Un convivente può essere a carico o no. Tutti i casi aggiornati 2020

Quando un convivente può essere considerato fiscalmente a carico: cosa si intende e tutto quello che c’è da sapere

Un convivente può essere a carico o no.

Il convivente può essere o no a carico dell’altro partner convivente?

La risposta è no: il convivente non può mai essere a carico dell’altro partner convivente, in quanto in assenza di vincolo matrimoniale che implica anche vincoli giuridici, manca il rapporto di parentela o affinità che è il presupposto base per poter considerare un soggetto fiscalmente a carico.

La questione su chi e quando può essere considerato fiscalmente a carico di un partner o altro familiare è sempre molto dibattuto soprattutto da parte di chi, pur conoscendo le regole in vigore relative ai familiari o altri parenti che si possono considerare a carico, si pone dubbi e quesiti. Uno di questi riguarda la situazione dei conviventi, se possono o meo essere considerati a carico. Cerchiamo allora di spiegare se e quando un convivente può essere considerato a carico.

  • Convivente a carico può esserlo o no
  • Chi sono i soggetti da considerare a carico

Convivente a carico può esserlo o no e casi

Il convivente non può mai essere a carico dell’altro partner convivente, in quanto in assenza di vincolo matrimoniale che implica anche vincoli giuridici, manca il rapporto di parentela o affinità che è il presupposto base per poter considerare un soggetto fiscalmente a carico.

Non possono essere considerati a carico né i conviventi che hanno un legame di convivenza affettiva e risiedono sotto lo stesso tetto né i conviventi che hanno formalizzato la loro unione definendo la convivenza di fatto presso il proprio Comune di residenza.  

I conviventi non possono essere considerati a carico fiscalmente l'uno dell'altro anche nel caso in cui si dimostri di essere conviventi presentando relative prove e documentazione.

L’unico caso in cui un convivente può essere considerato a carico dell’altro partner convivente si verifica solo nei casi di coppie omosessuali unite in una unione civile. L’unione civile prevista dalla legge Cirinnà permette, infatti, di portare a proprio carico il partner convivente dello stesso sesso.
 

Chi sono i soggetti da considerare a carico

Si possono considerare fiscalmente a carico i soggetti legati da rapporto di parentela o affinità, coniuge e figli anche se non sono conviventi o se sono residenti all'estero e, in ogni caso, sono le leggi in vigore a stabilire chi sono coloro che possono essere considerati a carico fiscalmente. Stando, infatti, a quanto previsto dalle norme, sono da considerare a carico le seguenti tipologie di persone:

  • coniugi, anche se legalmente ed effettivamente separato e se convivente in un altro luogo.;
  • parenti in linea retta, figli, genitori e nonni:
  • parenti in linea collaterale, cioè fratelli e sorelle, zii, cugini, nipoti;
  • parenti legati da un rapporto di affinità, come generi, nuore, suoceri.

Per essere, inoltre, considerati fiscalmente a carico bisogna rientrare in determinate soglie di reddito che sono di 2.840,51 euro per i parenti e figli oltre i 24 anni di età mentre per figli di età inferiore ai 24 anni la soglia di reddito per essere considerati a carico sale fino a 4mila euro di reddito annuo.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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