Cosa rischia chi prende reddito di cittadinanza e lavora in nero con nuove leggi 2022

Sanzioni e multe per chi lavora in nero e percepisce già il reddito di cittadinanza: cosa prevedono leggi in vigore 2022 e chiarimenti

Cosa rischia chi prende reddito di citta

Cosa rischia chi prende il reddito di cittadinanza e lavora in nero?

Entrando più nel dettaglio, se chi percepisce il reddito di cittadinanza inizia a lavorare, ma in nero, non comunicando all’Inps eventuali variazioni o di inizio di attività lavorativa, rischia di incorrere in sanzioni che vanno dalla decadenza del beneficio fino alla reclusione da due a sei anni.
 

Cosa rischia chi prende il reddito di cittadinanza e lavora in nero? Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno erogato dal governo come sostegno al reddito di chi percepisce stipendi minimi o a chi è del tutto senza lavoro che per essere concesso prevede requisiti specifici da soddisfare da parte del richiedente nonché una serie di norme ben precise da rispettare.

Oltre, infatti, alle condizioni richieste per poter presentare la domanda per poter beneficiare del reddito di cittadinanza, i richiedenti devono rispettare tutte le regole previste per l’accesso al beneficio relativamente a spese ammesse con i soldi del reddito di cittadinanza, condizioni da soddisfare per mantenerlo, offerte di lavoro da accettare, ecc. 

Ci sono spese che, per esempio, non si possono assolutamente effettuare con i soldi del reddito di cittadinanza, pena la sua decadenza, così come altre condotte non ammesse per chi percepisce il beneficio, come lavorare in nero.

  • Percepire reddito di cittadinanza e lavorare in nero quali rischi si corrono
  • Cosa fare quando si ha il reddito di cittadinanza e si trova lavoro

Percepire reddito di cittadinanza e lavorare in nero quali rischi si corrono

Secondo quanto stabilito dalle leggi 2022 in vigore, chi percepisce il reddito di cittadinanza e lavora in nero rischia una sanzione pecuniaria più una sanzione penale che prevede anche la reclusione.

Entrando più nel dettaglio, se chi percepisce il reddito di cittadinanza inizia a lavorare, ma in nero, non comunicando all’Inps eventuali variazioni o di inizio di attività lavorativa, rischia di incorrere in sanzioni che vanno dalla decadenza del beneficio fino alla reclusione. 

Chi beneficia del reddito di cittadinanza e dichiara il falso o omette volutamente informazioni, che per legge devono essere fornite, rischia la reclusione da due a sei anni, revoca del reddito di cittadinanza e obbligo per chi ne ha beneficiato di restituire le somme percepite.

Se il reddito di cittadinanza decade per tali motivazioni, non è mai più possibile per chi ne ha beneficiato presentare nuova domanda in tempi immediati. Se, infatti, il beneficio decade per essere stati scoperti a lavorare in nero mentre si percepiva il reddito di cittadinanza, una nuova richiesta della misura si può presentare eventualmente solo 10 anni dopo la condanna.

Cosa fare quando si ha il reddito di cittadinanza e si trova lavoro

Se si percepisce il reddito di cittadinanza e si trova un lavoro che, però, non è sicuro e a tempo indeterminato, ma solo occasionale, piuttosto che prestarlo in nero, per evitare sanzioni e la decadenza del beneficio, il consiglio è quello di comunicare il nuovo impiego, perché secondo le leggi 2022 il reddito di cittadinanza può essere sospeso a coloro che trovano un lavoro per tutta la durata dell’attività lavorativa per poi riprenderlo una volta concluso il lavoro.

In questo modo non si omette alcuna nuova informazione relativa al nuovo lavoro, non si lavora in nero e non si rischiano né sanzioni per il lavoro in nero (che interessano sia lavoratori che datori di lavoro) né sanzioni penali di reclusioni. 


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il