Cosa fare se badante vuole fare vertenza sindacale? Le possibili soluzioni nel 2021

Quali sono le soluzioni possibili quando una badante vuole fare una vertenza sindacale: cosa fare in base a motivi della vertenza

Cosa fare se badante vuole fare vertenza

Quali sono le soluzioni possibili quando una badante vuole fare una vertenza sindacale?

Le soluzioni possibili quando una badante vuole fare una vertenza sindacale sono diverse e dipendono soprattutto dal motivo per cui la badante vuole fare la vertenza. Se, infatti, si tratta di una intenzione da parte di una badante in nero, il datore di lavoro può provvedere alla sua regolare assunzione, riconoscendone diritti e doveri come da ccnl, in modo da evitare vertenza e tutte le conseguenze che comporterebbe. Se, invece, è la badante assunta regolarmente a voler fare la vertenza sindacale, basta capire il motivo per cui vuole farla e cercare con lei un accordo prima di arrivare in Tribunale 
 

Richiesta di liquidazione, lavoro in nero, mancato pagamento regolare di stipendio mensile e contributi previdenziali, ecc: possono essere tanti e diversi i motivi per cui una badante decide di presentare una vertenza sindacale nei confronti del datore di lavoro. Allora cosa fare se badante vuole fare vertenza sindacale? Vediamo le soluzioni possibili nel 2021

  • Motivi vertenza sindacale da badante a datore di lavoro 
  • Cosa fare se badante vuole fare vertenza sindacale

Motivi vertenza sindacale da badante a datore di lavoro 

Possono essere decisamente diversi i motivi per cui una badante decide di presentare una vertenza sindacale contro il datore di lavoro, e sia che la badante sia assunta con regolare contratto di lavoro per badanti, sia che la badante lavori in nero.

Se, infatti, la badante è regolarmente assunta, può decidere di fare una vertenza sindacale per mancato pagamento dello stipendio, dei contributi o del Tfr, per mancato rispetto di riposi o ferie, per il pagamento di uno stipendio diverso, inferiore, rispetto a quanto riportato in busta paga, ecc. La badante che lavora in nero può presentare vertenza sindacale proprio per lo svolgimento del lavoro in tale modalità, cioè dicendo che è costretta a lavorare in nero, per cui non ha ferie, permessi, riposi, non ha diritto a malattia o altre garanzie né alla liquidazione finale.

Per fare una vertenza sindacale, la badante si rivolge al sindacato che a sua volta convoca il datore di lavoro per verifiche e chiarimenti e per arrivare un accordo entro 60 giorni. Se l’accordo non si raggiunge e il tentativo di conciliazione non va a buon fine, allora subentrano gli avvocati che avviano una vertenza sindacale vera e propria.

Cosa fare se badante vuole fare vertenza sindacale

Se la badante ha intenzione di fare una vertenza sindacale, e il datore di lavoro lo sa, a seconda dei motivi che la spingerebbero alla vertenza si possono definire soluzioni prima. Nel caso di badanti in nero, la soluzione più semplice è quella dell’assunzione regolare: se la badante in nero minaccia la vertenza sindacale, il datore di lavoro per evitare la vertenza e tutte le conseguenze che ne deriverebbero deve solo procedere alla stipula di un regolare contratto di assunzione della badante.

In tal caso, il datore di lavoro riconosce, come previsto dal contratto badanti, diritti e doveri della lavoratrice ed effettua la comunicazione dell’assunzione al Centro per l’impiego, paga le buste paga come disposto dal Ccnl e provvede al versamento dei contributi.

In ogni caso, la badante che vuole fare una vertenza sindacale e lavora in nero deve innanzitutto avere prove inopponibili e certe del lavoro prestato e dimostrare al giudice di aver presso una determinata persona, indicando orario di inizio e fine lavoro e del periodo di servizio effettivamente prestato. Deve, inoltre, presentare al giudice un calcolo dei mancati pagamenti di contributi e differenze di stipendio rispetto a quello previsto dal Ccnl. 

Se la vertenza sindacale vuole farla una badante regolarmente assunta ma con cui, a suo dire, il datore di lavoro non ha rispettato gli accordi contrattuali, la soluzione migliore sarebbe appianare le diversità recriminate. Se, per esempio, la badante vuole fare una vertenza per mancato accantonamento del Tfr, trattamento di fine rapporto liquidato generalmente al momento della cessazione del rapporto di lavoro, se effettivamente tale accontamento non risulta, la soluzione da parte del datore di lavoro per evitare la vertenza potrebbe essere quella di saldare quanto dovuto ai fini del Tfr.

Se la badante assunta regolarmente vuole fare una vertenza di lavoro per orario di lavoro da dover obbligatoriamente prestare superiore a quello stabilito da contratto e per cui percepisce comunque lo stesso stipendio, allora la soluzione potrebbe essere o quella di riconoscerne un aumento per le ore di lavoro in più prestate o di concedere maggiori riposi e ferie per compensare il lavoro in più, ecc. 
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il