Cosa succede se non pago una cartella o multa, di quanto aumenta sanzione e quando scatta pignoramento

Quali sono rischi e conseguenze se non si pagano multe e cartelle: cosa prevedono leggi in vigore, chiarimenti e spiegazioni

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Cosa succede se non pago una cartella o

Cosa succede se mi dimentico di pagare cartella o multa?

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore, se ci si dimentica di pagare una cartella o una multa, si rischia di andare incontro al calcolo di sanzioni e interessi di mora, che vanno ad aumentare l’importo finale dovuto e, se si continua a non pagare, si rischia di arrivare al pignoramento finale.
 

Cosa succede se mi dimentico di pagare cartella o multa, di quanto aumentano sanzioni e quando scatta pignoramento nel 2023? Può capitare di ricevere una multa o una cartella esattoriale e decidere volutamente di non pagarla così come metterla da parte e dimenticarsi. E’ ormai qualcosa che avviene molto più comunemente di quanto si pensi ma che non è molto vantaggioso e conveniente per chi le ricevere. 

  • Di quanto aumentano sanzioni se mi dimentico di pagare cartella o multa
  • Quando scatta pignoramento nel 2023 se si dimenticare di pagare cartelle e multe

Di quanto aumentano sanzioni se mi dimentico di pagare cartella o multa

Quando arrivano multe o cartelle esattoriali, il consiglio è sempre quello di pagar gli importi dovuti. Se così non accade entro i termini previsti dalla legge, se ci si dimentica di pagare cartelle multe aumentano sanzioni e interessi da applicare alla quota capitale da saldare.

Se, infatti, ci si dimentica di pagare una multa e non si paga entro 60 giorni dal momento in cui si è ricevuta, si incorre nel calcolo ulteriori di interessi di mora, che sono calcolati sulla base del tasso di interesse legale ed eventuali sanzioni che aumentano ancora l’importo da pagare. 

Se non si paga la multa, si riceve la successiva ordinanza-ingiunzione di pagamento e solo dopo, anche nel tempo di anni, si riceve la relativa cartella esattoriale che è l’ultimo passaggio prima che scatti un pignoramento, cioè il recupero forzoso dell’importo dovuto.

Per quanto riguarda il mancato pagamento di una cartella esattoriale ricevuta, se ci si dimentica di pagare una cartella e si paga con un ritardo superiore a 60 giorni, bisogna anche calcolarci l’aumento dell'aggio di riscossione dal 3% al 6% e gli interessi di mora applicati dall’Agenzia delle Entrate.

Gli interessi di mora decorrono non dal 61esimo giorno successivo alla data della notifica della cartella di pagamento ma dalla data di notifica della cartella di pagamento a quella in cui viene eseguito il pagamento delle somme pretese, applicando il tasso di interesse che viene determinato ogni anno. 

Quando scatta pignoramento nel 2023 se si dimenticare di pagare cartelle e multe

Il pignoramento, come ultimo atto di recupero di un debito, non scatta subito non appena un contribuente o debitore non paga una multa o una cartella. Mediamente, prima che scatti un pignoramento (di conto corrente, pensione, stipendio, casa, ecc) si può arrivare anche ad anni.

Prima del pignoramento vero e proprio, il debitore riceve avvisi di pagamento bonari con cui può saldare il proprio debito, pagando sanzioni e interessi ma chiudendo il ‘conto’ con il Fisco.

Se nonostante le intimazioni di pagamento, il debitore continua a non pagare una cartella o una multa, il creditore notifica al debitore il titolo esecutivo e il precetto. Il precetto è un atto del creditore e decade se entro novanta giorni dalla sua notifica non è iniziata l'esecuzione.

Se il debitore non paga, il pignoramento può avvenire a non meno di 10 giorni dal precetto e in un tempo massimo di 90 giorni. 

Il pignoramento segue il precetto e la sua notifica deve essere effettuata entro 90 giorni da quella del precetto. Spetta all’ufficiale giudiziario e non al creditore notificare l’atto di pignoramento. L’atto di pignoramento deve indicare: 

  • il credito per cui l’ufficiale giudiziario procede; 
  • i beni che si intendono pignorare;
  • l’invito rivolto al debitore a dichiarare la propria residenza o il proprio domicilio eletto. 

Una volta ricevuto l’atto di pignoramento, il debitore può chiedere al giudice dell’esecuzione competente la sostituzione dei beni e dei crediti pignorati con una somma di denaro 

Per evitare di arrivare all'esecuzione forzosa per il recupero del debito, è dunque meglio informarsi su come poter regolarizzare la propria posizione debitoria, magari ricorrendo alla rottamazione 2023 o ad una delle sanatorie attualmente in vigore