Cosa si rischia se si scrivono dati falsi in un curriculum vitae. I rischi

Contrariamente a quanto si possa pensare, la maggior parte delle persone non mente per trovare un lavoro. Lo fa per fare una buona impressione in un colloquio.

Cosa si rischia se si scrivono dati fals

Dati falsi nel curriculum vitae, cosa si rischia?

Occorre fare una distinzione tra comparto pubblico e privato. Nel primo caso la situazione è più grave perché si rischia il reato di falso ideologico in atto pubblico che viene sanzionato con due anni di reclusione. Nel secondo la decisione è rimessa alla volontà del datore di lavoro che può avviare una causa civile oltre al licenziamento per giusta causa.

Soprattutto quando si è ai primi passi si tende a sottovalutare le conseguenze delle proprie azioni. Pensiamo ad esempio a un giovane aspirante lavoratore che "gonfia" il proprio curriculum vitae a suon di corsi mai frequentati, votazioni lontane da quelle reali, esperienze lavorative solo immaginate.

Contrariamente a quanto si possa pensare, la maggior parte delle persone non mente per trovare un lavoro. Lo fa per fare una buona impressione in un colloquio pensando di essere inadeguato rispetto alla posizione vacante.

Pensa che sia innocuo e che vale la pena correre un rischio, ma in realtà è una leggerezza che può essere pagata a caro prezzo. Mentire sul proprio CV è moralmente sbagliato ma comporta anche dei rischi. Vediamo tutto:

  • Dati falsi nel curriculum vitae, cosa si rischia
  • Perché non scrivere dati falsi nel curriculum vitae

Dati falsi nel curriculum vitae, cosa si rischia

Si può mentire in tanti modi, dall'omissione di alcuni aspetti fatti chiave al dire bugie bianche, fino alla vera e propria frode. Ci sono però alcune bugie più comuni di altre.

Ad esempio la capacità di parlare una lingua straniera, la mancata indicazione delle date di precedenti rapporti di lavoro oppure gonfiare un titolo o una posizione lavorativa precedente. Ma anche i motivi che hanno portato all'abbandono di un impiego passato, il mentire sullo stipendio ricevuto o sull'età così come su reali interessi personali e gli hobby.

Sicuramente più grave è falsificare qualifiche accademiche, rivendicando titoli mai conseguiti o vantandosi di voti superiori rispetto a quelli reali. C'è chi mente sulle precedenti esperienze lavorative, millantando di aver lavorato per marchi importanti o nascondendo di essere stati licenziati da una posizione precedente. Altrettanto rischioso è non rivelare - soprattutto nel comparto pubblico - precedenti penali o pene detentive.

Quali sono in concreto i rischi per il lavoratore? Occorre fare una distinzione tra comparto pubblico e privato. Nel primo caso la situazione è più grave perché si rischia il reato di falso ideologico in atto pubblico che viene sanzionato con due anni di reclusione.

Nel secondo la decisione è rimessa alla volontà del datore di lavoro che può avviare una causa civile oltre al licenziamento per giusta causa. E attenzione all'accusa del reato di truffa.

Secondo il Codice penale, "chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da 51 euro a 1.032 euro".

Perché non scrivere dati falsi nel curriculum vitae non conviene

C'è anche un'altra ragione di carattere pratico per cui scrivere dati falsi nel curriculum vitae non è di certo una buona idea. Al di là dei rischi che si corrono, chi mente deve convivere con lo stress, l'incertezza e il rischio quotidiano di sapere che quello che ha fatto è sbagliato.

Non solo, ma è costretto a guardarsi costantemente alle spalle e a preoccuparsi di essere scoperto. Per la propria carriera e tranquillità è preferibile dire le cose come stanno ed essere il più accurati possibile. Agire diversamente può portare a conseguenze disastrose, oltre a essere moralmente sbagliato.

Inserire dati falsi nel curriculum vitae è un errore grave perché il datore di lavoro, oltre a controllare le referenze, può scrivere ai datori di lavoro attuali e precedenti o contattare la scuola o l'università chiedendo loro di confermare le informazioni ricevute.

Ma possono anche assumere società specializzate per condurre controlli specifici, richiedere la prova delle tue affermazioni con documenti e certificati originali, fare domande approfondite. A quel punto annotano eventuali discrepanze e possono quindi respingere la domanda di assunzione o convocare il candidato per fornire spiegazioni.

E se si ottiene il lavoro dopo aver scritto dati falsi nel curriculum vitae, non è finita. I datori di lavoro possono rendersi conto che il lavoratore non è in grado di svolgere bene il compito assegnato e può aprire una indagine interna.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il