Cosa succede se una Pmi non passa al libero mercato energetico obbligatorio

Tutti i clienti finali piccoli che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero possono farlo da subito selezionando l'offerta e stipulando un nuovo contratto.

Cosa succede se una Pmi non passa al lib

Libero mercato energia: cosa succede se una Pmi non passa?

La regola più importante per le Pmi non sono passate al libero mercato dell'energia prevede il divieto di interruzione della fornitura di gas e luce. Se una piccola e media impresa non passa al libero mercato energetico obbligatorio perde momentaneamente l'occasione di stipulare un nuovo contratto più vantaggioso e continua a fare riferimento alle tariffe in vigore.

Le date sono definite da tempo e dall'inizio di quest'anno tutte le Pmi attive in Italia sono chiamate a passare al libero mercato energetico. Ma cosa succede nel caso in cui una piccola e media impresa non segua questo obbligo? Quali sono le conseguenze? Esaminiamo tutto sulla base della normativa in vigore:

  • Libero mercato energia: cosa succede se una Pmi non passa
  • Perché passare al libero mercato energetico obbligatorio

Libero mercato energia: cosa succede se una Pmi non passa

La regola più importante per le piccole e medie imprese che alla data del primo gennaio 2021 non sono passate al libero mercato dell'energia, così come previsto dalla normativa, è estremamente chiaro: vietata l'interruzione della fornitura di gas e luce. La continuità deve essere garantita sempre e comunque.

Detto in altri termini, se una piccola e media impresa non passa al libero mercato energetico obbligatorio perde momentaneamente l'occasione di stipulare un nuovo contratto più vantaggioso e continua a fare riferimento alle tariffe in vigore.

Il libero mercato energetico sarebbe dovuto partire entro il primo luglio 2019, come prevedeva le disposizioni che stabilivano scadenze e modalità. Nel 2018, una precedente legge aveva prorogato il termine al primo luglio 2022 e un'altra l'aveva fatto slittare al primo gennaio 2022.

A meno di nuovi rinvii, comunque sempre possibili, il mercato tutelato finirà il 31 dicembre 2021. Tuttavia, così come sta accadendo per le Pmi, chi non avrà ancora scelto un fornitore avrà comunque luce e gas. Anche sul fronte delle utenze domestiche non muta infatti la disposizione di base.

Tutti i clienti finali piccoli che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero possono farlo da subito selezionando l'offerta e stipulando un nuovo contratto in sostituzione di quello precedente.

Dal punto di vista procedurale, sarà il nuovo venditore a inoltrare la richiesta di risoluzione del vecchio contratto, il recesso, al fornitore precedente di energia. Ed è importante sottolineare che in alcun caso il recesso prevede oneri aggiuntivi così come deve sempre avvenire senza interruzione della fornitura di luce e gas.

Perché passare al libero mercato energetico obbligatorio

Se facciamo un passo indietro nel lungo e per nulla lineare percorso che ha condotto al libero mercato energetico obbligatorio per le Pmi, le grandi imprese e le utenze domestiche, dopo la legge Bersani del 1999 gli utenti che scelgono il libero mercato dell'energia acquisiscono la facoltà di decidere in base alle offerte a quale tariffa acquistare energia elettrica e gas.

Chi preferisce rimanere nel mercato tutelato è chiamato a pagare le tariffe stabilite dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. C'è poi una data da segnare sul calendario ed è il primo gennaio 2022: si tratta del giorno in cui l'Italia dovrebbe passare alla liberalizzazione completa e dunque al di là delle piccole e medie imprese, le prime a essere coinvolte.

Calcolatrice alla mano, un contesto con consumi di circa 3.200 kWh annui, il passaggio al mercato libero può portare a risparmi fino a 100 euro l'anno ovvero una riduzione della spesa per la luce di circa il 15%. Per il gas, su un consumo medio di 1.600 metri cubi l'anno, il risparmio ottenuto è di 180 euro circa. A oggi il prezzo medio del mercato libero supera quello del mercato tutelato.

Da segnalare infine una importante lettera inviata dall'Antitrust al Parlamento contenente l'auspicio che il passaggio al mercato libero dell'energia per chi alla scadenza non avrà scelto un fornitore, si basi su trasparenti meccanismi di asta competitiva, al fine di impedire che tali clienti vengano automaticamente assegnati sul mercato libero al loro attuale esercente.

Secondo l'Antitrust accade già con condizioni peggiorative rispetto a quelle reperibili sul mercato. La conseguenza è appunto che il prezzo del mercato libero è maggiore della media del mercato tutelato e non il contrario. Da qui la richiesta finale di mettere in piedi una struttura effettivamente concorrenziale per assicurare ai clienti finali le migliori e corrette condizioni economiche.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il