Cosa rischia dipendente che offende e fa commenti negativi sul proprio capo o azienda su Facebook

Il dipendente deve evitare minacce, espressioni di violenza, epiteti razziali, incitamenti all'odio, molestie o divulgazione di segreti commerciali o informazioni riservate.

Cosa rischia dipendente che offende e fa

Commenti negativi online sul capo, cosa rischia il dipendente?

Un dipendente che utilizza i social media o i post online per molestare, minacciare o intimidire i colleghi può essere licenziato nello stesso modo in cui lo sarebbe se la condotta si fosse verificata sul lavoro. I dipendenti che diffamano la società, divulgano segreti commerciali in violazione della legge o degli obblighi contrattuali o tentano in altro modo di danneggiare intenzionalmente il marchio o la reputazione dell'azienda, possono essere messi alla porta.

Prima di fiondarsi sui social media, Facebook su tutti, e criticare il proprio capo a suon di commenti negativi, è bene sapere che non si tratta di una buona idea. Al di là delle conseguenze legali e disciplinari, esporre il proprio datore di lavoro in cattiva luce e davanti a un numero imprecisato di persone non è di certo una mossa saggia da parte di un lavoratore.

Se un dipendente pubblica su un sito pubblico il nome del datore di lavoro o dell'azienda in cui presta l'attività e danneggia la reputazione online non può pensare di farla franca.

Come vedremo in questo articolo, il capo ha numerose armi a propria disposizione. In base alla gravità delle parole pubblicate può applicare una delle differenti sanzioni disciplinari concesse dall'ordinamento italiano. Intendiamoci, il diritto di critica è sempre ammesso e non può essere oggetto di censura.

E allo stesso tempo ciascun dipendente può pubblicare online informazioni sul proprio stipendio, sugli orari e sulle condizioni di lavoro. Ma c'è un limite che evidentemente non si può superare. Vale in tutti i contesti, compreso quello del lavoro.

Ecco quindi che il dipendente deve evitare minacce, espressioni di violenza, epiteti razziali, incitamenti all'odio, molestie o divulgazione di segreti commerciali o informazioni riservate. Il datore di lavoro può avere l'obbligo di indagare e garantire che le proprie informazioni riservate siano protette.

Allo stesso modo è condannabile la diffusione di informazioni false o fuorvianti sui siti di social media progettate per danneggiare la reputazione dell'azienda, quella dei suoi dipendenti o della direzione. Vediamo quindi in questo articolo

  • Commenti negativi online sul capo, cosa rischia il dipendente
  • Quali punizioni per dipendente che offende azienda su Facebook

Commenti negativi online sul capo, cosa rischia il dipendente

Ci sono protezioni legali che i datori di lavoro possono utilizzare se hanno bisogno o vogliono intervenire su un post online con commenti negativi pubblicato da un dipendente.

Esiste una vasta giurisprudenza che autorizza un'azione disciplinare nei confronti dei dipendenti che si sono resi protagonisti di comportamenti dannosi. Un dipendente che utilizza i social media o i post online per molestare, minacciare o intimidire i colleghi può essere licenziato nello stesso modo in cui lo sarebbe se la condotta si fosse verificata sul lavoro.

I dipendenti che diffamano la società, divulgano segreti commerciali in violazione della legge o degli obblighi contrattuali o tentano in altro modo di danneggiare intenzionalmente il marchio o la reputazione dell'azienda, possono essere messi alla porta.

E attenzione perché se il dipendente pubblica informazioni che sono improprie o richiede che l'azienda risponda, ad esempio in riferimento a insulti, minacce di violenza, incitamento all'odio, molestie, divulgazione di segreti commerciali o informazioni che possono portare alla società a essere citata in giudizio, l'applicazione di una sanzione disciplinare potrebbe non solo essere appropriata, ma perfino richiesta dalla legge.

Ecco quindi che è consigliabile per le aziende avere una politica sui social media chiara, concisa e informativa, che consenta ai dipendenti di sapere quali sono i limiti per la pubblicazione online.

I lavoratori del comparto privato devono insomma sapere che ci sono limiti a quando può essere pubblicato online, Facebook compreso, e che oltrepassare questi confini significa andare incontro a sanzioni disciplinari.

Quali punizioni per dipendente che offende azienda su Facebook

Rispetto a queste circostanze, il dipendente che offende e fa commenti negativi sul proprio capo o azienda su Facebook può andare incontro una serie di provvedimenti disciplinari.

La normativa in vigore prevede una scala di "punizioni": dalla meno grave alla più grave sono rimprovero verbale, rimprovero scritto o censura, multa di importo variabile fino a un massimo di 4 ore di retribuzione, sospensione del servizio con privazione della retribuzione fino a 10 giorni, sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi, licenziamento con preavviso, licenziamento senza preavviso.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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