Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Cosa succede se non comunico dati conducente? C'è un obbligo? E i rischi reali quali sono?

WhatsApp X Telegram
L'automobilista, entro un termine di 60 giorni dalla ricezione del verbale di contravvenzione, è tenuto a compilare e inviare il modulo allegato al verbale stesso.
Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Cosa succede se non comunico dati conducente? C'è un obbligo? E i rischi reali q

La notifica di una contravvenzione comporta non solo l'obbligo di versare la sanzione pecuniaria, ma anche la conseguente decurtazione dei punti sulla patente. Il verbale di notifica include l'obbligo di fornire all'autorità competente, che ha emesso la contravvenzione, le informazioni relative al conducente al momento dell'infrazione. Vediamo in questo articolo:

  • Dati conducente, cosa succede se non li comunico

  • Rischi reali per mancata comunicazione dei dati della patente

Dati conducente, cosa succede se non li comunico

L'automobilista, entro un termine di 60 giorni dalla ricezione del verbale di contravvenzione, è tenuto a compilare e inviare il modulo allegato al verbale stesso, indicando il nome del conducente e fornendo i dati relativi alla patente. La mancata comunicazione, pur non comportando la decurtazione dei punti, può risultare in una sanzione accessoria che varia da un minimo di 292 euro a un massimo di 1.168 euro, secondo quanto stabilito dagli articoli 126 bis e 180 del Codice della strada.

La sanzione non si applica se il conducente dimostra di essere stato impedito dal fornire queste informazioni. Nel caso in cui il veicolo venga utilizzato da più persone e il proprietario non ricordi chi fosse alla guida al momento dell'infrazione, sorge il dubbio se una dichiarazione in tal senso possa esonerarlo da responsabilità.

La giurisprudenza ha chiarito che il proprietario del veicolo non è esonerato nemmeno se invia una dichiarazione negativa, rischiando una sanzione da 431 euro a 1734 euro, come previsto dall'articolo 180 del Codice della strada, per mancata collaborazione.

Indicare un nominativo fittizio come conducente, ad esempio quello di un anziano parente che non utilizza l'auto, può comportare conseguenze più gravi, come un procedimento penale per falsa testimonianza, in base all'articolo 495 del codice penale. La comunicazione dei dati del conducente sia accurata e veritiera.

Sia l'impugnazione del verbale dinanzi al giudice di pace competente sia il pagamento spontaneo della multa obbligano comunque il proprietario del veicolo a fornire i dati del conducente.

Rischi reali per mancata comunicazione dei dati della patente

Chi, senza giustificato motivo, omette di comunicare i dati del conducente effettivo riceverà una seconda sanzione amministrativa che varia da 282 a 1142 euro, ma non sarà soggetto alla decurtazione dei punti della patente. In pratica, quando il proprietario del veicolo è anche il trasgressore, quest'ultimo potrebbe scegliere di non rispondere alla richiesta della polizia e pagare la seconda multa per evitare la perdita di punti sulla patente.

Se la contravvenzione comporta anche la sospensione della patente, la mancata comunicazione dei dati del conducente effettivo impedisce anche questa sanzione, a condizione ovviamente del pagamento della seconda multa da 282 a 1142 euro. Anche in questo caso, è possibile "acquistare l'immunità" della propria patente non rispettando l'obbligo di legge: questa violazione, tuttavia, non costituisce un reato ma solo un illecito amministrativo.

Bisogna comunicare alla polizia i dati del conducente effettivo anche quando il proprietario del veicolo era alla guida. Se il conducente effettivo è il proprietario dell'auto, quest'ultimo si trova di fronte a un'alternativa: dichiarare se stesso come conducente effettivo e subire la decurtazione dei punti, oppure non dichiarare nulla e subire solo la seconda multa, senza perdere alcun punto sulla patente.