Cosa fare per odori fastidiosi in condominio dei vicini di casa. Come difendersi

Procedimenti civili e penali contro chi produce odori fastidiosi in condominio: cosa fare, come tutelarsi e sanzioni previste

Cosa fare per odori fastidiosi in condom

Come fare nel caso di odori fastidiosi in condominio dei vicini di casa?

Per evitare che i propri vicini di casa continuino a disturbare con odori fastidiosi in condominio è possibile rivolgersi al giudice in modo che i vicini che esagerano rispettino i limiti della cosiddetta soglia di tollerabilità rispettino tale soglia o cessino del tutto con la produzione delle immissioni fastidiose.

Come fare nel caso di odori fastidiosi in condominio dei vicini di casa? Quando si vive in un condominio, la buona regola è quella di rispettare le regole del cosiddetto vivere civile, evitando qualsiasi genere di esagerazione che possa dar fastidio o nuocere gli altri condomini, dai rumori esagerati agli odori fastidiosi. E ciò che ci si chiede è come difendersi dagli odori fastidiosi in condominio?

  • Difendersi dagli odori fastidiosi in condominio come fare
  • Odori fastidiosi in condominio quando diventano reato penale


Difendersi dagli odori fastidiosi in condominio come fare

Non solo rumori fastidiosi in condominio: ciò che in un condominio può diventare fastidioso per i vicini di casa possono essere anche gli odori, sia provenienti dalla cucina dei vicini, sia provenienti da ristoranti o altri locali situati nelle vicinanze. Se tali odori superano la soglia della cosiddetta normale tollerabilità, tanto da recare danno a diversi condomini è possibile avviare procedimenti sia a livello civile che addirittura penale.

Tra le norme che regolano i rapporti di vicinato c’è quella sulle immissioni riportata dal codice civile che prevede il divieto per i proprietario di immissioni di fumo, calore o altro tipo di esalazioni provenienti dal fondo del vicino che superano la normale tollerabilità.

Sono considerate, per definizione, immissioni le propagazioni di fumo, odori, calore, esalazioni, rumori o altre simili propagazioni che derivano dalle attività del proprietario di un fondo e che interferiscono con il godimento del fondo da parte del vicino, danneggiando il suo diritto di proprietà. Ciò significa che se, da una parte, i proprietari possono produrre immissioni e odori anche diversi e i vicini di casa devono accettarlo entro una determinata soglia, dall’altra, gli stessi proprietari, in virtù del rispetto delle soglie di tollerabilità stabilite e delle regole di vicinato, non devono esagerare.

In caso contrario, se viene effettivamente stabilito con valutazioni oggettive e adeguate che i limiti di tollerabilità sono state superati, i vicini di casa danneggiati dagli odori fastidiosi possono rivolgersi direttamente al giudice che, sulla base di condizioni e luoghi dove si trovano gli immobili, può:

  • o intimare il rispetto di opportune misure antinquinamento e simili tali da non recare danno ai vicini di casa;
  • o stabilire che le immissioni debbano del tutto cessare.

Per difendersi dagli odori fastidiosi in condominio, il vicino di casa che si sente danneggiato può chiedere giudice:

  • il provvedimento di azione inibitoria, cioè la cessazione definitiva del comportamento molesto del vicino;
  • obbligo per il vicino che immette odori fastidiosi di limitare le stesse immissioni entro i limiti della normale tollerabilità;
  • risarcimento dell’eventuale danno subito, che può essere esistenziale, patrimoniale, pari alla perdita di valore subita dall’immobile, biologico (in caso di lesioni psicofisiche).

Odori fastidiosi in condominio quando diventano reato penale

Per odori fastidiosi in condominio è possibile procedere non solo per via civile, rivolgendosi al giudice come sopra spiegato, ma anche penale. Si tratta, infatti, di una situazione che può avere addirittura risvolti di reato. Se si vive in un condominio o in una casa indipendente circondata da altre unità immobiliari si può essere costretti a sopportare gli odori fastidiosi dei vicini di casa ma, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, chi emette odori e fumi da cucina che superano la normale tollerabilità commette il reato (contravvenzione) di getto pericoloso di cose.

Il reato di getto pericoloso di cose punisce con l’arresto fino a un mese e con una sanzione fino a 206 euro:

  • chiunque getti o versi in un luogo di pubblico transito o privato di comune o di altrui uso cose volte a offendere o imbrattare o molestare persone;
  • chi provochi emissioni di gas, vapori o fumo oltre la soglia di tollerabilità, come odore di fritto, atti a provocare i medesimi effetti.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Ultime Notizie