Cosa fare se muore un cane, gatto o animale domestico. Procedure 2020 da rispettare

Procedure 2020 da seguire quando muore un cane o un gatto di morte naturale o meno e chi rilascia certificato di morte dell’animale

Cosa fare se muore un cane, gatto o animale domestico. Procedure 2020 da rispettare

Cosa fare quando muore un animale domestico?

Quando muore un cane o un gatto bisogna seguire specifiche procedure 2020 che sono differenti a seconda che l’animale muoia per cause naturali o meno e in ogni caso per il cane bisogna ricevere relativo certificato di morte che non è invece previsto per il gatto.

 

Cosa fare quando un animale domestico muore? Quali sono procedure 2020 da seguire e pratiche da sbrigare? Tutti coloro che hanno animali domestici non si informano sin da subito su cosa si deve o meno fare quando il proprio animale domestico, cane o gatto che sia, non ci sarà più ma è bene sapere che vi sono procedure specifiche da seguire e anche differenti a seconda che la morte dell’animale sopraggiunga per motivi naturali o per procurata morte.

Vediamo, dunque, quali sono le procedure da rispettare quando muore un animale domestico.

  • Procedure 2020 se muore un cane, gatto o animale domestico
  • Cosa fare se muore un cane, gatto o animale domestico certificato di morte

Procedure 2020 se muore un cane, gatto o animale domestico

Le procedure 2020 da seguire quando un cane, un gatto, un animale domestico muore, come sopra anticipato, sono a tratti differenti se la morte avviene per motivi naturali o meno. Nel primo caso, l’animale deve essere innanzitutto portato dal veterinario perchè certifichi ufficialmente la sua
Il certificato del veterinario deve essere portato all’Asl dai 3 ai 15 giorni dalla data del decesso dell’animale in base a quanto previsto dalle disposizioni delle singole Asl.

Se, invece, l’animale domestico non muore per cause naturali ma per soppressione a causa di una malattia inguaribile o perché diventato dichiaratamente aggressivo, la procedura cambia: l’animale deve essere portato dal veterinario per l’iniezione di anestesia.

Quando l’animale si è addormentato, il veterinario pratica l’iniezione del farmaco dell’eutanasia e in pochi minuti, senza che l’animale se ne accorga, avviene il decesso. Ovviamente anche in questo caso è lo stesso veterinario che deve accertare e dichiarare il decesso.

Una volta compilato e firmato il certificato di morte, bisogna decidere cosa fare del corpo del cane o del gatto. E’ bene sapere che vi sono diverse modalità di sepoltura del proprio animale domestico:

  • chi ha un terreno o un grande giardino è libero di seppellirvi il proprio cane o gatto a condizione che il veterinario abbia accertato che la morte non sia stata ad una malattia infettiva che potrebbe contaminare eventualmente le falde acquifere;
  • rivolgersi al proprio veterinario, perché sono in contatto con ditte di smaltimento che si occupano della cremazione dei cadaveri;
  • portare il proprio cane o gatto direttamente in un centro di cremazione singola, scelta che prevede rispetto alle altre costi elevati.

Cosa fare se muore un cane, gatto o animale domestico certificato di morte

Esattamente come accade per gli uomini, anche per il decesso di un animale domestico serve il certificato di morte che deve essere rilasciato dal veterinario. Specifichiamo, però, che viene rilasciato e serve solo per i cani, per il gatto non è previsto il certificato di morte perché, a differenza del cane, non ha il microchip.

I cani, infatti, come previsto dalla legge, devono essere dotati di un microchip e al momento della constatazione del decesso il veterinario deve rilasciare un certificato di decesso che deve essere portato dal proprietario al servizio veterinario della Asl di competenza.

Il certificato di morte del cane deve riportare il fatto che l’animale non abbia morso né una persona né un altro animale negli ultimi 15 giorni, perché in caso contrario, nel caso di soppressione, il cane non potrebbe essere soppresso fino a quando non si accerta che non abbia eventualmente contagiato qualcuno con la rabbia.

In caso di omertà, in tal senso, proprietario dell’animale domestico e veterinario sono ritenuti responsabili di ogni conseguente problema.

Ti è piaciuto questo articolo?







Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Ultime Notizie