Cosa fare se un video privato viene scambiato su Whatsapp, Instagram, Facebook o va online contro propria volontà

Denuncia alla polizia postale, chiesta di rimozione del video, Garante della Privacy: cosa fare quando un video privato finisce online

Cosa fare se un video privato viene scam

Cosa posso fare se un video privato viene scambiato online contro la mia volontà?

Se un video privato viene diffuso contro la propria volontà su Whats app, Facebook, Instagram la prima cosa da fare è sporgere denuncia alla Polizia postale chiedendo oscurazione e rimozione del video stesso in modo da evitare che sia visibile. Bisogna poi segnalare il contenuto abusivo/illecito presente online sui social network. Se gli stessi social non si attivano per oscurazione o rimozione del video, bisogna rivolgersi ad un avvocato che può avviare una procedura d’urgenza con la richiesta formale all’azienda che gestisce il sito la rimozione video.
 

La diffusione di video privati online sta diventando un fenomeno sempre più diffuso e che coinvolge soprattutto i più giovani. Fenomeno che in casi estremi ha conseguenze e ripercussioni anche tragiche sugli stessi ragazzi protagonisti dei video privati che vengono diffusi sul web ma che implicano anche sanzioni per responsabilità penali nei confronti di chi si rende colpevole della diffusione di un video privato online.

Sono diverse le iniziative messe in campo per arginare il fenomeno della diffusione dei video privati online e diverse le sanzioni previste. Vediamo allora cosa fare se un video privato viene scambiato su Whatsapp, Instagram, Facebook o va online contro propria volontà.

  • Cosa fare se video privato viene scambiato online contro propria volontà
  • Video privato scambiato online costi procedura rimozione
  • Risarcimento danni per video privato scambiato online

Cosa fare se video privato viene scambiato online contro propria volontà

Se un video privato viene diffuso online e scambiato su Whats app, Instagram o Facebook contro la mia volontà è possibile denunciare chi ha diffuso il video online perché, come previsto dalle leggi in vigore nel nostro Paese, diffondere video privati e compromettenti online senza il consenso dell'interessato è reato di diffamazione aggravata, che implica pene e reclusione in carcere fino a tre anni.

Se un video privato viene diffuso contro la propria volontà su Whats app, Facebook, Instagram la prima cosa da fare è sporgere denuncia alla Polizia postale chiedendo oscurazione e rimozione del video stesso in modo da evitare che sia visibile. 

Bisogna poi segnalare il contenuto abusivo/illecito presente online sui social network. Se gli stessi social non si attivano per oscurazione o rimozione del video, bisogna rivolgersi ad un avvocato che può avviare una procedura d’urgenza con la richiesta formale all’azienda che gestisce il sito la rimozione video.

Se dopo la richiesta di rimozione del video privato diffuso online, entro 15 giorni non si provvede, si può fare ricorso al Garante della privacy, procedura che si può fare anche in piena autonomia senza necessariamente doversi rivolgere ad un avvocato, anche se sarebbe sempre consigliabile farlo considerando che si tratta di una persona con specifiche competenze per affrontare tutta la procedura prevista.

Video privato scambiato online costi procedura rimozione

Per attivare la procedura di denuncia e segnalazione del video privato diffuso online su Whats app, Facebook, Instagram contro la propria volontà non è richiesto alcun costo. Tutto si svolge semplicemente online.

Se, invece, ci si rivolge ad un avvocato, sono previsti costi per l'onorario del legale, variabili tra mille e i 5mila euro, per le spese da sostenere cosiddette vive, che si aggirano sui 300 euro, più eventuali spese di giudizio decise dal giudice e a carico della parte perdente. 

Risarcimento danno per video privato scambiato online

Quando un video privato viene scambiato online su Whats app, Instagram o Facebook, qualsiasi sia la procedura che attiva per il suo oscuramento o la sua rimozione, è bene sapere che è sempre prevista la possibilità di richiesta di risarcimento del danno.

Per chiedere un risarcimento del danno, bisogna sempre rivolgersi ad un avvocato per avviare una causa civile e quando cause di questo genere vengono intentate il danno può variare da poche migliaia di euro a diverse centinaia di migliaia di euro.

Tutto dipende, ovviamente, dal tipo di danno subito e quindi dall’entità della diffusione del video online, dai danni reali creati o da danni morali subiti, e ovviamente da dimostrare, come stress, esaurimento o, in casi estremi, tentativi di suicidio.
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il