Cosa posso fare se sono disoccupato e mi mancano 1-4 anni alla pensione

Quale scegliere tra le opzioni disponibili se si resta disoccupati ma manca ancora quale anno al raggiungimento della pensione finale in base alle leggi e alle possibilità disponibili nel 2022

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Cosa posso fare se sono disoccupato e mi mancano 1-4 anni alla pensione?

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore, sono diverse le soluzioni che permettono a chi è disoccupato ma a cui manca ancora qualche anno al raggiungimento della pensione finale di coprire gli ultimi anni prima della pensione agli stessi fini pensionistici. In particolare, se si è disoccupati ma mancano ancora tra uno e quattro anni alla pensione è possibile o fare domanda di Naspi (che ha durata massima di due anni), o richiedere Isopensione, o uscire prima con quota 102, o uscire prima con Ape social, se si rientra tra le categorie che hanno accesso a tale forma pensionistica, o scegliere il sistema contributivo puro per anticipare la pensione. 
 

Cosa posso fare se sono disoccupato e mi mancano 1-4 anni alla pensione? Non sono rari i casi in cui oggi diversi soggetti alle soglie della pensione finale restano senza lavoro e il rischio è quello di non riuscire a coprire gli ultimi anni prima della pensione, soprattutto con i contributi necessari per maturazione del diritto alla pensione e per calcolare l’importo dell’assegno finale. Vediamo allora quali sono le soluzioni oggi possibili se si resta disoccupati e manca ancora qualche anno alla pensione.

  • Cosa fare se sono disoccupato e mancano 1-4 anni alla pensione
  • Naspi per la disoccupazione se mancano fino a due anni alla pensione
  • Come avere Isopensione se mancano da 1 a 4 anni per la pensione
  • Richiesta quota 102 per andare in pensione prima se resto disoccupato
  • Fare domanda per Ape social se mancano fino a 4 anni alla pensione
  • In pensione con contributivo puro se mancano da 1 a 4 anni per la pensione e sono disoccupato

Cosa fare se sono disoccupato e mancano 1-4 anni alla pensione

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore, sono diverse le soluzioni che permettono a chi è disoccupato ma a cui manca ancora qualche anno al raggiungimento della pensione finale di coprire gli ultimi anni prima della pensione agli stessi fini pensionistici. 

Entrando più nel dettaglio, se si è disoccupati ma mancano ancora tra uno e quattro anni alla pensione è possibile:

  • fare domanda di Naspi (che ha durata massima di due anni);
  • richiedere Isopensione;
  • uscire prima con quota 102;
  • uscire prima con Ape social, se si rientra tra le categorie che hanno accesso a tale forma pensionistica;
  • sistema contributivo puro per anticipare la pensione. 

Naspi per la disoccupazione se mancano fino a due anni alla pensione

Se si resta senza lavoro e mancano fino a due anni per maturare i requisiti richiesti per la pensione, per evitare di restare senza lavoro e riconoscimenti contributivi ai fini pensionistici si può fare domanda per avere l’indennità di disoccupazione Naspi.

La Naspi ha, infatti, una durata massima di due anni, per cui se si resta senza lavoro a 65 anni e di deve andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età, chiedendo la Naspi, quest’ultima funziona come scivolo di accompagnamento alla pensione finale e concorre anche al calcolo della pensione finale, perché durante il periodo della Naspi vengono riconosciuti contributi figurativi utili ai fini pensionistici.

La domanda per avere la Naspi per la disoccupazione deve essere presentata all’Inps esclusivamente in via telematica.

Come avere Isopensione se mancano da 1 a 4 anni per la pensione

Se si rischia di rimanere senza lavoro ma mancano ancora da uno a quattro anni alla pensione, un’altra soluzione a cui la legge permette oggi di ricorrere è quella della Isopensione. Si tratta di un sistema che funziona come scivolo di accompagnamento alla pensione finale per permettere alle aziende di mandare i lavoratori in esubero in pensione prima, definendo contestuali piani di turn over a lavoro per nuove assunzioni di giovani, piuttosto che licenziarli.

Per evitare che i lavoratori restino disoccupati alle soglie della pensione, le aziende si accordano per l’isopensione che permette di anticipare l’uscita fino a 7 anni ai lavoratori dipendenti. L’Isopensione vale, però, solo per lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti e solo se si raggiungono accordi relativi sindacali. 

Ricorrendo all’Isopensione, le aziende che sottoscrivono relativo accordo con le forze sindacali pagano al lavoratore fino al raggiungimento di normali requisiti pensionistici sia un assegno di accompagnamento alla pensione finale e sia i contributi all’Inps utili sempre ai fini pensionistici.

Precisiamo che con l’Isopensione, il lavoratore non subisce alcuna penalizzazione perché l’importo dell’assegno di isopensione è pari al trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento del pensionamento e cessa nel momento in cui il lavoratore matura i normali requisiti per andare in pensione. 

Richiesta quota 102 per andare in pensione prima se resto disoccupato

Se mancano fino a 3 anni per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, che si raggiunge a 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributi, una delle opzioni attuali per cui si può optare è quella di richiedere la pensione anticipata con la quota 102, nuova misura sperimentale in vigore quest'anno che sostituisce la quota 100 e permette di uscire a 64 anni di età e almeno 38 anni di contributi.

Secondo quanto fissato dalle leggi in vigore, possono accedere alla quota 102 nel 2022 le seguenti categorie di lavoratori:

  • tutti gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago);
  • gli iscritti alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS;
  • gli iscritti alla Gestione separata Inps.

Esclusi, invece, per legge dalla quota 102:

  • personale appartenente alle Forze armate;
  • personale delle Forze di Polizia e di Polizia penitenziaria;
  • personale della Guardia di Finanza;
  • personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Per la pensione definitiva con quota 102 sono previste anche due finestre mobili: una di tre mesi per i lavoratori dipendenti privati e una di sei mesi per i lavoratori dipendenti statali. 

Fare domanda per Ape social se mancano fino a 4 anni alla pensione

Per chi resta disoccupato ma ha ancora da uno a quattro anni mancanti al raggiungimento dei requisiti per andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età, altra soluzione a cui ricorrere è l’Ape social, anch’essa sistema di scivolo di accompagnamento alla pensione finale che permette l’uscita anticipata a 63 anni di età invece che a 67 anni a specifiche categorie di lavoratori che sono:

  • disoccupati che restano involontariamente senza lavoro, cioè per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano raggiunto 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi e che abbiano esaurito da almeno 3 mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  • invalidi e disabili a cui sia riconosciuta una invalidità superiore al 74%, e loro parenti di primo grado che prestano assistenza al momento della richiesta da almeno 6 mesi, che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi; 
  • lavoratori usuranti con 63 anni di età e 36 anni di contributi che abbiano svolto per almeno sette anni negli ultimi 10 un lavoro gravoso.

L’Ape social ha un importo massimo di 1.500 a seconda dei casi, viene erogata per 12 mesi per ogni anno mancante fino alla pensione e decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio.

In pensione con contributivo puro se mancano da 1 a 4 anni per la pensione e sono disoccupato

Altra cosa che si può fare se si resta disoccupati e mancano ancora da uno a quattro anni per la pensione è ricorrere alla pensione anticipata con sistema contributivo puro. Chi ha contributi accreditati esclusivamente a partire dal gennaio 1996, può andare in pensione fino a tre anni prima rispetto al requisito anagrafico dei 67 anni richiesti, cioè a 64 anni di età ma solo a condizione di aver versato almeno 20 anni di contributi effettivi e che l’importo della prima rata di pensione risulti non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. 


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il