Cosa fare in caso di prelievi e operazioni su PostePay illeciti? Le soluzioni per difendersi nel 2021

Per evitare di inciampare nelle truffe, Poste italiane invita a utilizzare l'app per usufruire anche del servizio gratuito di push notification ed essere informati in tempo reale.

Cosa fare in caso di prelievi e operazio

Prelievi e operazioni su PostePay non autorizzati, cosa fare?

La prima cosa da fare nel caso in cui ci accorgiamo che la nostra PostePay sia stata oggetto di un'operazione non autorizzata è attivarsi per bloccare la carta. La seconda è prestare denuncia alla forze dell'ordine.

Se c'è uno strumento che viene costantemente preso di mira dai malintenzionati è la PostePay. Si tratta infatti di una delle carte più utilizzate dagli italiani per via della sua semplicità d'uso, ma anche per i bassissimi costi che comporta la gestione. Senza dimenticare che almeno un ufficio postale si trova praticamente in tutte le piccole e grandi città-

Il successo è dunque assicurato, anche pensando all'aumento vertiginoso delle transazioni online per via della crescita degli acquisti sul web. Inevitabile dunque che in una situazione di questo tipo proliferassero i truffatori pronti a eseguire operazioni non autorizzate sulla PostePay con l'obiettivo di sottrarre quanti più soldi possibili. Focalizziamo quindi l'attenzione su alcuni aspetti ed esattamente:

  • Prelievi e operazioni su PostePay non autorizzati, cosa fare

  • I consigli di Poste Italiane per difendersi dalle truffe PostePay

Prelievi e operazioni su PostePay non autorizzati, cosa fare

La prima cosa da fare nel caso in cui ci accorgiamo che la nostra PostePay sia stata oggetto di un'operazione non autorizzata è attivarsi per bloccare la carta. In questo modo evitiamo che i truffatori possano compiere altre operazioni come spese e prelievi. Per farlo occorre comporre il numero verde di Poste Italiane, 800.00.33.22, contattabile 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

La seconda è prestare denuncia alla forze dell'ordine in una stazione dei carabinieri o in questura alla polizia di Stato.

Arrivati a questo punto possiamo presentare la richiesta di rimborso a Poste italiane delle somme prelevate dalla carta. A meno che l'utente non si sia comportato con imperizia, spetta a Poste Italiane (e generalmente agli istituti di credito in casi simili) restituire la cifra indebitamente prelevata. Tra i suoi doveri c'è infatti quello di adottare tutte le misure necessarie per evitare prelievi non autorizzati ovvero truffe ai danni del correntista.

Tra l'altro questo principio è stato ribadito anche dai giudici della Corte di Cassazione, chiamati a dirimere un contenzioso che riguardava una banca e un cliente truffato da terzi.

Come ricorda Poste italiane, a volte accade che con l'intenzione di effettuare un'operazione di accredito sulla propria PostePay tramite Atm, l'utente venga raggirato dal frodatore e indotto a effettuare un'operazione di ricarica verso una carta di pagamento intestata a una terza persona.

In questo caso è indispensabile verifica con attenzione la tipologia di operazione che si sta effettuando, ricordando che la ricarica è un'operazione di trasferimento di denaro, in tempo reale, verso una carta PostePay o una carta PostePay intestata ad un’altra persona che prevede un addebito sulla propria carta di pagamento.

I consigli di Poste Italiane per difendersi dalle truffe PostePay

Per evitare di inciampare nelle truffe, Poste italiane invita a utilizzare l'app per usufruire anche del servizio gratuito di push notification ed essere informati in tempo reale sulle operazioni di pagamento effettuate con il conto corrente e le carte di pagamento. In alternativa suggerisce di attivare il servizio di notifica tramite sms sullo smartphone, gratuito per i pagamenti su siti internet e su app.

Allo stesso tempo ricorda che Poste Italiane e PostePay non chiedono mai i dati riservati tra utenza, password, codici di sicurezza per eseguire una transazione, ad esempio codice OTP-One Time Password ricevuto via sms, in alcuna modalità come e-mail, sms, chat di social network, operatori di call center, e per nessuna finalità. Dopodiché invita a controlla sempre l'attendibilità di una e-mail prima di aprirla ovvero verificare che il mittente sia realmente chi dice di essere e non qualcuno che si finge qualcun altro.

Un'altra buona pratica è segnalare a Poste Italiane eventuali e-mail di phishing così come non cliccare sul link contenuto nelle e-mail sospette così come di non rispondere mai a e-mail, sms, chiamate o chat da call center in cui vengono chiesti i tuoi codici personali tra utenza, password, codici di sicurezza, dati delle carte di pagamento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il