Cosa fare per contestare diminuzione stipendio dal datore di lavoro

Cosa fare se il datore di lavoro diminuisce da un mese all'altro lo stipendio in busta paga? Come fare a contestare questa decisione unilaterale? Ma lo può sempre fare?

Cosa fare per contestare diminuzione sti

La situazione è tra le più spiacevoli per il lavoratore, ma anche in grado di generare confusione sui comportamenti da adottare. Cosa fare se il datore di lavoro diminuisce da un mese all'altro lo stipendio in busta paga? Come fare a contestare questa decisione unilaterale?

In realtà occorre fare prima un passo indietro e capire se il datore di lavoro ovvero l'azienda o l'impresa in cui si lavora è autorizzata a ridurre l'importo in busta paga.

Di certo c'è che la normativa sul lavoro in Italia è molto dettagliata perché oltre alla legislazione generale ci sono i singoli contratti collettivi nazionali del lavoro (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) a disciplinare la materia.

E in ogni caso il risultato è frutto dell'accordo con le organizzazioni sindacali di categoria. Di conseguenza l'attenzione per i lavoratori e per l'equilibrio nei rapporti è sempre elevata. Vediamo quindi nei dettagli

  • Diminuzione stipendio, come fare a contestarlo al datore
  • Quando è possibile contestare la riduzione dello stipendio

Diminuzione stipendio, come fare a contestarlo al datore

La regola generale prevede che il datore di lavoro non possa ridurre lo stipendio del dipendente. C'è infatti un contratto sottoscritto da entrambe le parti in cui sono fissati nero su bianco tutti i dettagli, dall'orario di lavoro al compenso erogato.

Sia i principi generali del diritto e sia le norme generali sul lavoro così come quelle contenute nei singoli Ccnl convergono su questo punto.

Per contestare eventuali tagli, il dipendente può innanzitutto chiedere e pretendere il pagamento dell'intera somma mensile pattuita alla firma del contratto e può farlo sia verbalmente e sia inviando una comunicazione scritta, anche via pec.

Se le risposte non arrivano è allora possibile presentare ricorso al giudice del lavoro. In caso di pronuncia favorevole (come vedremo nel paragrafo successivo ci sono alcune circostanze in cui non è invece possibile contestare la riduzione dello stipendio), il datore è chiamato a pagare quella parte dello stipendio non versato inizialmente ovvero a risarcire al dipendente il danno economico subito dalla variazione unilaterale della retribuzione.

Quando è possibile contestare la riduzione dello stipendio

In sintesi, la riduzione dello stipendio da parte del datore di lavoro non è possibile poiché si configura la violazione delle norme in vigore. Tuttavia ci sono alcune circostanze in cui non è invece possibile contestare la riduzione della retribuzione perché è possibile e legale diminuire lo stipendio.

Succede quando datore e dipendente si accordano per modificare il contratto in riferimento a mansioni, livello di inquadramento e naturalmente lo stipendio.

I cambiamenti devono comunque seguire tre interessi del lavoratore: il miglioramento delle condizioni di vita, il conseguimento di una nuova professionalità, la conservazione del posto di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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