Cosa fare se non viene riconosciuto e dato un insegnante di sostegno per il proprio figlio

Rivolgersi alla scuola di frequenza del figlio o presentare ricorso al Tar: cosa si può fare se non viene dato insegnante di sostegno al proprio figlio

Cosa fare se non viene riconosciuto e da

Cosa fare se non viene riconosciuto l’insegnante di sostegno al proprio figlio?

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, se non viene dato proprio l’insegnante di sostegno al proprio figlio, i genitori possono o presentare apposita richiesta alla scuola frequentata dal figlio in modo che essa stessa chieda una nuova assegnazione del numero di ore dell’insegnante di sostegno per il minore studente puntando, come previsto dalla legge, sul diritto allo studio, o presentare ricorso al Tar.
 

Cosa fare se non viene riconosciuto e dato un insegnante di sostegno per il proprio figlio? I bambini, ma anche i ragazzi, che presentano difficoltà nell'apprendimento o disabilità hanno diritto al riconoscimento dell'insegnante di sostegno a scuola, di qualsiasi grado, da asilo a scuola materne, scuole medie e scuole superiori. 

Gli insegnanti di sostegno sono docenti di ruolo, che hanno seguito e completato un determinato percorso di studi atto ad avere competenze adeguate e apprendere le metodologie didattiche adeguate per i minori affetti da un handicap e altri studenti con difficoltà, con il compito ben specifico di accompagnare bambini e ragazzi diversamente abili nel percorso di apprendimento ed integrazione nel mondo scolastico usando metodi didattici adatti al tipo di difficoltà, di handicap e necessità dello studente.

Per avere l’insegnante di sostegno bisogna presentare alla scuola apposita documentazione che attesti difficoltà o disabilità dello studente. Vediamo di seguito cosa fare se l’insegnante di sostegno non viene riconosciuto al proprio figlio.

  • Cosa fare se non viene dato insegnante di sostegno per il proprio figlio
  • Come viene riconosciuto l’insegnante di sostegno per il proprio figlio


Cosa fare se non viene dato un insegnante di sostegno per il proprio figlio

L’insegnante di sostegno è la figura che affianca la docente di classe e che ha il compito principale di permettere all’alunno disabile di qualsiasi grado di scuola, da asilo a scuole elementari, medie e superiori, di integrarsi nella propria classe.

Come sopra anticipato, si tratta di un diritto per le famiglie con figli disabili e con difficoltà e raramente si verificano i casi in cui l’insegnante di sostegno per il proprio figlio non viene riconosciuto proprio.

E’ piuttosto possibile che, rispetto alle esigenze del minore a scuola, l’insegnante di sostegno sia dato per un numero di ore a scuola inferiori a quelle di cui si avrebbe bisogno.

In questi casi o se non viene dato proprio l’insegnante di sostegno al proprio figlio, i genitori possono o rivolgersi direttamente alla scuola frequentata dal figlio in modo che essa stessa chieda una nuova assegnazione del numero di ore dell’insegnante di sostegno per il minore studente puntando, come previsto dalla legge, sul diritto allo studio, o presentare ricorso al Tar.

Tocca in questo caso ai giudici amministrativi prendere in mano il caso fino a quanto non viene riconosciuto al minore un insegnante di sostegno necessario per la sua frequenza a scuola.

Come viene riconosciuto l’insegnante di sostegno per il proprio figlio

L’insegnante di sostegno viene riconosciuto al proprio figlio su presentazione di apposita richiesta e relativa documentazione. In particolare, stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, per avere l’insegnante di sostegno, in ogni grado di scuola, da asilo a scuole superiori, bisogna presentare alla scuola di frequenza del figlio il certificato che attesta la disabilità del proprio figlio certificata da una commissione medica, da un operatore sociale e da un esperto che deve valutare la patologia dello studente. 

Una volta presentato il certificato medico, in base alla gravità di disabilità del minore, sia fisica che mentale, si stabilisce il numero di ore per l’insegnante di sostegno e se si dovesse decidere per un numero minore rispetto a quello previsto in sede medica, la famiglia ha il diritto di richiedere il risarcimento per danno esistenziale.
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il