Da quando decorrono permessi e agevolazioni legge 104 da quando viene accolta domanda nel 2021

Dal punto di vista familiare, possono accedere a permessi e agevolazioni relativi alla legge 104 anche il coniuge, il partner dell'unione civile o il convivente.

Da quando decorrono permessi e agevolazi

Permessi e agevolazioni legge 104, da quando decorrono?

Non c'è una scadenza entro la quale la persona con disabilità deve ottenere una risposta. La normativa non lo prevede e le tempistiche sono legate al singolo ufficio territoriale incaricato. Tuttavia l'esperienza insegna che possono essere necessari fino a 2 mesi per ottenere il certificato. A quel punto l'accesso alle agevolazioni è pressoché immediato.

La legge 104 viene considerata una delle principali conquiste italiano in ambito sociale. Le norme contenute puntano infatti a ridurre le distanze tra chi è e chi non è disabile. E lo fa anche prevedendo agevolazioni per il disabile stesso e i familiari che lo assistono.

Pensiamo ad esempio ai permessi retribuiti, concessi solo in caso nel caso in cui il rapporto di lavoro sia di tipo subordinato, con contratto a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o a tempo ridotto. Ma sempre e solo se lo stato dell'handicap sia certificato proprio grave.

Si tratta di un elemento imprescindibile e allora ci domandiamo quanto tempo occorre prima dell'accoglimento della domanda di fruizione dei permessi legge 104 e più in generale delle agevolazioni previste:

  • Permessi e agevolazioni legge 104, da quando decorrono
  • Legge 104, dalla domanda alla verifica del grado di parentela

Permessi e agevolazioni legge 104, da quando decorrono

C'è un percorso amministrativo codificato che la persona con disabilità deve seguire prima di accedere alle facilitazioni della legge 104. L'obiettivo è ottenere la certificazione dello stato dell'handicap che conferma lo stato di salute e dunque il diritto a fruire delle agevolazioni.

Per ottenere i permessi legge 104, il lavoratore deve presentare formale richiesta al proprio datore di lavoro e aver ricevuto il via libera. Le domande di permessi per l'assistenza al familiare con disabilità in situazione di gravità devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale dell'Inps o via patronato. La fruizione dei permessi lavorativi non incide negativamente sulla tredicesima mensilità, né sulla maturazione delle ferie. E allo stesso tempo sono coperti da contribuzione figurativa utile ai fini pensionistici.

Resta quindi da capire da quando decorrono permessi e agevolazioni legge 104. Innanzitutto non c'è una scadenza entro la quale la persona con disabilità deve ottenere una risposta. La normativa non lo prevede e le tempistiche sono legate all'organizzazione del lavoro e alla quantità di pratiche da esaminare dell'ufficio territoriale incaricato. Tuttavia l'esperienza insegna che possono essere necessari fino a 2 mesi per ottenere il certificato.

A quel punto l'accesso alle agevolazioni è pressoché immediato. Se entro 90 giorni dalla presentazione della domanda per la visita di accertamento, la commissione medica non si è ancora pronunciata, la persona con disabilità o un suo familiare possono richiedere l'accertamento provvisorio dello stato di handicap. In questo caso bisogna rivolgersi a un medico specialista nella branca della menomazione.

Legge 104, dalla domanda alla verifica del grado di parentela

Dal punto di vista familiare, possono accedere a permessi e agevolazioni relativi alla legge 104 il coniuge, il partner dell'unione civile o il convivente more uxorio; i parenti di primo grado ovvero genitori e figli, i parenti di secondo grado ovvero nonni, fratelli, sorelle, nipoti (figli di figli in linea retta), gli affini di primo grado ovvero suocero, nuora e genero, gli affini di secondo grado ovvero i cognati.

Il lavoratore che assiste un parente o affine con disabilità entro il secondo grado può chiedere di essere trasferito in una sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso. Come precisato dall'Inps, un lavoratore può usufruire dei permessi lavorativi in favore di un familiare convivente con disabilità, che già utilizza per se stesso dei permessi lavorativivi. Tuttavia il lavoratore con disabilità deve avere un'effettiva necessità di essere assistito da parte del familiare convivente.

E allo stesso tempo nel nucleo familiare non deve essere presente un altro familiare non lavoratore in grado di poter prestare l'assistenza necessaria. Ii familiari non lavoratori studenti sono equiparati ai lavoratori mentre gli studenti universitari, dopo il primo anno di iscrizione, devono dimostrare l'avvenuta iscrizione all'università e di aver sostenuto esami.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il