Cosa si intende per reddito complessivo Irpef?

Cos’è e come si determina il reddito complessivo Irpef per ogni lavoratore contribuente: informazioni, chiarimenti e spiegazioni

Cosa si intende per reddito complessivo Irpef?

Cos’è il reddito complessivo Irpef?

Con reddito complessivo Irpef si intende il reddito complessivo al netto delle ritenute previdenziali e assistenziali e risultante anche dalla detrazione di tutti gli altri oneri deducibili, dalle spese mediche, a quelle di assegno al coniuge, per esempio.

 

Il reddito complessivo Irpef rappresenta la base di reddito imponibile, derivante dalla somma di tutte le tipologie di reddito che ognuno percepisce, da redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo, ai redditi di capitale, ai redditi diversi, da cui vengono detratte una serie di oneri deducibili come:

  1. assegni al coniuge;
  2. spese mediche per portatori di handicap;
  3. contributi previdenziali e assistenziali obbligatori;
  4. contributi per collaboratori domestici;
  5. contributi per pensioni integrative.

Se, per esempio, si percepisce un reddito complessivo di 20.000 euro annui, dai quali vengono trattenuti 2.500 euro per ritenute previdenziali, e una serie di eventuali oneri deducibili per 2.500 euro, l’importo del reddito imponibile risulta di 15.000 euro.

Reddito complessivo Irpef: chi deve dichiararlo e come

Il reddito complessivo Irpef deve essere dichiarato da tutti i lavoratori, dipendenti e liberi professionisti, o anche da coloro che, senza occupazione, percepiscono comunque redditi diversi, e direttamente dal contribuente o con la collaborazione del proprio commercialista o altro sostituto di imposta nella dichiarazione dei redditi con Modello 730 o Modello Unico, in base a categoria di lavoratore e a situazione reddituale.

Reddito complessivo Irpef: come si calcola

Per calcolare ogni il reddito complessivo Irpef di un contribuente bisogna:

  1. sommare tutti i redditi percepiti nel corso dell’anno, derivanti da reddito di lavoro dipendente, da quello dei fabbricati, da quello dei terreni, dai redditi assimilati al lavoro dipendente e da altre fonti di reddito che non rientrano nelle categorie menzionate;
  2. calcolare il reddito imponibile, che si ottiene dalla differenza fra il reddito complessivo e gli oneri deducibili;
  3. calcolare l’imposta lorda, che si ottiene applicando la scala delle aliquote al reddito imponibile;
  4. calcolare l’imposta netta, che si ottiene sottraendo dall’imposta lorda le detrazioni spettanti a ciascun lavoratore contribuente a livello oggettivo e soggettivo;
  5. determinare le ritenute sulle somme erogate.

La ritenuta viene calcolata sui redditi di capitale dagli enti erogatori a titolo d’imposta o definitiva, per cui il reddito corrispondente non rientra nella base imponibile dell’imposta personale. Le ritenute sui redditi da lavoro sono a titolo di acconto del debito e pesano sul contribuente, mentre le ritenute a titolo d’acconto devono sommate ai redditi del contribuente rientrando così nella base imponibile. Calcolato il reddito complessivo di ogni lavoratore contribuente, l’imposta personale si applica al reddito complessivo del contribuente, calcolato come somma delle singole categorie di reddito.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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