Cosa fare se ci sono errori nella Cu 2020-2021

Chiedere al datore di lavoro l’immediata correzione degli errori nella Cu 2020-2021: cosa può fare un lavoratore se trova errori nella propria Certificazione Unica

Cosa fare se ci sono errori nella Cu 202

Cosa fare se ci sono errori nella Cu 2020-2021?

Quando il lavoratore riceve la Certificazione Unica dal proprio datore di lavoro è sempre consigliabile che controlli che dati e informazioni riportate siano corrette. Nel caso in cui controllando la propria Cu 2020-2021 ci si dovesse accorgere di errori, allora è necessario procedere a rettifiche e correzioni. La prima cosa da fare è contattare subito il datore di lavoro perché provveda alla correzione immediata della Cu e se non dovesse provvedere alla correzione dell’errore allora si può tentare prima la conciliazione e se non va a buon fine rivolgersi ad avvocati.
 

La Certificazione Unica Cu 2020-2021 viene compilata dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) per i propri lavoratori dipendenti (sostituiti) per certificare, appunto, il reddito corrisposto durante l’anno fiscale precedente e serve per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi (sia con modello 730 e sia con modello Unico) e per il modello 730 precompilato online che l’Agenzia delle Entrate rende disponibile ogni anno ormai dal 15 aprile.

Tutti i dati inseriti dal datore di lavoro nella Certificazione Unica vengono, infatti, direttamente trasmessi all’Agenzia delle Entrate che compila il modello 730 precompilato che poi viene scaricato dal lavoratore stesso per essere controllato ed eventualmente rivisto, corretto o modificato. Ma cosa fare se ci sono errori nella Cu 2020-2021?

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Cu 2020-2021 dati inseriti

La Certificazione Unica 2020-2021 attesta i pagamenti percepiti nel 2020 dei seguenti redditi:

  • redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi diversi;
  • provvigioni;
  • corrispettivi derivanti dai contratti di locazioni brevi. 

Una volta pronta, la Certificazione Unica 2020-2021 può essere inviata dal datore di lavoro al lavoratore sia in formato cartaceo e sia via mail. Il formato cartaceo prevede la compilazione di due fogli, il primo dove riportare tutti i dati anagrafici di chi ha percepito il reddito e la firma del datore di lavoro stesso; e il secondo dove riportare tutti i dati fiscali previsti, cioè i redditi erogati e le detrazioni effettuate divise per tipologia. 

Per quanto riguarda l’invio tramite mail della Certificazione Unica, è sempre bene che il datore di lavoro si assicuri che il lavoratore possa ricevere il documento direttamente online che può essere inviato sia tramite normale emali sia tramite posta certificata Pec. La Cu può essere poi scaricata dal lavoratore e consultata.

Cosa fare se ci sono errori nella Cu 2020-2021

Quando il lavoratore riceve la Certificazione Unica dal proprio datore di lavoro è sempre consigliabile che controlli che dati e informazioni riportate siano corrette. Nel caso in cui controllando la propria Cu 2020-2021 ci si dovesse accorgere di errori, allora è necessario procedere a rettifiche e correzioni. La prima cosa da fare è contattare subito il datore di lavoro perché provveda alla correzione immediata della Cu. 

Generalmente il termine per l’invio al Fisco delle Certificazioni Uniche è fissato al 31 marzo e nel caso di errori entro i successivi 5 giorni il datore di lavoro può effettuare correzioni procedendo ad un nuovo invio della Cu.

Se l’errore della Cu 2020-2021 non è di tipo formale, cioè se i dati risultano discordanti tra buste paga e cud, ma sostanziale, cioè se vengono dichiarate retribuzioni più alte rispetto a quelle effettivamente ricevute, si possono chiedere le differenze retributive per regolarizzare la situazione inviando una comunicazione all’azienda tramite pec o raccomandata, anche chiedendo aiuto ad un consulente del lavoro o un avvocato.

Se il datore di lavoro si rifiuta di correggere l’errore ci si può anche rivolgere all’Ispettorato Territoriale del Lavoro o al sindacato per un tentativo di conciliazione e se anche con la conciliazione non si trova una soluzione e il datore di lavoro non corregge gli errori della Cu allora bisogna rivolgersi, in ultima istanza, al giudice del lavoro per chiedere le dovute spettanze. 

Precisiamo che nel caso di qualche errore presente nelle Cu, dati errati riportati o incompleti, per i sostituti di imposta sono previste anche sanzioni che devono essere versate con modello F24, utilizzando il codice tributo 8906 e compilando la sezione Erario. Le sanzioni previste sono di 100 euro per ogni certificazione sbagliata, fino a un massimo di 50mila euro per ogni sostituto d’imposta. 

Se però l’errore o gli errori presenti nella Cu 2020-2021 vengono corretti entro i primi 60 giorni, la sanzione è ridotta a un terzo (33,33 euro per ogni certificazione) e si riduce anche la sanzione per il singolo sostituto d’imposta, passando da 50mila a 20mila euro.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il