Cosa scrivere in un curriculum per difendere la propria privacy personale e lavorativa

Punto di riferimento è l'articolo 7 del Codice della privacy, secondo cui l'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione dell'origine dei dati personali.

Cosa scrivere in un curriculum per difen

Privacy personale e lavorativa, cosa scrivere nel curriculum per difenderla?

Chi riceve il nostro curriculum vitae non può utilizzare le informazioni contenute. A meno che non sia presente l'esplicita autorizzazione al trattamento dei dati personali. Le disposizioni di riferimento sono due: la legge sulla privacy italiana e il più recente Gdpr.

Mai sottovalutare l'importanza della privacy e del trattamento dei dati personali, anche nel caso di candidatura per un posto di lavoro. Le nostre informazioni sono infatti estremamente preziose e vanno difese per evitare che qualcuno possa appropriarsene ovvero utilizzarle in modo improprio.

La normativa in materia è in continuo aggiornamento ma va costantemente nella direzione di difendere la posizione dei lavoratori. Approfondiamo meglio:

  • Privacy personale e lavorativa, cosa scrivere nel curriculum per difenderla
  • Come trattare la propria privacy personale e lavorativa secondo le leggi

Privacy personale e lavorativa, cosa scrivere nel curriculum per difenderla

Chi riceve il nostro curriculum vitae non può utilizzare le informazioni contenute. A meno che non sia presente l'esplicita autorizzazione al trattamento dei dati personali. Le disposizioni di riferimento sono due: la legge sulla privacy italiana e il più recente Gdpr (General data protection regulation) ovvero il Regolamento generale sulla protezione dei dati.

L'obiettivo di questa disposizione è far limitare l'utilizzo delle informazioni per le sole finalità previste dalla normativa di riferimento, siano esse quelle di tipo anagrafico (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono) e sia quelle relative alla formazione e alle esperienze lavorative.

Arrivati a questo punto resta da capire qual è la formula da inserire nel curriculum vitae per difendere la propria privacy personale e lavorativa.

Le possibilità sono numerose perché quello che conta è il riferimento alle norme in vigore che può evidentemente essere indicato in più modi. Alcune delle opzioni, da scrivere generalmente al termine di tutte le informazioni sono le seguenti:

  • Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del decreto legislativo 196 del 30 giugno 2003 e dell'articolo 13 Gdpr (Regolamento dell'Unione europea 2016/679) ai fini della ricerca e selezione del personale
  • Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all'articolo 13 Gdpr 679/16
  • Autorizzo il trattamento dei miei dati personali presenti nel curriculum vitae ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali e dell'articolo 13 del Gdpr (Regolamento dell'Unione europea 2016/679)
  • Autorizzo il trattamento dei miei dati personali presenti nel curriculum vitae ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del Gdpr (Regolamento dell'Unione europea 2016/679)

Come trattare la propria privacy personale e lavorativa secondo le leggi

Punto di riferimento è l'articolo 7 del Codice della privacy, secondo cui l'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione dell'origine dei dati personali, delle finalità e modalità del trattamento, della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici, degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato, dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

La disposizione è stata oggetto di modifiche, ma se c'è una parte che è rimasta è quella relativa ai diritti dell'interessato. Tra cui quello di ottenere l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando ha interesse, l'integrazione dei dati. Ma anche la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati.

Così come l'attestazione che le operazioni sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, tranne il caso in cui l'adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il