Cosa fare se ho dimenticato di inviare certificato medico per malattia a datore lavoro e azienda

Se un dipendente è malato deve fornire una prova della sua malattia. Non basta un'autocertificazione ma una certificazione medica formale da far recapitare al datore di lavoro.

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Certificato medico non inviato, cosa fare?

La prima cosa da fare è avvisare il datore del ritardo, spiegando le ragioni del ritardo. Ma non è affatto detto che l'azienda condivida i suoi motivi e può avviare un provvedimento disciplinare per assenze non giustificate. A quel punto si avvia un iter rispetto a cui il lavoratore ha 5 giorni per recapitare al datore le proprie giustificazioni scritte ovvero per chiedere di essere ascoltato. In base al confronto, l'azienda può decidere se applicare una sanzione o accogliere le tesi difensive del dipendente.

La malattia sul posto di lavoro è pressoché inevitabile nel corso di tanti anno di impiego. Detto in altri termini, i dipendenti non possono fare a meno di ammalarsi di tanto in tanto. Nel caso in cui un membro del personale si ammali e abbia bisogno di assentarsi dal lavoro è essenziale conoscere diritti e doveri.

Tra i primi rientra la possibilità di assentarsi, tra i secondi il rispetto dell'iter per il riconoscimento della malattia che vede nell'invio del certificato un passaggio chiave. Ma cosa succede se il lavoratore o il medico dimentica di spedirlo?

È importante che i dipendenti segnalino la propria malattia al momento in cui si verifica il problema di salute. Le norme applicate in Italia sono molte rigorose e stabiliscono tempi e modi che tutti i dipendenti, pubblici e privati, devono rispettare.

Le disposizioni generali vanno al di là dei singoli contratti collettivi nazionali di lavoro (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) e valgono per tutti. Se un dipendente è malato deve fornire una prova della sua malattia.

Non basta un'autocertificazione ma una certificazione medica formale da far recapitare al datore di lavoro. Prima di entrare nei dettagli ricordiamo che non esiste una regola che dica che un datore di lavoro non può contattare un dipendente durante un periodo di congedo per malattia.

Il contatto dovrebbe essere gestito in modo sensibile, in particolare quando qualcuno soffre di problemi di salute mentale o stress da lavoro e potrebbe trovare angosciante il contatto regolare dal proprio datore di lavoro. Vediamo quindi

  • Certificato medico non inviato, cosa fare
  • Gestione malattia datore lavoro e azienda

Certificato medico non inviato, cosa fare

Già dal momento in cui si ammala, il dipendente è chiamato a rispettare una serie di doveri. Il primo è di comunicarlo in maniera tempestiva al datore, riferendogli appunto dell'impossibilità di recarsi al lavoro. Il secondo, altrettanto importante, è di contattare il proprio medico curante per la certificazione dello stato di malattia.

Nel caso in cui la patologia lo costringa a non uscire di casa, può chiedere la visita domiciliare per malattia. Il terzo step, per quanto formale, non può essere eluso ed è l'invio del del certificato medico di malattia al datore di lavoro e all'Inps far scattare i diritti e le tutele per i dipendenti malati.

A completamento del quadro normativo ricordiamo il rispetto delle fasce di reperibilità - dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i lavoratori pubblici e dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 - ovvero quel periodo durante la giornata in cui il dipendente può essere sottoposto a visita fiscale e di conseguenza non può farsi trovare assente dal domicilio indicato.

Ebbene, il mancato rispetto di una di queste regole e in particolare dell'invio del certificato medico per malattia colloca il lavoratore in una posizione di difficoltà. La prima cosa da fare è avvisare il datore del ritardo, spiegando le ragioni del ritardo.

Ma non è affatto detto che l'azienda condivida i suoi motivi e può avviare un provvedimento disciplinare per assenze non giustificate. A quel punto si avvia un iter rispetto a cui il lavoratore ha 5 giorni per recapitare al datore le proprie giustificazioni scritte ovvero per chiedere di essere ascoltato. In base al confronto, l'azienda può decidere se applicare una sanzione o accogliere le tesi difensive del dipendente.

Gestione malattia datore lavoro e azienda

Dalla gestione della malattia e del mancato invio del certificato medico emerge un aspetto fondamentale nel rapporto tra le parti.

Al di là del potere sanzionatorio in mano all'azienda - i provvedimenti possibili sono rimprovero verbale, ammonizione scritta, multa, sospensione, trasferimento, licenziamento - a fare la differenza possono spesso essere i principi di correttezza e buona fede. Su queste basi il datore di lavoro può decidere di chiudere il caso.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il