Cosa fare se non arriva ricarica telefonica sul cellulare? Errori, problemi e soluzioni possibili nel 2021

A volte possono verificarsi ritardi da parte dell'operatore. Una ricarica viene solitamente inviata a un numero di telefono entro pochi minuti.

Cosa fare se non arriva ricarica telefon

Ricarica telefonica sul cellulare, cosa fare se non arriva?

Se la ricarica non è stata ricevuta entro due ore, il primo suggerimento è di contattare direttamente l'operatore oppure il team di assistenza clienti.

Si tratta di una delle situazioni più fastidiose, soprattutto se il tempo a disposizione è poco ovvero abbiamo la necessità di fare una chiamata. Se non arriva in tempi brevi la ricarica telefonica sul cellulare si può creare una situazione di difficoltà. Certo, i tempi non sono sempre imminenti e le stesse compagnie telefoniche spiegano che possono essere necessarie diverse ore prima che l'operazione vada a buon fine.

Ma cosa fare nel caso in cui i tempi si allungano a dismisura ovvero la ricarica telefonica sul cellulare non è arrivata? Quali sono le soluzioni per risolvere questo problema? Naturalmente la difficoltà si presenta nel caso delle SIM prepagate e non dei piani in abbonamento. Approfondiamo la questione nell'articolo e vediamo insieme:

  • Ricarica telefonica sul cellulare, cosa fare se non arriva

  • La possibilità per il consumatore di recedere

Ricarica telefonica sul cellulare, cosa fare se non arriva

La maggior parte dei cellulari con SIM può essere ricaricata utilizzando carte prepagate. Tutto quello che c'è da fare è trovare un negozio al dettaglio o un punto vendita che venda la carta specifica per il fornitore di servizi di rete o operatore che si sta utilizzando. Uno dei vantaggi che deriva dal possesso di uno smartphone con credito prepagato è la possibilità decidere quanto spendere per il servizio.

Ciascun utente può utilizzare qualsiasi servizio mobile che soddisfi il proprio budget. Lo svantaggio è che il device non riceve in automatico un nuovo saldo ogni mese. A volte possono verificarsi ritardi da parte dell'operatore. Una ricarica viene solitamente inviata a un numero di telefono entro pochi minuti. Dopodiché, quando è stata elaborata con successo, si dovrebbe ricevere un SMS se non una e-mail di conferma.

Se la ricarica non è stata ricevuta entro due ore, il primo suggerimento è di contattare direttamente l'operatore oppure il team di assistenza clienti. L'opzione in più, anche se i tempi di risposta potrebbero essere più lunghi in quanto non c'è il contatto diretto, è l'utilizzo dei form presenti sui siti web delle diverse compagnie telefoniche. Oppure l'invio di una mail di reclamo.

Nel caso in cui non arrivi alcuni risposta da parte dell'operatore, il passaggio successivo è l'invio di una diffida via raccomandata alla sede legale della società telefonica. Naturalmente è anche possibile inviare un messaggio di posta elettronica certificata in quanto il valore legale è il medesimo. Dopodiché farsi affiancare da un avvocato permette di adire le vie legali.

La possibilità per il consumatore di recedere

Di fatto il cliente che non riceve la ricarica telefonica può chiedere di recedere dal contratto. La restituzione dell’importo pagato per la ricarica, pretendere il rimborso delle spese sostenute, esigere l'eventuale risarcimento dei danni. Non dimentichiamo quindi che esiste sempre la facoltà di esercitare il diritto di recesso. I punti di riferimento per sapere come funziona sono il Codice civile e il Codice del consumo.

Tutti i consumatori hanno il diritto recedere in qualunque momento. La disdetta deve generalmente essere esercitata entro 14 giorni dal ricevimento della merce o della prima fattura del servizio attivato per poter fare un passo indietro senza pagare penali o costi di recesso. Non è richiesta la spiegazione dei motivi che hanno portato all'abbandono. Al termine dei 14 giorni, molti operatori telefonici richiedono il pagamento di una penale al consumatore per poter esercitare la disdetta.

L'importo, se previsto, è variabile. A ogni modo, la normative vigente tutela il consumatore. Se non viene informato a dovere e in maniera trasparente sulle modalità di recesso, ecco che il termine per fare la disdetta gratis diventa di 12 mesi.

In pratica è previsto un piano di tutela per chi, come nel caso dell'attivazione di servizi immateriali ovvero della ricarica del credito dello smartphone, non possono toccare con mano la merce al momento dell'acquisto. Per esercitare la disdetta occorre quasi sempre inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il