verificare una lesione all'integrità psico-fisica del lavoratore e tra l'evento traumatico e la prestazione di lavoro occorre un nesso di occasionalità. Anche nella malattia professionale, il fattore di rischio di origine lavorativa deve essere prevalente rispetto ad altri. Altrimenti non si può parlare di malattia professionale con tutto ciò che ne consegue.

Se nel caso dell'infortunio sul lavoro basta un rapporto di occasionalità con la prestazione lavorativa, nella malattia professionale è sufficiente il nesso causale con la prestazione e l'ambiente di lavoro. Ma se nell'infortunio il problema è determinato da una causa violenta, nella malattia professionale è il risultato del progressivo agire nel tempo.

Nel caso di conferma della malattia professionale da parte dell'Inail, scatta il diritto a ricevere prestazioni di carattere economico, sanitario o riabilitativo

Come comportarsi in caso di infortunio o malattia sul lavoro

Non è compito del lavoratore decidere se soffre di una malattia professionale. Il medico curante deve infatti redigere un certificato, consegnarlo al datore di lavoro affinché lo inoltra all'Inail per convocare il lavoratore alla visita medica definitiva.

Più precisamente, il lavoratore deve presentare il certificato medico al datore entro 15 giorni dalla malattia in cui sia indicata l'origine professionale della patologia. Entro 5 giorni dal ricevimento del certificato medico, il datore di lavoro deve denunciare la patologia all'Inail.

Alla visita medica, il dipendente deve presentarsi con il libretto di lavoro, il fascicolo sanitario che riguarda la patologia lamentata, gli accertamenti sanitari preventivi e periodici svolti in azienda, le attestazioni di invalidità riconosciute in altri ambiti giuridici.

L'assicurazione obbligatoria Inail copre quindi gli infortuni avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte, l'inabilità permanente o l'inabilità assoluta temporanea per più di 3 giorni. Si differenzia dalla malattia professionale poiché l'evento è improvviso e violento. Sono esclusi dalla tutela gli infortuni conseguenti a un comportamento estraneo al lavoro, quelli simulati dal lavoratore o le cui conseguenze siano dolosamente aggravate dal lavoratore stesso.

Sono tutelati anche gli infortuni accaduti per colpa del lavoratore, in quanto gli aspetti soggettivi della sua condotta non assumono alcuna rilevanza per l'indennizzabilità dell'evento lesivo. Da segnalare infine che l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro tutela i lavoratori nel caso di infortuni avvenuti durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il luogo di lavoro.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il