Copia bonifico avvenuto, come si può avere certezza che non sia stato revocato?

Per disporre un bonifico online o allo sportello sono sempre indispensabili alcuni dati ovvero nome del beneficiario, codice Iban del beneficiario, la cifra da trasferire.

Copia bonifico avvenuto, come si può ave

Bonifico avvenuto, come sapere che non sia stato revocato?

Quando c'è di mezzo un versamento effettuato tramite bonifico bancario, non bastano il nome dell'istituto di credito, il numero dell'agenzia e alla data di esecuzione dell'operazione per avere certezza che l'operazione sia andata a buon fine. I due elementi chiave sono il Cro e il Trn.

Mai dare per certo che il bonifico disposto sia andato sempre a buon fine. Può infatti che accadere che sia stato regolarmente predisposto senza messaggi di errore o di annullamento dell'operazione.

Per poi accorgersi successivamente che il trasferimento di denaro sia stato annullato. Ad esempio per via di insufficienza di fondi nel conto corrente collegato. Anche perché, come vedremo in questo articolo, dopo la conferma del bonifico occorre attendere uno o due giorni lavorativi affinché il denaro venga trasferito sul conto corrente del beneficiario.

Ci domandiamo allora come si può avere certezza che non sia stato revocato ovvero una copia del bonifico avvenuto. Seguiamo insieme la procedura e più precisamente esaminiamo:

  • Bonifico avvenuto, come sapere che non sia stato revocato
  • Nuovi sistemi per avere certezza del bonifico effettuato

Bonifico avvenuto, come sapere che non sia stato revocato

Quando c'è di mezzo un versamento effettuato tramite bonifico bancario, non bastano il nome dell'istituto di credito, il numero dell'agenzia e alla data di esecuzione dell'operazione per avere certezza che l'operazione sia andata a buon fine.

I due elementi chiave sono il Cro e il Trn. Il numero di Cro - Codice riferimento operazione - è un codice composto da 11 cifre che identifica in maniera univoca l'operazione eseguita. Il Trn - Transaction Reference Number - è invece un codice di 30 caratteri alfanumerici in serie al cui interno ci sono i riferimenti al Cro, esattamente dalla sesta alla sedicesima cifra. Questi codici sono forniti dalla banca in cui è stato effettuato il bonifico.

Se almeno uno dei due non è indicato nella ricevuta del bonifico bisogna fare richiesta allo stesso istituto di credito. Se il bonifico è stato eseguito tramite Poste Italiane, il Cro si compone di un numero fisso seguito da una sezione di cifre variabili.

Per disporre un bonifico online o allo sportello sono sempre indispensabili alcuni dati ovvero nome del beneficiario, codice Iban del beneficiario, la cifra da trasferire, il Paese verso cui si effettuare l'operazione, la causale del bonifico.

Può sicuramente essere effettuato a uno sportello bancario, ma anche online con il servizio di Internet banking previo equipaggiamento con gli strumenti necessari.

Dopo la conferma del bonifico occorre attendere uno o due giorni lavorativi affinché il denaro venga trasferito sul conto corrente del beneficiario. Ma se ci si si avvale del bonifico istantaneo o bonifico veloce, il denaro viene accreditata al destinatario in pochi secondi. L'ordinante può controllare tramite l'Internet banking l'elenco dei bonifici eseguiti così da tenere traccia di ogni transazione.

Nuovi sistemi per avere certezza del bonifico effettuato

Cro e Trn viaggiano di pari passo con la sigla Sepa - Single euro payments area - che identifica l'area in cui è possibile effettuare e ricevere pagamenti in euro con le modalità definite dal Regolamento europeo in materia.

L'obiettivo è la predisposizione di procedure standardizzate in tutta Europa per i bonifici e gli addebiti diretti eliminando l'utilizzo del contante in ambito europeo. Possono infatti essere elaborati solo pagamenti e incassi in euro.

L'accredito del denaro viene garantito entro un giorno lavorativo bancario senza costi aggiuntivi rispetto alla commissione prevista dall'operazione. L'addebito diretto Sepa è il sistema di addebito diretto in euro.

Ha preso il posto del Rid (Rapporto interbancario diretto) e consente di attivare dei pagamenti ricorrenti o di singoli acquisti verso tutti i Paesi Sepa.

Nella lista fanno innanzitutto parte i 28 stati membri dell'Unione europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. A cui aggiungere l'Islanda, la Norvegia, il Liechtenstein, la Svizzera, il Principato di Monaco, San Marino e le dipendenze della corona britannica.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il