Conviene o no il Btp Futura Novembre 2020. I pro e contro da considerare

I tassi dei Btp Futura sono comunicati dal Ministero dell'Economia prima dell'avvio del collocamento per facilitare le scelte di investimento dei risparmiatori.

Conviene o no il Btp Futura Novembre 202

Quali sono i pro e i contro dei Btp Futura novembre 2020?

I primi due plus da segnalare sul Btp Futura sono l'assenza di commissioni all'acquisto durante il collocamento e il rimborso unico a scadenza. Per chi conserva il titolo fino alla scadenza è previsto un premio fedeltà. Rispetto ad altri strumenti di investimento, il Btp Futura è economicamente meno conveniente. La conoscenza del meccanismo di funzionamento è fondamentale per capre se conviene investire in questo strumento.

Tutto pronto per la seconda emissione di Btp Futura di novembre 2020. Destinatari sono i risparmiatori individuali che potranno fruire di meccanismo di remunerazione progressiva. La scadenza è di 8 anni anziché i tradizionali 10. Si tratta di un'opzione di investimento realmente interessante?

Il periodo di collocamento dura 5 giorni lavorativi, dal 9 al 13 novembre 2020, salvo chiusura anticipata. Vediamo più da vicino:

  • Quali sono i pro dei Btp Futura novembre 2020, perché conviene investire
  • Quali sono i contro dei Btp Futura novembre 2020, perché non conviene investire

Quali sono i pro dei Btp Futura novembre 2020, perché conviene investire

I primi due plus da segnalare sul Btp Futura sono l'assenza di commissioni all'acquisto durante il collocamento e il rimborso unico a scadenza. A caratterizzare questa nuova emissione dei Btp Futura sono i cosiddetti tassi cedolari step up. In pratica sono quelli con cui si calcolano le cedole pagate per ogni semestre.

La conoscenza del meccanismo di funzionamento è fondamentale per capre se conviene investire in questo strumento e ricordando che la precedente emissione, studiata per finanziare le misura per l'emergenza pandemica, è andata al di sotto delle aspettative. Ebbene, in base a questo sistema, nel corso degli 8 anni è previsto uno specifico tasso secondo una progressione crescente.

Più esattamente il primo tasso si applica ai primi 3 anni, il secondo dal quarto al sesto e il terzo per gli ultimi due anni. La progressione sarà appunto crescente ovvero aumenterà di valore a ogni scatto. Ancora più precisamente, il tasso cedolare dei primi 3 anni resta invariato, ma quelli successivi possono essere rivisti in base alle condizioni di mercato, anche se in ogni caso non possono essere inferiori ai tassi minimi garantiti comunicati all'avvio del collocamento.

I tassi sono comunicati dal Ministero dell'Economia prima dell'avvio del collocamento per facilitare le scelte di investimento dei risparmiatori. I tassi cedolari definitivi sono invece fissati alla chiusura del collocamento. Di conseguenza i Btp Futura del mese di novembre 2020 saranno più fruttuosi per quegli investitori che li conserveranno fino alla scadenza ovvero per tutti gli 8 anni.

Ma c'è anche un'altra ragione in più per conservare il titolo fino alla scadenza ed è il premio fedeltà.

In pratica agli investitori che acquistano il Btp Futura e lo conservano fino alla scadenza ovvero fino al 17 novembre 2028, il Ministero dell'Economia riconosce un premio aggiuntivo legato all'andamento del Pil nominale italiano, da calcolare tra l'anno di emissione del titolo (2020) e quello precedente alla scadenza (2027), arrotondata alla seconda cifra decimale.

La serie del Pil sarà ricavata dai dati Istat. In ogni caso il premio fedeltà dovrà obbligatoriamente ammontare tra l'1% e il 3%. Un altro vantaggio da segnalare è la tassazione agevolata al 12,5% come per tutti i titoli di Stato.

Quali sono i contro dei Btp Futura novembre 2020, perché non conviene investire

Quelli che sono punti di forza possono in realtà rivelarsi anche punti di debolezza. Rispetto ad altri strumenti di investimento, il Btp Futura di novembre 2020 è economicamente meno conveniente, anche se è pur vero che il livello di rischio è minimo poiché si tratta di titoli di Stato con il supporto della Banca centrale europea.

Le sole commissioni corrisposte dal Ministero dell'Economia sono quelle agli intermediari durante il collocamento che prestano il servizio di investimento nei confronti dell'acquirente finale. Sono pari al 6,5 per mille da calcolare sull'importo nominale emesso in proporzione all'ammontare degli ordini raccolti durante il periodo di collocamento.

Sono quindi ammessi alla procedure le persone fisiche, i soggetti al dettaglio con esclusione di controparti qualificate e clienti professionali di diritto, le società di gestione autorizzate alla prestazione del servizio su base individuale di portafogli di investimento, gli intermediari autorizzati abilitati alla gestione dei portafogli individuali, le società fiduciarie che prestano servizi di gestione di portafogli di investimento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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