Cosa succede se ho troppi debiti e decido di chiudere la mia partita iva secondo leggi 2021

Per chiudere la propria partita Iva, il contribuente deve fare riferimento al modello AA9 o il modello AA7 da presentare all'Agenzia delle entrate.

Cosa succede se ho troppi debiti e decid

Se ho troppi debiti e chiudo la partita Iva, cosa succede?

Se il contribuente ha troppi debiti può comunque chiudere la partita Iva. Tuttavia non significa che i debiti siano estinti. Tutt'altro perché, norme alla mano, vanno comunque saldati.

La situazione di sovraindebitamento delle partite Iva è caratterizzata dall'evidente impossibilità di far fronte a tutti i suoi debiti extraprofessionali scaduti ed esigibili. Normalmente, dopo aver sperimentato seri problemi finanziari, ci si immagina che diventi più facile non indebitarsi.

Tuttavia, non è così e alcune persone falliscono più volte. E altre hanno costantemente l'impressione di vivere in rosso, anche quando riescono a ripagare i loro debiti per la prima volta. Approfondiamo quindi:

  • Se ho troppi debiti e chiudo la partita Iva, cosa succede

  • Leggi 2021 sulla chiusura della partita Iva

Se ho troppi debiti e chiudo la partita Iva, cosa succede

L'imprenditorialità o il lavoro autonomo con partita Iva non sono sempre un piacere. A volte si è sfortunati: un grande cliente che se ne va all'improvviso, un cattivo investimento o le entrate che diminuiscono di anno in anno a causa dei cambiamenti del mercato. Le bollette potrebbero accumularsi e i creditori potrebbero diventare impazienti. Quando tutte le altre opzioni sono state considerate e non c'è modo di saldare i debiti, rimane solo l'opzione del fallimento.

Se il contribuente ha troppi debiti può comunque chiudere la partita Iva. Tuttavia non significa che i debiti siano estinti. Tutt'altro perché, norme alla mano, vanno comunque saldati. In questa circostanza, il pagamento delle somme avviene attraverso il proprio patrimonio personale. I creditori possono così rivalersi sui beni intestati attraverso un pignoramento. Il solo caso in cui il credito non può fare valere le proprie ragioni è se la partita Iva è nullatenente.

Un caso particolare è invece quello relativo ai debiti con le banche in quanto resta la possibilità della segnalazione nella Centrale rischi interbancaria che comporta l'impossibilità di richiedere finanziamenti, aprire conti o emettere assegni. Ricordiamo in ogni caso che i debiti della partita Iva nullatenente possono essere trasferiti agli eredi al momento della sua morte. Ma solo se gli eredi decidono di accettare l'eredità.

È importante estinguere i debiti non appena si inizia a sentire la pressione dei segnali di sovraindebitamento. Uno dei segnali più evidenti che si potrebbe avere a che fare con troppi debiti è non sapere bene quanto restituire. Succede perché si è così indebitati che si stanno deliberatamente ignorando i debiti per non provare alcuna preoccupazione.

Anche se non avere risparmi non significa necessariamente che si è indebitato, spendere tutti i soldi che si hanno dopo aver lavorato duramente per risparmiare è un altro segnale evidente. Quando si iniziano a spendere i risparmi, pensare attentamente e cercare di trovare una soluzione per evitare questo problema.

Leggi 2021 sulla chiusura della partita Iva

Per chiudere la propria partita Iva, il contribuente deve fare riferimento al modello AA9 o il modello AA7 da presentare all'Agenzia delle entrate. Le possibilità sono 3. Innanzitutto per via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica.

La data di presentazione coincide con quella di ricezione dei dati da parte dell'Agenzia delle entrate. Un unico esemplare tramite posta e mediante raccomandata, allegando copia di un documento di identità del dichiarante, da inviare agli uffici dell'Agenzia delle entrate, a prescindere dal domicilio fiscale del contribuente. Il giorno di presentazione coincide in questo caso con quello di spedizione. Infine in duplice copia a un ufficio dell'Agenzia delle entrate, al di là del domicilio fiscale del contribuente.

I contribuenti obbligati all'iscrizione al Registro delle imprese devono invece utilizzare la Comunicazione Unica per via telematica o su supporto informatico. ComUnica ha validità per l'assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al Registro delle imprese e, laddove sussistano i presupposti di legge, ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali nonché per l'ottenimento del codice fiscale e della partita Iva.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il