Cosa succede se non cambio residenza per tasse, sanità e servizi pubblici e cosa rischio

Cosa si rischia se non si effettua e comunica un cambio di residenza: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti su sanzioni

Cosa succede se non cambio residenza per

Cosa succede se non cambio residenza per tasse, sanità e servizi pubblici?

Stando a quanto previsto dalle leggi aggiornate, se non si cambia residenza si rischia non solo di perdere una serie di servizi e agevolazioni che si possono ottenere solo nel luogo in cui si ha la residenza perché riconosciuti a livello locale, come scelta del medico di base, del pediatra, voto locale, avere documenti, recapito di posta, ecc, ma si rischiano anche sanzioni amministrative e civili fino a quelle penali.
 

Cosa succede se non cambio residenza per tasse, sanità e servizi pubblici e cosa rischio? La legge definisce la residenza come il luogo in cui un soggetto fissa la propria dimora abituale e dove vi abita stabilmente ed è obbligatorio per tutti i cittadini stabilire una residenza perché è il requisito della residenza quello che permette di usufruire di una serie di servizi. Senza residenza i servizi disponibili non possono essere usati. 

Vediamo allora cosa prevedono le leggi in vigore se non si cambia residenza e quali sono i rischi che si corrono se si cambia casa ma si fa il cambio di residenza.

  • Tasse, sanità e servizi pubblici cosa succede se non si cambia residenza
  • Quali sono rischi che si corrono se non si fa cambio di residenza

Tasse, sanità e servizi pubblici cosa succede se non si cambia residenza

Stabilire la propria residenza in un determinato luogo e città permette ad ogni cittadini di usufruire di una serie di servizi specifici quali:

  • richiesta documenti, sia carta di identità, sia passaporto, sia tessera sanitaria;
  • scelta del medico di base;
  • scelta del pediatra per i figli;
  • possibilità di iscrizione dei figli a scuole pubbliche e comunali;
  • relativa iscrizione a scuola;
  • avere pass residenti (che in alcune città è del tutto gratuito, mentre in altre prevede un pagamento forfettario) per parcheggiare nella propria zona di residenza;
  • usufruire di abbonamenti e sconti per servizi pubblici locali;
  • ricevere posta e comunicazioni, sia per esempio da Agenzia delle Entrate, sia da enti pubblici, o Forze dell’Ordine e altre Autorità.

Avere la residenza in un determinato luogo è importante, però, anche per il pagamento di una serie di tasse come bollo auto, che varia da regione a regione, o Tari sui rifiuti, considerando che si tratta di una imposta comunale le cui aliquote possono variare da Comune a Comune, nonché per assolvere ad una serie di dovere, come quello di elezioni locali e non solo. 

Se, dunque, si cambia casa è obbligatorio cambiare residenza, di conseguenza, e ogni cambio di residenza deve essere effettuato o presso il nuovo Comune in cui ci si trasferisce o presso lo stesso Comune di residenza, dove deve, però, essere comunicato il nuovo indirizzo di residenza.

Il cambio di residenza, che deve essere comunicato agli appositi uffici comunali entro 20 giorni dal cambio, permette di usufruire dei servizi sopra elencati anche nel nuovo luogo di residenza. In caso contrario, chi cambia cioè casa ma non cambia residenza non può usufruire dei servizi locali previsti, per esempio, avere pass auto, medico di base o pediatra di famiglia, votare, ecc.

L’unico caso in cui, per legge, non è obbligatorio fare il cambio di residenza senza perdere possibilità di usufruire dei servizi disponibili per residenti e continuando a pagare le dovute tasse, è quello in cui si tratta di un cambio di dimora abituale solo per un breve periodo di tempo predefinito, per esempio, quando ci si sposta dalla propria residenza per i mesi estivi delle vacanze, o per qualche mese per motivi di lavoro o studio, ecc. 

Quali sono rischi che si corrono se non si fa cambio di residenza

Secondo le leggi 2022 in vigore, se si cambia casa ma non si fa relativo cambio di residenza entro i tempi previsti dalla legge, si rischia di incorrere in sanzioni amministrative e civili fino a sanzioni penali previste per il reato di falso in atto pubblico.

Se si è irreperibili presso la propria residenza, dopo un anno, il soggetto che non ha comunicato il cambio di residenza viene cancellato dalle liste dell’anagrafe comunale. 

Inoltre, si rischia di perdere assistenza sanitaria, di non poter più avere un documento di riconoscimento, un certificato anagrafico. Rischia, invece, una incriminazione penale per il reato di falso chi dichiara una residenza falsa. 
 
 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il