Cosa fare per non far staccare luce ed elettricità se bolletta non pagata

L'inquilino ovvero l'intestatario dell'utenza della luce può agire anche successivamente alla scadenza dei termini per pagare la bolletta per ripristinare la situazione di normalità.

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Il rischio non è teorico ma esiste davvero: chi non paga la bolletta della luce finisce per trovarsi con l'utenza dell'elettricità staccata. E oltre ai disagi che questa mancanza comporta, si troverà nella situazione di dover attivare la procedura burocratica, spesso lenta e difficoltosa, per il ritorno alla normalità.

Tuttavia è ben precisare che il distacco non avviene dall'oggi al domani. L'inquilino ovvero l'intestatario dell'utenza della luce può agire anche successivamente alla scadenza dei termini per pagare la bolletta per ripristinare la situazione di normalità ovvero mettersi in regola e scongiurare l'interruzione dell'erogazione di energia.

Parliamoci chiaro, la maggior parte delle persone che non pagano la bolletta della luce fa cercata nelle fasce di popolazione con difficoltà economiche.

Ci sono anche i morosi per dimenticanza o per distrazione, ma considerando che ci sono tre fasi che precedono al distacco della corrente e dunque c'è tutto il tempo per pagare l'importo richiesto per i consumi effettuati, le cause vanno cercate altrove. Vediamo quindi

  • Bolletta non pagata, cosa fare per non far staccare luce
  • Casi reali per non far staccare l'elettricità

Bolletta non pagata, cosa fare per non far staccare luce

L'interruzione dell'erogazione di energia elettrica non avviene in maniera improvvisa poiché è previsto un iter ben preciso che porta alla decisione finale da parte del gestore. Per evitare di rimanere senza luce occorre intervenire in una di queste fasi.

La prima è quella che passa dall'attenta lettura della bolletta, in particolare la riga in cui è indicata la data di scadenza. Bisogna essere consapevoli che, nel caso di versamento dell'importo oltre quel giorno messo nero su bianco, si va incontro al pagamento degli interessi per ritardo, da scontare nella bolletta successiva.

Nel caso di mancata regolarizzazione della posizione debitoria, la società gestrice del servizio di energia elettrica invia una diffida con cui si rammenta al consumatore di effettuare il versamento per evitare provvedimenti ulteriori.

Se anche questo secondo appuntamento viene saltato, ecco che si passa alla fase successiva ovvero al calo di tensione con conseguenze immediatamente avvertibili da parte degli inquilini. Solo dopo questa riduzione dell'energia viene applicata l'inevitabile interruzione dell'erogazione della luce.

Casi reali per non far staccare l'elettricità

Il percorso che porta all'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica è dunque chiaro. Ma in alcune circostanze il gestore non può procedere con questo provvedimento estremo.

Sono quattro e la prima è la più semplice: se l'utente ha effettuato il pagamento, ma per qualche ragione non risulta al destinatario.

Più frequente è invece la seconda opzione ovvero la bolletta non pagata perché fa riferimento a servizi differenti da quelli dell'erogazione della luce. Pensiamo ad esempio al canone Rai che viene adesso incluso della bolletta dell'energia elettrica. Intendiamoci, il pagamento del canone è obbligatorio, ma il mancato versamento con i classici bollettini da consegnare all'ufficio postale non è motivo per sospendere l'erogazione della luce.

Solo nel caso in cui la somma da versare sia maggiore di 50 euro, non è possibile procedere con il distacco se il gestore non ha risposto in maniera motivata al reclamo dell'utente per malfunzionamenti o fatturazioni non corrette.

Semaforo rosso all'interruzione dell'erogazione della luce nei giorni festivi e prefestivi e dal venerdì alla domenica. Infine, non è possibile alcuna azione se il sollecito è arrivato fuori tempo massimo, generalmente da 10 a 20 giorni.

A tal proposito ricordiamo che il termine ultimo di pagamento della bolletta non pagata entro la data di scadenza che il gestore può assegnare al cliente è inferiore a 10 giorni se calcolato dalla ricevuta di avvenuta consegna al cliente finale, inferiore a 15 giorni se calcolato dall'invio della raccomandata da parte del venditore, inferiore a 20 giorni se calcolato dall'emissione della raccomandata da parte del venditore.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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