Cosa sono gli Etf armonizzati. Spiegazione completa

La differenza è molto importante perché dal punto di vista strettamente burocratico, gli Etf armonizzati rispondono a una direttiva comunitaria contrassegnata dalla sigla Ucits IV.

Cosa sono gli Etf armonizzati. Spiegazio

Etf armonizzato, che cosa sono?

Gli Etf armonizzati rispondono a una direttiva comunitaria contrassegnata dalla sigla Ucits IV. In pratica questi fondi a gestione passiva hanno ricevuto un certificato di qualità dall'Unione europea che attesa il rispetto di alcune regole ben precise.

Gli Etf sono uno strumento di investimento legato all'andamento del mercato azionario. Non esiste una sola tipologia e capire quali sono opzioni e differenze aiuta a fare la scelta giusta. In particolare esistono anche i cosiddetti Etf armonizzati, da distinguere evidentemente da quelli non armonizzati.

La differenza è molto importante perché dal punto di vista strettamente burocratico, gli Etf armonizzati rispondono a una direttiva comunitaria contrassegnata dalla sigla Ucits IV. In pratica questi fondi a gestione passiva (o fondi indicizzati) hanno ricevuto un certificato di qualità dall'Unione europea che attesa il rispetto di alcune regole ben precise. Vediamo quindi

  • Etf armonizzati, che cosa sono
  • Come capire se un Etf è armonizzato

Etf armonizzati, che cosa sono

Il vantaggio è presto detto: nel caso di rivendita degli Etf armonizzati con l'obiettivo di ricavarne un profitto, la tassazione applicata è la stessa nel caso del trading in azioni ovvero il 26% sulla plusvalenza, trattenuti dalla banca che fa da intermediario ovvero da sostituto d'imposto.

Si parla quindi di redditi di capitale da plusvalenza. Al contrario, se l'Etf non è armonizzato significa che non ha il certificato di qualità dell'Unione europea, gli istituti di credito fanno da sostituto d'imposta per la stessa aliquota. Ma quest'ultima è utilizzata come acconto e l'investitore deve riportare l'intera plusvalenza in dichiarazione dei redditi.

Di conseguenza viene tassata sull'aliquota marginale. Gli oneri sono quindi di due tipi: economico e burocratico. Il tutto senza dimenticare lo stesso Etf può essere sia armonizzato e sia non armonizzato ovvero offrono le stesse prestazioni perché investono sul medesimo sottostante.

Come regola generale, la diversificazione Exchange-traded fund permette di ridurre il rischio specifico di un singolo titolo, ma non elimina il rischio di mercato, indipendentemente se si tratta di un fondo armonizzato o non armonizzato.

L'acquisto di un singolo titolo comporta invece un investimento in una specifica società, con un rischio maggiore. La ricostruzione dell’indice attraverso l'acquisto di azioni richiede costi e tempi di gestione maggiori.

Ai fini fiscali, gli Etf sono considerati come fondi e non come azioni e il regime applicato è quello del risparmio amministrato. Producono 3 tipologie di redditi, che gli intermediari distinguono attraverso le procedure interne. C'è il reddito di capitale derivante dai dividendi.

C'è il reddito di capitale derivante dalla differenza tra il Nav (Net asset value ovvero il metodo con cui le società di investimento valutano il rendimento del portafogli di azioni) del giorno di acquisto e quello del giorno di vendita. C'è il reddito diverso derivante dalla differenza tra il prezzo d'acquisto e quello di vendita.

Ecco quindi che il regime fiscale varia in base all’investitore tra persona fisica o istituzionale, e della natura degli Etf tra armonizzati e non armonizzati

Come capire se un Etf è armonizzato

L'acquisto di un Etf permette di comprare nello stesso momento un paniere di titoli di un'area geografica, mercato o settore. L'investimento riguarda tutte le azioni dell'indice, ma senza la possibilità di escludere le società meno valide.

Il modo più semplice per capire se un Etf è armonizzato è consultare la scheda sintetica presentata dalla banca. Nella maggior parte dei casi, l'indicazione è chiara e ci sono pochi possibilità di confusione.

Tuttavia, anche per via dei tanti istituti di credito - fisici e online - impegnati in questo settore - può accadere che le informazioni sono esposte in maniera diversa, magari con riferimento alla disposizione europea.

Di conseguenza è consigliabile prestare la massima attenzione e sciogliere il dubbio in maniera chiara e definitiva senza lasciare spazio all'incertezza.

L'alternativa è sempre quella di affidarsi a un esperto. A tal proposito ricordiamo che solamente i player istituzionali sono autorizzati a trattare direttamente con le società emittenti degli Etf. Da parte loro gli investitori privati possono negoziarlo solo attraverso un broker.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il