Cosa succede se si pagano le tasse in ritardo nel 2021. Tutti i casi per tipologie imposte

La regolarizzazione spontanea è la chiave per pagare un importo ridotto nel caso di tasse versate in ritardo.

Cosa succede se si pagano le tasse in ri

Tasse pagate in ritardo, cosa succede?

La regola di base prevede che il ritardo di un solo giorno nel pagamento delle tasse è oggetto di sanzione. Più precisamente è pari al 30% di ogni importo non versato.

C'è chi dice che le tasse sono una delle poche certezze della vita. Tutti i cittadini sono chiamati a pagarli in proporzione al proprio reddito e prima o poi lo devono fare. Già, perché ci sono scadenze ben precise da rispettare per evitare di andare incontro alle conseguenze previste dalla normativa fiscale per gli inadempimenti ovvero per i ritardatari.

Il primo aspetto di cui tenere conto è che è sufficiente un solo giorno di ritardo per ricevere le sanzioni del caso. L'entità cresce con il trascorrere del tempo.

Ecco quindi che, in caso di pagamento in ritardo delle tasse, più tardi si regolarizza la propria posizione nei confronti dell'ente creditore e più elevate sono le conseguenze. Vediamo quindi con maggiore attenzione:

  • Tasse pagate in ritardo, cosa succede
  • Riduzione delle sanzioni con la regolarizzazione spontanea

Tasse pagate in ritardo, cosa succede

La regola di base prevede che il ritardo di un solo giorno nel pagamento delle tasse è oggetto di sanzione. Più precisamente è pari al 30% per ogni importo non versato.

Ma se la posizione viene sanata entro 15 giorni, la sanzione del 15% è ridotta a all'1% per ogni giorno di ritardo, da cumulare con quella applicata per l'ipotesi di ravvedimento operoso.

Se invece il contribuente passa alla cassa entro 90 giorni, la sanzione è del 15%. Abbiamo fatto riferimento allo strumento del ravvedimento operoso. Lo schema seguito per la varie tipologie di imposte è il seguente:

  • un decimo di quella ordinaria nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto se viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data di scadenza
  • un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall'omissione o dall'errore
  • un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore
  • un settimo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall'omissione o dall'errore
  • un sesto del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall'omissione o dall'errore
  • a un quindi del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione, salvo nei casi di mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto o di omessa installazione degli apparecchi per l'emissione dello scontrino fiscale
  • a un decimo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, oppure a un decimo del minimo di quella prevista per l'omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni

Riduzione delle sanzioni con la regolarizzazione spontanea

La regolarizzazione spontanea è la chiave per pagare un importo ridotto nel caso di tasse versate in ritardo. Spetta quindi al contribuente stesso attivarsi per sanare l'irregolarità fiscale che, ricordiamolo, conduce a una sanzione amministrativa e non a un reato.

Come rilevato dall'Agenzia delle entrate, errori, omissioni e versamenti carenti possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento dell'imposta dovuta ma non versata, degli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene eseguito, della sanzione in misura ridotta.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il