Cosa fare se un dipendente non lavora e disubbidisce agli incarichi e ordini

Se dopo aver esaminato tutte le possibilità e provato diverse soluzioni, il dipendente continua a non lavorare, potrebbe essere arrivato il momento delle sanzioni disciplinari.

Cosa fare se un dipendente non lavora e

Se dipendente non lavora e disubbidisce cosa bisogna fare?

Il primo passo da fare è chiedere spiegazioni. Un buon capo ufficio si siede con regolarità per discutere con i propri dipendenti, prendendosi il tempo per ascoltare la loro situazione e capire le esigenze. In ogni caso l'azienda può applicare uno dei 6 provvedimenti ammessi dalle norme sul lavoro. In ordine di gravità dal più leggero al più pesante sono il rimprovero verbale, l'ammonizione scritta, la multa, la sospensione, il trasferimento e il licenziamento.

Succede in molti ambienti di lavoro che ci sia almeno un dipendente inaffidabile. Uno di quelli che non lavora come dovrebbe e che si rivela piuttosto allergico a rispettare ordine e incarichi. E sono tanti i modi in cui lo dimostrano: lunghe pause caffè, tanto tempo trascorso su Internet per motivi personali, ritardi al lavoro e uscite in anticipo non appena si presenta l'occasione.

E quando viene chiesto di completare un'attività, lo fanno con la minima quantità di lavoro possibile ovvero prendendosi tutto il tempo possibile. Il problema non è solo personale perché la mancanza di etica del lavoro potrebbe contagiare tutto l'ufficio. Cosa fare in questa situazione? Come gestire un dipendente che non sta lavorando adeguatamente nonostante il carico di compiti e mansioni sia ragionevole?

Ci sono molte ragioni per cui un dipendente potrebbe comportarsi in questo modo. Di conseguenza, prima di adottare i provvedimenti disciplinari possibili che possono arrivare fino al licenziamento, il primo passo da fare è chiedere spiegazioni. Un buon capo ufficio si siede con regolarità per discutere con i propri dipendenti, prendendosi il tempo per ascoltare la loro situazione e capire le esigenze.

Potrebbe allora saltare fuori una situazione particolare a livello personale, come conflitti familiari o malattie fisiche o mentali. Potrebbe succedere qualcosa al di fuori del lavoro che i lavoratori non riesco a lasciarsi alle spalle quando vanno in ufficio con inevitabili conseguenze sulle prestazioni professionali.

Per il datore di lavoro è sempre una buona idea far sapere al dipendente che, in caso di condivisione di un problema personale, sarà rispettata la riservatezza e gli verrà dato sostegno. Esaminano insieme i vari casi e quindi:

  • Se dipendente non lavora e disubbidisce cosa bisogna fare
  • Quando applicare provvedimenti disciplinari ai lavoratori

Se dipendente non lavora e disubbidisce cosa bisogna fare

Attenzione al caso particolare del burnout dei dipendenti ovvero uno stato di distacco emotivo e esaurimento fisico causato dal superlavoro per un lungo periodo di tempo. E che lo porta a non lavorare o a disubbidire a incarichi e ordini. Quando un dipendente è esausto, si sente stordito tutto il tempo e può provare poca motivazione a fare qualsiasi cosa.

Può succedere a chiunque, anche al miglior interprete. Sembreranno disimpegnati, il lavoro diventa poco brillante e potrebbero diventare irritabili e facilmente frustrati. Questo problema è molto più comune di quanto potresti pensare. Se il problema è il burnout, non basterà concedere al dipendente una settimana di ferie.

Occorre una riorganizzazione più ampia che comprende l'alleggerimento del carico di lavoro, la revisione dei processi interni e la creazione di una comunità di supporto. In alcune situazioni, i dipendenti smettono di lavorare perché sono annoiati.

In questo caso occorre dare loro accesso a opportunità di apprendimento in modo che possano migliorare le capacità oppure sfidarli assegnando loro nuovi compiti. Di certo è utile parlare con loro e chiedere a quali progetti sono interessati. In linea di massima, dando loro maggiori responsabilità trovano le giuste motivazioni.

Quando applicare provvedimenti disciplinari ai lavoratori

E se dopo aver esaminato tutte le possibilità e provato diverse soluzioni, il dipendente continua a non fare il suo lavoro, potrebbe essere arrivato il momento di applicare le sanzioni disciplinari.

Dopotutto, se sostegno, incoraggiamento e motivazione non bastano, spetta a loro assumersi la responsabilità dei comportamenti. L'azienda può applicare uno dei 6 provvedimenti ammessi dalle norme sul lavoro. In ordine di gravità dal più leggero al più pesante sono il rimprovero verbale, l'ammonizione scritta, la multa, la sospensione, il trasferimento e il licenziamento.

Quest'ultimo ed estremo provvedimento è consentito nel caso in cui ci sia una reale differenza di prestazione rispetto agli altri lavoratori impiegati nelle stesse mansioni, anche in relazione ai tempi. Allo stesso tempo il lavoratore deve essere stato prima avvisato per iscritto e comunque invitare ad allinearsi al resto dell'ufficio o dell'azienda.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il