Cosa può conoscere di te il tuo datore di lavoro, quali dati può avere nel rispetto della privacy

Anche se le aziende non possono ottenere tutti i dati utili, i candidati dovrebbero essere veritieri e precisi quando forniscono le informazioni ai potenziali datori di lavoro.

Cosa può conoscere di te il tuo datore d

Il datore di lavoro cosa può conoscere del lavoratore?

Il datore di lavoro può sapere dati anagrafici e dati biometrici, dati che rivelano lo stato di salute, il credo religioso e il diritto di accesso, informazioni relative al rapporto di lavoro tra tipologia di contratto, qualifica e retribuzione. Ma nel rispetto del diritto alla riservatezza, la diffusione dei dati è consentita solo per dare esecuzione agli obblighi derivanti dal contratto di lavoro o di legge.

La bussola che non va mai persa di vista è la privacy. Anche quando il datore di lavoro va a caccia di informazioni su uno dei propri dipendenti o comunque è chiamato a gestire i dati in proprio possesso, non deve mai perdere di vista il diritto alla riservatezza.

E allora cosa possono controllare i datori di lavoro quando hanno davanti un proprio dipendente o un potenziale dipendente da assumere? Può scoprire dove ha lavorato in precedenza e per quanto tempo ha svolto ogni lavoro? E sapere il motivo per cui ha lasciato la precedente posizione?

Se sei alla ricerca di un lavoro, devi sapere cosa può scoprire legalmente su di te un potenziale datore di lavoro. Alcuni datori di lavoro verificano da soli la storia lavorativa.

Altri affidano questa attività a organizzazioni specifiche. A seconda della posizione e delle leggi statali e locali, i datori di lavoro possono anche conoscere la storia creditizia, la fedina penale e gli stipendi ricevuti nel tempo. Anche contattando i precedenti datori di lavoro.

In fondo basta poco per fare una telefonata e condividere le informazioni e chiedere loro di confermarne dell'accuratezza di quanto dichiarato dal lavoratore. E anche se le aziende non possono ottenere direttamente e in tempi stretti tutti i dati utili, i candidati dovrebbero essere veritieri e precisi quando forniscono le informazioni ai potenziali datori di lavoro.

È semplicemente troppo facile essere scoperti. Tuttavia, ci sono anche alcune cose che un datore di lavoro sicuramente non può chiedere o comunque non dovrebbe farlo o utilizzare i dati in proprio possesso. Vediamo quindi con più precisione

  • Datore di lavoro cosa può conoscere del lavoratore
  • Rispetto della privacy con i dati ottenuti

Datore di lavoro cosa può conoscere del lavoratore

Per capire il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore in merito alle informazioni che può conoscere è innanzitutto indispensabile capire che il primo può raccogliere le informazioni, ma il secondo ne mantiene la gestione secondo la legge sulla privacy.

Ecco quindi che il datore di lavoro può sapere dati anagrafici e dati biometrici, dati che rivelano lo stato di salute, il credo religioso e il diritto di accesso, informazioni relative al rapporto di lavoro tra tipologia di contratto, qualifica e retribuzione. Ma nel rispetto del diritto alla riservatezza, la diffusione dei dati è consentita solo per dare esecuzione agli obblighi derivanti dal contratto di lavoro o obblighi di legge.

Dopodiché i dati idonei a rivelare lo stato di salute e l'accesso alle cartelle sanitarie e di rischio sono vietati al datore di lavoro. Quest'ultimo deve quindi rendere pubbliche le figure che possono trattare i dati ed è chiamato a rispettare nei confronti di tutti i dipendenti i principi di liceità, trasparenza, pertinenza e finalità.

Ma attenzione, la mancata comunicazione dei dati che devono essere conosciuti comporta l'interruzione o la mancata instaurazione del rapporto contrattuale.

Rispetto della privacy con i dati ottenuti

Per prevenire la conoscenza di dati da parte di terzi non autorizzati, il datore deve adottare forme di comunicazione con il lavoratore protette e individuali. Per quanto riguarda la gestione, i dati dei lavoratori sono trattati per tutta la durata del rapporto di lavoro e nei limiti degli obblighi di legge.

Spetta quindi al titolare e ai responsabili "trattare" i dati con o senza aiuto di strumenti elettronici e nel rispetto delle norme sulla privacy. A tal proposito deve essere sempre chiara la modalità di acquisizione dei dati ovvero se per iscritto o verbalmente, se direttamente dal lavoratore o tramite terzi incaricati.

Per quanto riguarda i dati da conoscere, occorre prestare particolare attenzione al controllo a distanza nel rapporto di lavoro.

Sono infatti vietati l'analisi di nascosto dei computer portatili affidati in uso, la riproduzione e la memorizzazione delle pagine web visualizzate dal lavoratore, la lettura e la registrazione dei messaggi di posta elettronica così come dei caratteri inseriti tramite la tastiera o dispositivo simile.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il