Cosa fare se subisco un incidente in bicicletta? Quando ho il diritto di risarcimento

Cresce il numero dei ciclisti italiani e allo stesso tempo aumentano gli incidenti. Ma non sempre scatta il diritto al risarcimento. I casi possibili.

Cosa fare se subisco un incidente in bic

Incidente in bicicletta, quando scatta il risarcimento?

Il risarcimento può scatta in caso di incidente con un'altra auto, durante il tragitto per andare a lavoro per via di strada con manutenzione non adeguata.

Il numero di ciclisti è in costante aumento sulle strade italiane e di conseguenza aumentano le possibilità di rimanere coinvolti in un incidente. Si tratta di una circostanza particolarmente vera nelle città dove sempre più persone vanno in bicicletta.

Condividere la strada con i veicoli terrestri a motore non è sempre agevole per la mancanza di piste ciclabili o per via di comportamenti palesemente scorretti da parte degli attori presenti sulla strada. Ecco perché i sinistri stradali che coinvolgono un ciclista sono sempre più importanti.

Il risarcimento dei danni fisici e materiali al conducente dell'auto e al ciclista dipende dalla responsabilità di ciascuno e dal contratto di assicurazione auto. Approfondiamo meglio:

  • Incidente in bicicletta, quando scatta il risarcimento

  • Normativa aggiornata sulla guida in bicicletta

Incidente in bicicletta, quando scatta il risarcimento

Anche i ciclisti devono rispettare le norme del Codice della strada ovvero adattare il proprio comportamento sulla base della segnaletica orizzontale e verticale. L'aspetto centrale che li contraddistingue dagli automobilisti è il mancato obbligo di sottoscrizione dell'assicurazione obbligatoria.

In termini concreti significa che in caso di accertamento delle colpe, il ciclista deve risarcire personalmente i danni provocati. Ha invece diritto al risarcimento in caso di caduta con datti per via di un tratto di strada malandato. Pensiamo ad esempio a una buca o a un sentiero sconnesso. In tale circostanza, la richiesta di risarcimento va indirizzare all'ente titolare della strada tra Comune, Provincia e Regione. E se invece l'incidente stradale coinvolge un'altra auto?

Il ciclista può chiedere il risarcimento del danno direttamente all'assicurazione della controparte. Segnaliamo infine il caso del lavoratore che subisce un incidente in bicicletta durante il tragitto per andare a lavorare. Se riconosciuto, il risarcimento spetta all'Inail nell'ambito della normativa sull'infortunio in itinere.

Nelle intersezioni semaforizzate e sulla soglia dell'intersezione può essere realizzata la casa avanzata, estesa a tutta la larghezza della carreggiata o della semicarreggiata. La casa avanzata può essere realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 chilometri orari, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare. Chi viola le disposizioni in vigore va incontro a una sanzione amministrativa tra 26 e 102 euro.

Normativa aggiornata sulla guida in bicicletta

A norma di legge ovvero del Codice della strada, i ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e mai affiancati in numero superiore a due. Quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di 10 anni e proceda sulla destra dell'altro. I ciclisti devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano.

Devono quindi essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilitò le manovre necessarie. Sempre il Codice della strada precisa che ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo. Dopodiché devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni.

In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la prudenza. Viene poi sancito il divieto di trasporto di altre persone sul velocipede a meno che non sia appositamente costruito e attrezzato.

Ed è poi consentito al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a 8 anni, opportunamente assicurato con le attrezzature. I velocipedi appositamente costruiti e omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest'ultimo.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il